Orecchie recensione del film di Alessandro Aronadio

Un uomo si risveglia una mattina con un fastidioso fischio alle orecchie. Un biglietto sul frigo dice: "Luigi è morto. P.S. Ho preso la macchina". Inizia così una giornata incredibile, tra incontri e scoperte, che lo porterà infine a tenere...

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Un uomo si risveglia una mattina con un fastidioso fischio alle orecchie. Un biglietto sul frigo dice: "Luigi è morto. P.S. Ho preso la macchina". Inizia così una giornata incredibile, tra incontri e scoperte, che lo porterà infine a tenere l'orazione funebre per Luigi.

Da quattro anni esiste Biennale college, attraverso il quale, dopo una selezione dei soggetti, vengono realizzati lungometraggi di registi emergenti, come nel caso di Alessandro Aronadio, che con questa commedia girata in bianco e nero porta sullo schermo una riflessione sul nostro modo di stare al mondo e su come interagiamo con gli "altri".

Il protagonista ha infatti un cattivo rapporto con il resto del mondo, non riesce a comprenderlo, ad allinearsi, vive come in fuga dal quotidiano rumore nel quale naturalmente siamo immersi.

Fino a quando non sopraggiunge la morte del suo amico Luigi, che lo porterà in giro per Roma e in giro per personaggi, interpretati dal nutrito cast della pellicola che conta Milena Vukotic, Massimo Wertmuller, Ivan Franek, Rocco Papaleo, per citarne alcuni.

Lui, il protagonista non ha nome, dovrà fare i conti con la realtà caotica e paradossale in cui tutti viaggiamo e che ognuno cerca di rendere a suo modo il più piacevole possibile.

Ogni sequenza del film, ogni personaggio incontrato è un passaggio che allarga lo spazio di accettazione personale del protagonista, che vive, ad inizio film, nella chiusura anche fisica del formato cinematografico, come accadeva anche al protagonista di Mommy di Xavier Dolan.

Anche in questo caso, l'apertura del formato porta ad una vita migliore del personaggio del film. O in questo caso, meno solitaria.

Aronadio è un regista palermitano che prima di questo lungometraggio ha scritto alcuni cortometraggi , diretto un film selezionato al Festival di Berlino: Due vite per caso e collaborato alla sceneggiatura dei prossimi film di Edoardo Leo e Guido Chiesa e ha frequentato la Los Angeles Film School grazie a una borsa di Studio Fulbright dedicata a Sergio Corbucci.

Il film è presentato al Festival di Venezia il 1 e il 2 settembre nella sezione dedicata a Biennale College e il protagonista Daniele Parisi ha vinto il premio Nuova Imaie come attore emergente e il premio Arca Cinema Giovani come miglior film italiano al Festival.

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Alice Vivona

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