Paliano, Vittorio Sgarbi decanta il pittore Giacomo Lisia

In occasione della presentazione della mostra "80 sfumature di Lisia" il critico d'arte parla dell'attenzione alla tradizione popolare e al senso di appartenenza del pittore alla sua terra

Vittorio Sgarbi rilancia la pittura del Caravaggio, che da Paliano in fuga, crea “la Cena di Emmaus” (oggi in possesso del museo nazionale di Brera) ed accosta il pittore Giacomo Lisia all’espressionismo di Renato Guttuso. Questo in sintesi l’intervento del grande critico d'arte italiano, venuto nel nord della Ciociaria per inaugurare la mostra di pittura postuma “Le 80 sfumature di Lisia”, di fronte ad una folla impressionante di conoscenti e curiosi.

La visita al carcere

Tra gli applausi generali la magnifica lezione di arte che ha visto come protagonista e relatore il critico d’arte per eccellenza. Ma per Vittorio Sgarbi è stata anche l’occasione per fare una visita, prima della mostra, al carcere di Paliano, dove è stato accolto dalla dottoressa Cersosimo: “Nel carcere di Paliano ci sono affreschi del '500  abbandonati - conferma il critico d'arte - Perchè lo Stato è così avaro? Quello è un luogo di bellezza, perché va chiuso? - qui è scattato un lungo applauso -“l Carcere di Paliano collocato in quella struttura è inutile! L' edificio è di una bellezza unica e dovrebbe essere goduta da tutti e non da quei quattro “disgraziati”, per loro va costruito una struttura moderna per espiare le loro pene”. Una polemica, che risorge dopo quella lanciata qualche anno fa dal Principe  Antonello Ruffo di Calabria, che ne voleva fare addirittura una sede universitaria. 

I ricordi sul maestro Lisia

Quello che è emerso dall’intervento di Vittorio Sgarbi è il forte richiamo che ha fatto alla cultura popolare Giacomo Lisia. La moglie dell'artista Iolanda Selva, la figlia Beatrice e l'intera famiglia hanno organizzato il bellissimo evento culturale. La maestra Maura, con la quale Giacomo Lisia ha iniziato gli studi di arte ha ricordato le prime sofferenze che hanno vissuto ma soprattutto il coraggio che ha avuto il maestro Giacomo Lisia di abbandonare uno stipendio da operaio al Castellaccio di Paliano per dedicarsi dapprima agli studi artistici e poi concretamente all’arte. E’ stata questa la parte più toccante della serata, dopo gli interventi istituzionali del sindaco Domenico Alfieri e dell’assessore alla cultura Valentina Adiutori che hanno esaltato la pittura del maestro Lisia, vero cantore della città di Paliano. 

Sgarbi ha portato un vento di freschezza culturale decantando la figura di Giacomo Lisia ed ha tratteggiato l’artista in modo del tutto speciale  “Voi siete riuniti qui perché sentite che quest’uomo ha rappresentato un valore. La famiglia Lisia lo sta tenendo in vita non lo 'ha messo in cantina', ma ha tenuto ben presente la sua memoria e le sue opere. Si vede che alcuni quadri hanno una dimensione più spontanea e diversa dagli anni della Pop–Art. Giacomo è un pittore del posto che ha amato dipingere i posti e le emozioni che conosceva”. Proprio per questo senso di appartenenza alla Ciociaria e a Paliano la moglie tiene ancora aperto, tutti i giorni, lo Studio d' Arte Lisia, a disposizione di chi vuole vedere le opere esposte. La serata è stata presentata dal giornalista Giancarlo Flavi, amico personale di Giacomo Lisia.

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