Mary Blindflowers, intervista: tra poesia e pittura postsurrealista

Intervista a Mary Blindflowers, (ex Maria Antonietta Pinna), affermata scrittrice e saggista italiana, di origini sarde, per molti anni a Roma, dove ha iniziato a scrivere e segnalarsi, da qualche tempo trasferita a Londra. E ora non solo...

Copertina Il dio mangiato, olio su tela 40 x 30, Il dio mangiato.

Intervista a Mary Blindflowers, (ex Maria Antonietta Pinna), affermata scrittrice e saggista italiana, di origini sarde, per molti anni a Roma, dove ha iniziato a scrivere e segnalarsi, da qualche tempo trasferita a Londra. E ora non solo scrittrice sperimentale e blogger (Destrutturalismo blog) di fama anche nazionale (segnalato il blog tra i migliori al recente Premio Gozzano): news recenti, vedi intervista, indicano una amplificazione anche visiva-pittorica, sempre in stile postsurrealista e nuove sinergie molto interessanti editoriali, con NETTarg dello scrittore, giornalista e tetrante Cosimo Dino- Guida, da tempo noto a Roma Capitale per esperienze con il teatro di Sepe e la Melato e presentazioni anche recenti allo storico Teatro la Quirinetta...

D - Mary, uno zoom retrospettivo sulla tua poetica e anche pittura sperimentale?

Sicuramente c'è stata un'evoluzione, da Lo strazio, la prima raccolta pubblicata ad Utensili Sparsi, il mio modo di scrivere ha subito delle evoluzioni, spero positive, arricchendosi anche, con Nettarg edizioni di Cosimo Dino-Guida, della mia passione per la pittura, attraverso la proposta di alcune copertine che esulassero un poco dal metodo propositivo di artisti già noti.

Così Utensili sparsi (realizzato con il poeta destrutturalista Fremmy) ha una cover tratta da un mio olio su tela, che ha lo stesso nome del libro, 90 x 90. Lo sfondo chiaro ha lo scopo di far risaltare le figure umane e le parti del corpo, che come utensili, appunto, dichiarano la loro falsa ontologia sulla superficie estesa delle cose.

Anche il mio antiromanzo, ha un mio dipinto in copertina, la nascita d' Adamo, 90 x 90, uno dei formati che preferisco. Così la scrittura si sostanzia anche di uno spicchio visivo nel quale i lettori possono cogliere il tema dello scritto, un contenuto volutamente fuori norma. Le forme allungate, la deformità, certa mostruosità alienante dei personaggi, tradiscono la volontà di mettere in scena il subnullismo, ossia il frutto decadente e intisichente di una società alienata, imbarbarita anche se convinta di essere libera e civile. Per questo ho voluto anche visivamente presentarmi da sola.

Lo stesso accadrà per Il nano alto, opera teatrale in preparazione. La copertina sarà uno dei miei dipinti in cui è facile intuire il senso di alienante vuoto, i meccanismi a orologeria che segnano la vita degli alienati, dei criceti del sistema contro cui il personaggio combatte, nel suo piccolo, dal suo punto di vista antiaccademico.

Scrivo con molta facilità, senza sforzi, mi viene naturale, e per la pittura è lo stesso.

Poi i risultati saranno gli altri a deciderli. Io comunque vada mi diverto.

D- Mary, la letteratura italiana, oggi?

Il quadro è semplice. C'è la grossa editoria che sforna al 90% prodotti per galline da batteria, elaborati da scrittori più o meno raccomandati e prostituiti dal sistema oppure da professori universitari che, ovviamente pubblicano perché sono professori universitari e garantiscono all'editore, grande e piccolo, un certo bacino di utenza, dato dagli studenti dei corsi monografici. Ricordo una volta dovetti comprare per forza un libro di Giuseppe Scanu, senti che argomento per uno studente di lettere: La distribuzione dei carburanti per autotrazione in Sardegna, pubblicato niente po' po' di meno che da Giuffré. Il professore di geografia dell'università di Sassari, che lo aveva scritto, ci obbligò a presentare al corso di cartografia questo libro orribile e noiosissimo. E ci obbligò anche a fargli vedere fisicamente il libro una volta seduti per dare l'esame, perché senza la prova dell'acquisto del libro, non faceva passare l'esame, anche se sapevi tutto.

