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Esce nelle sale Jurassic World, recensione

Esce nelle sale Jurassic World, recensione

Esce nelle sale Jurassic World, recensione

20 anni dopo le vicissitudini del primo parco a tema giurassico, il Jurassic World è aperto e funzionante. L’imprenditore indiano Masrani ha infatti raccolto l’eredità e realizzato il sogno di John Hammond di riportare in vita diverse specie di...

20 anni dopo le vicissitudini del primo parco a tema giurassico, il Jurassic World è aperto e funzionante. L'imprenditore indiano Masrani ha infatti raccolto l'eredità e realizzato il sogno di John Hammond di riportare in vita diverse specie di dinosauri e farne un'attrazione turistica, con lo scopo, forse, di ricordare ai visitatori la piccolezza dell'uomo di fronte alla natura.

Ma insito nell'uomo c'è anche la volontà di alterare la natura e chiedere sempre di più, quindi per sopravvivere il parco deve avere attrazioni sempre nuove, più spettacolari e spaventose. Qualche cosa ovviamente va storto.

Il nuovo episodio, il quarto, della saga di Jurassic Park parte da presupposti contemporanei: i sogni devono essere sponsorizzati e perciò amche quello di John Hammond. di realizzare un parco a tema con veri dinosauri ha bisogno di sostenitori molto abbienti per continuare a vivere.

Poi, i paleontologi che lavorano nel laboratorio del parco, si trovano di fronte al problema di dover completare il DNA incompleto dei dinosauri, e quindi "ibridare" con geni di altre specie animali i dinosauri redivivi.

La manipolazione genetica, la necessità di trovare nuovi investitori stupendoli con animali più grandi e spaventosi, la brama di comando di alcuni uomini sono i fattori che muovono la storia, e non possono che portare guai.

Essenzialmente, Jurassic World prende il presupposto di Godzilla, togliendo l'elemento ecologico (il lucertolone nipponico è infatti il risultato dei test atomici negli oceani) aggiungendovi un poco di Frankenstein: il mostro che va fuori controllo va eliminato dai suoi stessi creatori.

Jurassic Park III non era stato una buona idea. Ma il primo Jurassic Park, con Steven Spielberg alla regia e basato sulla storia di Michael Crichton, è rimasto nonostante i sequel più o meno riusciti nel cuore di chi negli anni 90 era adolescente. In questo periodo di reboot, remake e sequel a volte non richiesti, un nuovo capitolo di Jurassic Park mancava.

L'operazione parte da buone basi, la CGI permette ora di realizzare effetti che venti anni fa non erano immaginabili, e infatti le incursioni dei dinosauri sono credibili e terrificanti, come gli scontri tra di loro.

Anche la scelta del cast è giusta, Chris Pratt, protagonista di Parks & Recreations ma diventato famoso come eroe ironico in I Guardiani della galassia è perfetto nel ruolo dell'addestratore ex marine sfacciato da contrapporre alla direttrice del parco, interpretata da Bryce Dallas Howard, rigida fino a rendersi insopportabile. Al film sembra però mancare qualcosa. Non si riesce a prendere posizione per nessuno dei protagonisti, alla fine si ha la sensazione di parteggiare per quello che dovrebbe essere il nemico, il dinosauro creato geneticamente e allevato in cattività che non ha mai visto anima viva per quindici anni. Il film diretto da Colin Trevorrow non fa una piega tecnicamente, ma manca un poco di anima.

Il film esce in sala, in 3D, dal prossimo 11 Giugno.

Alice Vivona

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