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Paliano, origine di un nome; un quesito ancora aperto

(seconda parte)  Nel convegno di studi sulla storia palianese “Nomina Castri Palliani”, svoltosi nell'ottobre  del 1996, l'avv. Franco Meloni rese pubblica una sua ricerca circa l'etimo in questione. Partendo come il Giovannoni dall'antroponimo...

(seconda parte) Nel convegno di studi sulla storia palianese "Nomina Castri Palliani", svoltosi nell'ottobre del 1996, l'avv. Franco Meloni rese pubblica una sua ricerca circa l'etimo in questione. Partendo come il Giovannoni dall'antroponimo "Paulus", il Meloni osserva che i fondi più importanti di Paliano conservano ancora i nomi degli antichi proprietari romani - assegnatari

della proprietà terriera pubblica nella misura del bina-jugera = circa un ettaro - per lo più con l'aggiunta del suffisso anus. Assumono quindi significato le contrade di Pacciano, Vallerano, Verano, Vantignano, Caiano, Cacorano, Terrignano, Pugliano, Paliano, dall'antroponimo: Paccius, Valerius, Varius, Vettimius, Carius, Cacurius, Teremnius, Pullius, Paullus, più il suffisso aggettivale di cui sopra.

A volte l'antroponimo è senza suffisso come in Rini, Marcianello, Orsino, (Herennius, Marcius, Ursinius), oppure cristianizzato (Agiotoponimo): San Procolo, San Giovenale, Colle S. Quirico, Mura S. Paolo.

Nell'Alto Medioevo si assiste alla diffusione di un nuovo tipo di possesso fondiario, la "massae", un'aggregazione di più "fundi" e di case rurali in una specie di comune con propria amministrazione, denominata o dal proprietario o da un fondo principale e di cui ancora oggi resta traccia in taluni toponimi: es. Massa Marittima, Massa Lombarda, Massa Lubrense, Massa Martana, ecc.

Per quanto riguarda il territorio di Paliano, non sembra però accertata, nell'VIII secolo, la presenza nella zona di massae pertinenti alla proprietà ecclesiastica. Dall'elenco di queste proprietà al tempo di Papa Gregorio II (715-731) viene in effetti citata una "massa Proculis"( in realtà sarebbe Porculis), facente parte del "Patrimonium Lavicanum", che riguardava però il territorio di Monte Porzio e non la contrada di S. Procolo a Paliano . Il Meloni aveva ipotizzato l'esistenza anche di una seconda massa, quella di "Pulliani" (in realtà confusa con la Peltiana ) da identificarsi, secondo lui, con il corpo fondiario che va dalla Prenestina alla Labicana, sempre in territorio palianese.

Nella metà del IX secolo prende avvio in Italia la proliferazione degli insediamenti fortificati, prodotto da un lato dallo sviluppo economico e dall'altro dalla diffusa insicurezza causata dal vuoto di potere e dalle incursioni di ungari e saraceni. Nel Lazio il fenomeno dell'incastellamento può essere datato dopo il 920 e determinò una profonda rottura con il passato, promuovendo il passaggio da un popolamento rurale, che era nello stesso tempo aperto e disperso, in abitati concentrati e fortificati, denominati "castra", posti su alture prima di allora disabitate. Solo eccezionalmente questi castra si appoggiano a un centro preesistente o rioccupano antiche rovine.

Tale fenomeno interessò anche il territorio di Paliano e, ne consegue, che chiunque sia stato il fondatore - laico o ecclesiastico - sull'attuale collina, è facile che abbia avuto maggior interesse a preferire, per il nuovo villaggio fortificato, il nome conosciuto della sua massa agricola. Fu quindi questa ipotetica "massa Pulliani", secondo il Meloni, a dare il nome al castrum, perché più importante della "massa Proculis".

Purtroppo, in mancanza di una specifica documentazione, questa "massa Pulliani", come abbiamo visto, rimane ancora oggi di dubbia identificazione, e poi, anche se fosse realmente esistita, avrebbe dato origine al "castrum" di "Pullianum", che sorgeva nei pressi dell'attuale convento passionista di Santa Maria di Pugliano (che in un documento del XIII secolo viene indicato anche come «loco Pulliani cum foresta...» - cioè la Macchia del Castello), e non al "castrum" di "Pallianum".

La Toponomastica è una scienza fondamentalmente linguistica che opera in stretta connessione con altre discipline: con la storia ad esempio, o meglio con tutte le materie storiche in senso lato. Il toponimo o nome locale, infatti, del quale lo specialista cerca di ricostruire il significato originario, può fornire, ad esempio, indicazioni sugli avvicendamenti dei popoli antichi, altrimenti non individuabili. La storia di un insediamento può essere in effetti attestata dai reperti archeologici, dai documenti d'archivio, ma anche dai toponimi.

