In sala Indivisibili di Edoardo De Angelis

Daisy e Viola sono due gemelle siamesi con delle voci bellissime grazie alle quali mantengono, partecipando a feste, sagre e celebrazioni varie, l'intera famiglia.

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Daisy e Viola sono due gemelle siamesi con delle voci bellissime grazie alle quali mantengono, partecipando a feste, sagre e celebrazioni varie, l'intera famiglia.

Vivono nei sobborghi di Napoli, isolate da tutti e un po' protette, un po' sfruttate dal padre, non esattamente accudite dalla madre e con il solo reciproco affetto come sostegno.

Qualcosa cambierà quando una delle due si innamorerà e un medico dirà loro che possono essere separate senza rischi.

Indivisibili è il terzo film di Edoardo De Angelis, che aveva esordito con Mozzarella stories, ambientato anch'esso a Napoli, e dopo il noir Perez, presentato fuori concorso sempre a Venezia.

Con questo film De Angelis ricalca il percorso realistico ma surreale del primo film, descrivendo una realtà esagerata, ma che potrebbe essere prossima futura, fatta di migranti che accompagnano madonne in processione, agenti di cantanti che organizzano festini più o meno eleganti su barche attraccate al largo del Golfo di Napoli e famiglie, queste purtroppo le più vicine alla realtà, in cui i genitori sono più immaturi dei loro figli.

La disabilità delle due protagoniste che nella realtà non sono siamesi ma sono veramente due cantanti neomelodiche, è fonte di guadagno per il padre, che pensa di fare il bene dell'intera famiglia, senza pensare realmente alla necessità di libertà delle due ragazze. Vengono trattate, a rotazione, come fenomeno, come sante, come attrazione, ma vedendo il film dalla loro parte, è facile vedere che il circo è quello che sta loro attorno, formato da predicatori, donne enormi, nani e saltimbanchi.

E' anche un film sulla separazione, sull'indipendenza, sull'essere unite anche se si è staccate fisicamente e sul dolore ma anche i benefici che questa separazione può dare.

A far parte del cast ci sono dei nomi ricorrenti nel cinema di De Angelis, come Tony Laudadio e Gianfranco Gallo, c'è poi la partecipazione di Peppe Servillo nel ruolo del medico chirurgo che si offre di separare le ragazze e Antonia Truppo, vincitrice del David di Donatello grazie all'interpretazione in Lo chiamavano Jeeg Robot, nel ruolo della madre tossica ma non troppo.

Le due ragazze, esordienti, sono Angela e Marianna Fontana.

Il film è stato presentato e ben accolto da critica e pubblico all'ultima Mostra del cinema di Venezia, dove ha ricevuto diversi premi, tra cui il Fedic come Miglior Film. Oltre che a Venezia, il film è stato presentato anche al Toronto Film Festival, ed esce in sala il 29 settembre.

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Alice Vivona

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