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Palestrina, al Movieclub Film Festival ,ospite d'onore il regista Daniele Luchetti autore del film "Chiamatemi Francesco"

Incontriamo il regista Daniele Luchetti a margine della rassegna cinematrogafica del Movie Club Film Festival di Palestrina in cui e' invitato come ospite d'onore. Ha in braccio la propria figlia che non ne vuol saper di lasciare il suo papa”...

Incontriamo il regista Daniele Luchetti a margine della rassegna cinematrogafica del Movie Club Film Festival di Palestrina in cui e' invitato come ospite d'onore. Ha in braccio la propria figlia che non ne vuol saper di lasciare il suo papa". Sbrigati gli obblighi familiari si concede a noi parlandoci della suo capolavoro cinemtografico "Chiamatemi Francesco. Il Papa della gente" ai primi posti nel box office . Film unico nel suo genere in quanto girato nel corso del suo Pontifciato e gia' venduto in 40 paesi. Imponenti sono state le ricerche storiche e religiose del cineasta italiano.

A rendere speciale la pellicola e' la passione con cui viene raccontata l'esperienza di Jorge Mario Bergoglio nella sua gioventu' e poi nell'aspro confronto con la sanguinaria dittatura del generale Videla.

Quali sono le emozioni che ha provato nel produrre "Chiamatemi Francesco"?

" Ho cercanto di raccontarlo dal punto di visto umano con simapatia attraverso i suoi percorsi giovanili in Argentina e le testimonianze di chi lo ha conosciuto personalmente."

Cosa pensa il popolo argentino di Papa Bergoglio?

" In Argentina si hanno opinoni diverse nei confronti del papa: molti lo ammirano, alcuni lo detestano, altri lo ritegono un conservatore altri ancora troppo di sinistra. Non lo vedono come un orgoglio nazionale a parte i cattolici. Ha avuto una vita politica vivace, non e' sempre stato favorevole a battaglie progressiste e cio' non gli viene perdonato. Questo nel film non e' raccontato , poiche materialmente non entrava nella pellicola."

Avendo gia' visto il film, le faccio i miei complimenti per la scelta degli attori che interpretano il personaggio alle radici del cuore, nella realta' delle circostanze della lora vita .

" Gli attori hanno dato un enorme contributo, perche gli ho chiesto di ricercare istante per istante nel corso delle scene un elemento di umanita' e di evitare le banalita' ed i soliti cliche' che vogliono far apparire il protagonista come un futuro santo."

Cosa le rimane dentro dopo aver speso due anni nella sua produzione cinematografica?

" Alla fine quando un regista produce un film e' sempre concentrato sull'ultimo dettaglio da sistemare, dagli effetti speciali, al doppiaggio , da una inquadratura alla scelta musicale, per cui ad un certo punto perdi la visione generale di quello che hai fatto. Poi, improvvisamente guardi il cinema con il pubblico e tutto torna al suo posto. Ti accorgi che la prima idea che avevi avuto, quando non avevi scritto un copione e' diventato un film. Come un architetto che progetta un palazzo ma gli viene proibito di vederlo da lontano."

I primi riscontri del pubblico sono molto positivi, la gente ha bisogno di sentire la " presenza " di questo papa.

" Sicuramente incarna qualcuno che segue un pricipio etico forte, anche per chi non crede, la sua visione dell'uomo si condivide. Le ideologie che hanno tenuto insieme il secolo scorso sono morte. Non c'e piu il comunismo e il fascismo, esiste solo un capitalismo intiepidito neanche ideologico. Una persona come Papa Francesco rappresenta una figura carismatica come altre personalita' importanti del xx secolo."

Conosceva la manifestazione del Movieclub Film Festival a Palestrina?

Conoscevo Palestrina ma non la rassegna cinematografica. Ne sono venuto a conoscenza mediante Alessandra Battaglia. Sono sempre stato un sostenitore dei festival sui cortometraggi soprattutto nella provincia italiana che e' vivissima e non sempre ha un offerta culturale all'altezza delle aspettative.

Roberto Mattei

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