Il Meloni, nella sua ricerca, aveva giustamente notato che nel tratto del territorio di Paliano che va dalla Prenestina alla Labicana, sono ricorrenti i toponimi di Paolo, dislocati sia a nord, al centro e a sud dello stesso: oltre alle Mura S. Paolo (resti di terrazzamento di una villa romana di epoca imperiale) presso la Polledrara; Ponte ser Paolo, sulla Prenestina; la Paola, presso la Selva; tutte zone queste che hanno restituito resti di alcune ville rustiche, tombe, materiale ceramico e da costruzione, macine per il grano, torcular per il vino e l'olio, portati alla luce durante lavori agricoli, a testimonianza di una intensa attività produttiva della zona in età romana. Non è quindi da escludere per questo territorio l'esistenza di una proprietà fondiaria denominata "Paullianus" (di Paullus, appartenente a Paullus).

Il personale latino Paulus o Paullus, era utilizzato in età romana come cognomen , adottato da diverse famiglie gentilizie; serviva a distinguere, infatti, uno dei rami in cui era divisa la gens Aemilia (Lucius Aemilius Paullus; Marcus Aemilius Paullus); ma lo troviamo anche presso la gens Sergia, la gens Julia e la Pontia.

I prediali, in epoca romana, come è noto, nascevano dalla distribuzione del terzo delle terre ai veterani e ai coloni, e queste aziende agricole così fondate prendevano appunto il nome dalla gens che ne diventava proprietaria.

Altro elemento degno di nota è la frequente conservazione fino al medioevo di questi toponimi antichi che, seppur alterati e corrotti con il tempo, si sono perpetuati nei secoli, giungendo in alcuni casi sino ai giorni nostri, rivelando una suggestiva continuità onomastica, indice della forza di conservazione di tutto ciò che si lega alla terra.

Nel corso dei secoli, "Paullianus", questo antico centro di organizzazione di vita della campagna, con il succedersi delle sue varie evoluzioni - da fundus con villa suburbana, a fundus casalis medievale, fino al suo incastellamento, avvenuto nell' XI secolo - darà poi vita e nome al nuovo insediamento fortificato sull'attuale collina, il "castrum"di "Pallianus".

In conclusione, un antroponimo all'origine del nome. Tale tesi dell'archeologo Angelo Luttazzi, prospettata già in qualche modo sia dal Nibby nel 1837 che dallo Schulze nel 1909, condivisa da Giulio Navone nel 1920, appare, allo stato, la più attendibile.

Achille Pacciani

Note:

Zaccaria F.A., De rebus ad Historiam atque antiquitates Ecclesiae pertinentibus, Tomo II, Fulginiae 1781 p. 143 (nel Liber Censuun o Codice Cencio del 1192, citato dallo stesso Zaccaria, è detta masse Porculis ).

Vedi anche: Muratori L.A., Antiquitates Italicae Medii Aevi, tomo V, Mediolani 1741, p. 835.

Martinucci P., (ed.), Deusdedit presbyteri cardinalis tituli Apostolorum in Eudoxia Collectio Canonum, Venetiis 1869, p.322. Vedi anche: Zaccaria F.A., op. cit., p.142, e Muratori L.A., op.cit., p.834.

Archivio del Capitolo di San Giovanni in Laterano, Roma, 1213 gennaio 9 , perg. Q.2.D.9. Documento pubblicato da M. Vendittelli in: Una nota sul primo campsor domini pape conosciuto, Cassino 2013.Reti Medievali.

Bibliografia

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ALLODI L. - LEVI G. (a cura di), Il Regesto Sublacense del secolo XI, Roma 1885.

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DE SANCTIS G. A., Santa Maria di Pugliano presso Paliano, Casamari 1974.

FLECHIA G., Di alcune forme de' nomi locali dell'Italia superiore. Dissertazione linguistica. Memorie dell'Accademia di Torino,1873.

LUTTAZZI A., Aspetti topografici del territorio tra Segni e Paliano dall'età repubblicana all'alto medioevo, in "Latium", V 1988.

LUTTAZZI A., Il Territorio Toleriense tra tardoantico e altomedioevo, Colleferro 1999.

MARTINUCCI P., (ed.), Deusdedit presbyteri cardinalis tituli Apostolorum in Eudoxia Collectio Canonum, Venetiis 1869.

MURATORI L.A., Antiquitates Italicae Medii Aevi, tomo V, Mediolani 1741.

NAVONE G., Paliano, Appunti storici, Roma 1920.

NIBBY A., Analisi storico, topografico antiquaria della carta dei dintorni di Roma, v. 2, Roma 1848.

PACITTI L., Storia della Terra di Paliano, Cave 1983.

SERENI E., Storia del paesaggio agrario italiano, GLF Roma-Bari, ed. 2012.

TOMASSETTI G., La campagna romana antica, medievale, moderna, III, Roma 1913.

TOUBERT P., Dalla Terra ai Castelli; paesaggio, agricoltura e poteri nell'Italia medievale, Einaudi, Torino 1995.

TUCCI SAVO G.- GIOVANNONI A., Paliano dalle origini ai nostri giorni, Tivoli 1933.

ZACCARIA F.A., De rebus ad Historiam atque antiquitates Ecclesiae pertinentibus, Tomo II, Fulginiae 1781.

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