Frosinone, 10 febbraio: giornata del ricordo

"Ogni atto dettato dalla violenza, dall'intolleranza, dal rifiuto del sentimento democratico, va fermamente condannato"

"Il 10 febbraio del 2005 il Parlamento italiano, con l'istituzione della giornata del ricordo, ha deciso di sollevare, finalmente, il velo d'oblio che ha circondato una delle pagine più angoscianti della nostra storia: quella riguardante i quasi diecimila italiani che hanno perso la vita nelle voragini dell'Istria, tra il 1943 e il 1947.

Il ricordo e non l'oblio

Uomini e donne - appartenenti a ogni credo politico - cattolici, uomini di chiesa, anziani e bambini, furono vittime di una vera e propria persecuzione, suscitata da un feroce odio ideologico. L'uccisione degli italiani nelle foibe avvenne fino alla istituzione del confine tra l'Italia e la Jugoslavia, che diede inizio al dramma degli istriani e dei dalmati, divenuti improvvisamente esuli.

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Conclude il sindaco Ottaviani

Tutti noi abbiamo il dovere di coltivare, ogni giorno, la memoria di quanto accaduto - ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani - l'ingiustizia, la tragedia e il dolore, vissuti da queste persone e da ogni essere umano vittima dell'intolleranza, della brutalità, dello spregio della libertà altrui, non devono costituire motivo di divisione o rancore. Ogni atto dettato dalla violenza, dall'intolleranza, dal rifiuto del sentimento democratico, va fermamente condannato, perché nega la natura stessa dell’uomo, quella humanitas, cioè, che conduce alla comprensione e all’inclusione, alla pace e alla coesione sociale".

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