LA CITTA’ DELLE DONNE L’8 settembre 1943 e le donne romane

A Roma, nelle due tragiche giornate di combattimenti che seguirono l’8 settembre, le donne furono presenti in tutti i luoghi in cui militari e partigiani cercarono di difendere la capitale.

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A Roma, nelle due tragiche giornate di combattimenti che seguirono l’8 settembre, le donne furono presenti in tutti i luoghi in cui militari e partigiani cercarono di difendere la capitale.

Teresa Regard, una delle cinque giovani donne appartenenti ai Gruppi armati patriottici, ricorda che: “La battaglia per la difesa di Roma del ’43 vide la prima partecipazione massiccia delle donne romane alla Resistenza, anche se, per forza di cose, vi furono coinvolte soprattutto le popolane che allora abitavano nei quartieri Magliana, Cecchignola, Montagnola, San Paolo, Garbatella, Testaccio... Le ho viste mentre incuranti del pericolo, rifocillavano i nostri soldati, a cui per tre giorni, non fu mai distribuito il rancio… Le ho viste prodigarsi in prima linea, sotto il fuoco dei mortai, per medicare i feriti e rincuorare i moribondi”.

Alla partecipazione femminile alla Resistenza, molto attiva ed articolata tra la lotta armata e quella civile, è dedicato l’incontro L’8 SETTEMBRE 1943 E LE DONNE ROMANE, primo appuntamento del ciclo “LA CITTA’ DELLE DONNE”, ospitato martedì 18 ottobre, ore 16.00, presso la Biblioteca Comunale Enzo Tortora,e a cura di Simona Lunadei, insegnante di filosofia e storia nei licei di Roma e componente della Commissione didattica dell’Istituto Nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI).

Simona Lunadei illustrerà in che modo la resistenza all’occupazione nazifascista della capitale ebbe alcune specificità che la resero diversa da altre zone d’Italia. Sicuramente non ebbe la stessa intensità, né ovviamente la durata, di quella del Nord d’Italia; tuttavia, la dissoluzione dell’apparato statale, militare e civile dopo il 25 luglio e la funzione di “città aperta” spinsero molti cittadini e cittadine ad avversare l’occupazione nazista. Anche se la città, già fortemente divisa, si riduce ad un arcipelago di isole, come sostiene Enzo Forcella in una memoria di quegli anni, dove prevale o la lotta al miglioramento delle condizioni di vita o la scelta ideale per la democrazia.

Le due motivazioni in realtà coincidono, perché laddove le condizioni di vita diventano sempre più insopportabili la resistenza armata e civile si sviluppa, scatenando a sua volta la sanguinosa repressione nazifascista.

LA CITTA’ DELLE DONNE è inserito nel programma di EDUCARE ALLE MOSTRE, EDUCARE ALLA CITTÀ’ - ciclo di approfondimenti ragionati su archeologia, trasformazioni urbane, musica, scienza, arte contemporanea e condotti da Direttori e curatori di museo, docenti universitari - promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

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“LA CITTA’ DELLE DONNE” è realizzato in collaborazione con la Società Italiana delle Storiche (SIS), fondata nel 1989 da un gruppo di studiose appartenenti all'università e ad altre istituzioni di ricerca, con l'obiettivo di promuovere la ricerca storica, didattica e documentaria nell'ambito della storia delle donne e di genere.

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