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Esce in sala Terminator Genisys - recensione

Nel 2029 la Resistenza contro le macchine guidata da John Connor vince la guerra. Ma poco prima della sconfitta definitiva, Skynet riesce ad inviare un Terminator nel 1984 per evitare che il capo della resistenza nasca.

Nel 2029 la Resistenza contro le macchine guidata da John Connor vince la guerra. Ma poco prima della sconfitta definitiva, Skynet riesce ad inviare un Terminator nel 1984 per evitare che il capo della resistenza nasca.

John Connor capisce cosa sta succedendo e decide di inviare il suo braccio destro, Kyle Reese a salvare sua madre dalla morte sicura.

La sinossi di Terminator Genisys sulla carta è semplice ed è sempre la stessa, bisognerebbe però aggiungere una riga ulteriore in cui si specifica che tutto si complica perchè ci sono stati altri tre film prima di questo e il continuum spazio-temporale, come ci insegna anche Doc di Ritorno al futuro, è andato in confusione.

Il quarto capitolo della saga di Terminator esce a 6 anni da Terminator Salvation, e prova a giocare la carta dell'affezione con il pubblico: Arnold Schwarzenegger ritorna nei panni del T800, invecchiato, perchè i tessuti umani di cui sono coperti i robot invecchiano. La regia di questo film è affidata ad Alan Taylor, il canovaccio, che funziona ancora, è sempre quello di James Cameron.

Il problema è la complicazione interna della trama: timeline parallele, alternative, compromesse. Il film, che di base cita se stesso, con ammiccamenti e scene rigirate dell'originale di trenta anni fa (ed è interessante il video che gira in rete che fa vedere come è stato ricreato il Terminator del 1984, grazie alla motion capture) passa metà del primo tempo a spiegare come sono andate le cose.

Alla resa dei conti, il valore aggiunto del film è l'affetto per il personaggio principale e le sue battute essenziali, pronte per la citazione.

Un altro punto di forza, è la nemesi di Terminator, interpretata da Jason Clarke, a cui finalmente viene affidato un ruolo da perfido, quando lui solitamente viene scritturato come "l'umano buono" (vedi gli ultimi due Pianeta delle scimmie). Le scene di lotta con Schwarzenegger sono un momento che ricorderà per il resto della sua carriera. E sempre sull'affetto si gioca con Emilia Clarke, la Khaleesi della serie tv Trono di spade, qui una giovane Sarah Connor. Non si può non essere dalla sua parte. Jay Courtney, come nell'ultimo Die hard, in cui era il figlio ritrovato di John McClane, e non riusciva ad emergere dall'ombra pesante di Bruce Willis, allo stesso modo qui viene offuscato da un vecchio, ma non obsoleto, Arnold Schwarzenegger.

Alan Taylor riesce a gestire molto bene le scene di azione, il ritmo è alto e gli effetti visivi, come era lecito aspettarsi, superlativi. Due ore di puro intrattenimento e di omaggio ai fan della prima ora.

Il film è uscito in sala il 9 Luglio.

Alice Vivona

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