Se non sei un accademico puoi sperare di pubblicare con un piccolo editore. I piccoli editori fanno fatica ad emergere e ogni tanto pubblicano testi interessanti il cui unico problema è proprio la distribuzione. Un piccolo editore non può competere coi grossi gruppi, i suoi libri, se pure mai arrivano in libreria, verranno messi nell'ultimo scaffale in fondo a destra, vicino al bagno, non di certo in vetrina. In vetrina c'è Moccia.

Poi ci sono i critici che si lamentano che oggi la grande editoria produce solo cose di scarto, ma a loro volta recensiscono solo opere pubblicate con grossi editori, evitando accuratamente i libri di quelli piccoli.

E ci sono le agenzie letterarie che vantano grandi aderenze con i gruppi editoriali. Chiedono somme, a volte sbalorditive, solo per leggere uno scritto e dare una valutazione che, ad una persona che pensa di scrivere e non di perdere il tempo, non servono assolutamente a niente se non a buttare soldi.

C'è una selva selvaggia di Eap che campano sull'ingenuità delle parrucchiere che vogliono pubblicare la favolosa storia dei loro bigodini. Ci sono editori a doppio binario, che chiedono soldi ad alcuni autori e ad altri no. Con alcuni di questi ho pubblicato anche io senza pagare e mi sono trovata malissimo.

Ci sono editori no Eap che ti pubblicano ma non ti danno un soldo di diritti d'autore... Insomma... C'è di tutto di più, per tutti i gusti e le condizioni.

Non dimentichiamo i corsi di scrittura creativa, organizzati da sedicenti scrittori o editor che in pratica funzionano così, tu paghi per imparare la grammatica che dovresti aver imparato alle elementari, ma lo scopo qual'è? Frequentare uno di questi corsi per oliare l'editor, così se gli stai simpatico/a puoi pubblicare grazie a lui...

Poi ci sono i concorsi letterari della porchetta e del salame, della castagne e delle prugne, dei fichi secchi, della bistecca arrosto e della mortadella della e delle... insomma una marea di concorsi locali per lo più inutili che premiano autori parenti degli organizzatori o loro amici. Spesso autori pluripremiati non sanno neppure scrivere in corretto italiano e pensi, ma come hanno fatto a prendere questi premi?

Un circolo vizioso direi, uno stagno con acque fetide...

D- Mary, diverse nuove produzioni recenti con NetTarget di Cosimo Dino-Guida, già noto per il teatro italiano con M. Melato e altri?

Con Cosimo Dino-Guida abbiamo appena finito di scrivere L'estinzione degli atomi pensanti, dialogo tra una fiammiferaia e un editore. L'idea è venuta a Cosimo mentre ci scambiavamo delle battute nella chat di fb. Mi disse: "sai che il dialogo che abbiamo appena fatto può diventare una commedia, lavorandoci un po' sopra?". E in effetti ammisi che poteva essere così. In questo modo è nata una nuova commedia, per caso. Scrivere teatro con Cosimo Dino-Guida è stato semplice, data la sua grande esperienza in questo campo, sa consigliarmi e movimentare la scena, oltre a sostenere un dialogo serrato filosoficamente interessante ma mai noioso.

Inoltre con Nettarget ho un calendario di pubblicazioni per il 2016/17, tra saggistica, teatro, e romanzi, uno dei quali, Tibbs and Tibbs lo pubblicheremo anche bilingue, italiano e inglese.

E' in uscita-fine agosto ad esempio IL DIO MANGIATO, con lo stesso M. Lozzi e una mia nuova cover poetico-visual-pittorica...
https://www.nettarg.it/autori.asp?cat=3&auth=2

di Roby Guerra, scrittore e critico futurista-vedi:

Marinetti 70 (Armando Editore)

https://www.armando.it/marinetti-70

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