Piglio, in oblio una delle piu' belle tradizioni religiose locali: "le madonnelle".

Quella delle "edicole" sacre che si trovano abbastanza spesso agli angoli delle case e sulle facciate degli archi lungo le strade e nei vicoli del centro storico di Piglio  rappresenta un'antica tradizione ormai piuttosto desueta ma carica di...

Edicola su Via Maggiore

Quella delle "edicole" sacre che si trovano abbastanza spesso agli angoli delle case e sulle facciate degli archi lungo le strade e nei vicoli del centro storico di Piglio rappresenta un'antica tradizione ormai piuttosto desueta ma carica di atmosfere e di suggestioni del passato. Le più vetuste sono incassate nella struttura delle costruzioni e contengono un'immagine sacra, il più delle volte l'immagine della Madonna. Di qui il nome "Madonnella". Le immagini sacre e le varie edicole poste nei "Rioni" del centro storico di Piglio, memoria di una fede antica e sempre viva, sono dei quadri di ispirazione religiosa che traggono origine nel periodo alto medievale; sono il simbolo di una devozione della cittadinanza e rappresentavano una richiesta di aiuto celeste contro le malattie e le pestilenze che a Piglio mietevano migliaia di vittime. Inoltre, la tradizione popolare affidava alla immagine sacra incastonata nel caseggiato la protezione contro tutto ciò che di negativo potesse intervenire a disturbare la tranquillità dei suoi abitanti. Queste "edicole" costituivano un legame di vicinato, per la gente che tributava a turno onori ed attenzioni in modo aperto ed amichevole, scambiandosi le mansioni devozionali e con esse anche i sentimenti; erano anche occasioni di incontro per recitare il Santo Rosario, specialmente nel mese di Maggio.

Ora queste "edicole" sacre si trovano isolate e trascurate dai pigliesi indifferenti. Quasi tutte hanno bisogno di una mano umana per rifarsi il look. Ma, nonostante l'indifferenza, queste "edicole sacre" restano al loro posto a testimoniare una fede di altri tempi che resiste al passare dei secoli. E' sufficiente percorrere Via Maggiore, che da Piazza Guglielmo Marconi collega Piazza Santa Maria, per capire la situazione delle edicole sacre a Piglio: della splendida e grande edicola religiosa in stile classicheggiante, dove si notano colonne, capitelli e trabeazioni, contornata da un tubo di gas e da un cavo elettrico , rimane solo la cornice barocca, ma del quadro con l'immagine sacra non è rimasta che una tavola di legno senza colori. Migliore la sorte dell'immagine sacra all'incrocio tra Via Arringo e Via Maggiore, in buone condizioni per un recente restauro da parte dei proprietari. Sempre su Via Arringo il turista può ammirare altre edicole religiose caratterizzate da una struttura molto particolare che ne evidenzia lo stile classico. Una di queste è posta all'arco dell'Arringo che, come "sentinella", vigila sulla tranquillità degli abitanti unitamente a quella sotto l'arco della fontana ai piedi del castello.

Giorgio Alessandro Pacetti, ex Ispettore onorario della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Monumentali del Lazio, rivolge un appello al Ministero dei Beni Culturali, per salvaguardare queste belle immagini di Maria con il Bambino, le famose Madonnelle, molto venerate dagli antichi avi, per farle ritornare al primitivo splendore in quanto costituiscano anche per il futuro una memoria dei tempi andati.

PIGLIO: IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL MONTE (SEC.XIII) È TORNATO AGLI ANTICHI SPLENDORI.

Grazie all’ospitalità della Rubrica televisiva del TG2 “C’è da salvare”, condotta da Carlo Picone, a seguito di un appello di due cultori di storia locale, il prof. Stefano Parenti e il geom. Giorgio Alessandro Pacetti, i telespettatori nel 1985 si resero conto dello stato di abbandono in cui versavano le due chiese extra-urbane di Piglio: Il Santuario della Madonna del Monte e la Chiesa di San Rocco-Madonna della Valle.

I due cultori si erano rivolti al giornalista Carlo Picone per salvare “due pietre miliari della tradizione storico-religiosa, custodi di preziosi affreschi, che versavano in uno stato di abbandono che, secondo il Parenti e il Pacetti, era da attribuire ad una secolare incuria”.

Il Santuario aveva perso progressivamente la sua importanza a causa della disaffezione del clero e dei fedeli, tanto da diventare un ricovero per animali, un luogo di cui ognuno faceva uso a suo piacimento.

Dopo l’intervento di Carlo Picone che mandò le immagini televisive trentuno anni fa e precisamente il 5 Maggio del 1985, alle ore 13,20, il Ministero dei Beni Culturali, prese l’iniziativa e tramite la Soprintendenza ai Beni Monumentali ed Architettonici del Lazio, diede inizio allo studio del progetto di recupero e varò una proposta di finanziamento delle opere, insieme alla Civica Amministrazione, chiedendo i contributi necessari alla Cassa Depositi e Prestiti e alla Regione Lazio.

Ora il Santuario della Madonna del Monte, sito ad Est del Paese a quota 1000, tornato al primitivo splendore, è aperto alla devozione dei fedeli.

Il Santuario è anche meta degli escursionisti, amanti della montagna, in quanto fa parte integrante del sentiero Europeo E1. Ci auguriamo che dopo questo recupero, la civica amministrazione, la Regione Lazio e la Soprintendenza, incoraggiati dai lodevoli risultati ottenuti si riuniscano attorno ad un tavolo per cercare di finanziare anche il restauro della chiesa di San Rocco-Madonna della Valle, monumento altrettanto importante, i cui lavori di recupero sono sospesi da oltre un ventennio.

Tale intervento garantirebbe la migliore conservazione dei preziosi dipinti ivi contenuti. Sembrano cose di poco conto, ma tutto ciò che parla del passato, che è testimonianza di storiche tradizioni, vanto e gloria della nostra Italia, faro un tempo lontano, di civiltà per popoli del mondo intero, merita di essere valorizzato e... tanto più salvato.

Chiesa di San Rocco Madonna della Valle Il Santuario della Madonna del Monte le madonnelle dimenticate

G. A.P.

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