Martedì, 19 Ottobre 2021
Cultura Piglio

Piglio, la comunità francescana ricorda con una Santa Messa San Massimiliano Kolbe nel 75° anniversario della sua morte

Nel lontano 1937 saliva l’erta via che conduce all’antico convento di San Lorenzo nientemeno che P. Massimiliano Kolbe, beatificato il 17 Ottobre 1971 da papa Paolo VI e santificato il 10 Ottobre 1982 da Papa Giovanni Paolo II.

Nel lontano 1937 saliva l'erta via che conduce all'antico convento di San Lorenzo nientemeno che P. Massimiliano Kolbe, beatificato il 17 Ottobre 1971 da papa Paolo VI e santificato il 10 Ottobre 1982 da Papa Giovanni Paolo II.

Egli saliva quel sacro monte per rendere omaggio alle spoglie del Beato Andrea Conti e per incontrare, dopo molti anni, il suo amico e confidente P. Quirico Pignalberi con lui fondatore della Milizia dell'Immacolata (17 Ottobre 1917), una associazione che vanta oggi circa un milione di iscritti.

  1. Massimiliano, di origine polacca, chiamato il Martire di Oswiecin (Ausvitz in Polonia), rimase al convento di San Lorenzo per tre giorni insieme a P. Quirico ora venerabile, uniti da un profondo amore e da una devozione totale alla Madonna, approfondendo un dialogo mai interrotto e scambiandosi le loro esperienze spirituali, prima della separazione immatura e fatale poiché una morte orribile attendeva padre Kolbe nel bunker della fame nel famigerato campo di sterminio, dove padre Kolbe, offrendo la sua vita al posto di quella di un altro condannato, divenne Martire e Santo. Il ricordo di padre Kolbe è rimasto vivo e caro al cuore della popolazione pigliese, che ha voluto darne un segno tangibile con l'installazione di una croce in ferro alta 4 metri sul monte Scalambra il 17 Ottobre 1982 alle cui falde si adagia il convento e, dopo 75 anni dalla sua morte, P. Angelo Di Giorgio, guardiano del convento e Rettore della Chiesa di San Lorenzo e frate Lazzaro, lo ricorderanno con una Santa Messa che verrà celebrata Domenica 14 Agosto 2016 alle ore 9,30, per testimoniare la devozione a San Massimiliano ed agli ideali che guidarono il suo cammino fino al supremo sacrificio di se.

PIGLIO, LA PARROCCHIA DI SAN GIOVANNI FESTEGGIA SAN ROCCO MARTEDÌ 16 AGOSTO.

Con la festa di San Rocco si continua il ciclo estivo delle celebrazioni sacre nella parrocchia di San Giovanni in Piglio, iniziate con la festa di Sant'Antonio.

Tra le varie iniziative promosse dal parroco don Gianni e dal Comitato dei festeggiamenti degne di nota sono:

- visite culturali guidate dalle ore 10,00 alle ore 12 e dalle ore 16,30 alle ore 18,00;

- Recita del Santo Rosario ore 18,00

- Vespri ore 18,30.

Il popolo pigliese è sensibile a queste manifestazioni religiose e le vive ogni volta con rinnovato fervore. Così anche questa volta i fedeli aspettano la festa di San Rocco anche in riconoscenza dei tanti favori e grazie spesso ricevute dai devoti pigliesi.

La prima cosa che colpisce, visitando la chiesa di San Rocco-Madonna della Valle, è lo stato di abbandono e di degrado dovuto a tre cause principali:

-la prima risale agli anni '60, quando fu realizzata la Via della Circonvallazione che collega Via Piagge alla Via Prenestina, edificata molti metri al di sopra della chiesetta, che perciò è finita in "grotta";

-la seconda causa della rovina è il fosso che scorre nei paragi del luogo sacro a cielo aperto convogliando così umidità ai preziosi affreschi all'interno della chiesa;

-la terza causa è il tetto restaurato 26 anni fa che lascia infiltrare tra i canali di copertura l'acqua piovana, provocando umidità all'interno del sacro edificio, compromettendo così l'integrità dei preziosi affreschi (in)-custoditi all'interno.

Questa bellissima chiesa di San Rocco-Madonna della Valle, dimenticata per secoli, essendo stata adibita nel 1656 a sepolcreto degli appestati, sembra che voglia vendicarsi dell'oblìo manifestando ai pigliesi i tesori artistici che possiede e che ne fanno uno dei monumenti più importanti del Nord

Un po di storia

La chiesa di S. Maria in Valle - Madonna della Valle - S. Rocco in Piglio. In una copia di atto notarile del 1599, appartenente all'archivio Colonna, si fa riferimento a un documento del 1527 e si nomina S. Maria in Valle. In un inventario del 1634 si nomina sia la Madonna della Valle sia S. Rocco.

Sulla relazione della visita pastorale del 1642 si legge una descrizione della chiesa: di forma quadrata oblunga, aveva sulla porta un Cristo di legno e aveva un altare di S. Rocco, che "fu trovato spogliato da ogni parte e privo di tutte le cose necessarie e che non aveva i paramenti e tutte le cose necessarie al sacrificio della Messa", e un altro altare della Beata Vergine Maria. Vicino all'immagine della Madonna vi erano numerosi voti d'argento e altri di bronzo. Vi si legge anche che il "predetto altare con la sua Cappella fosse unito alla Società dell'Immacolata Concezione, da parte della quale si provvedeva a tutte le cose necessarie e che il predetto altare appare tutto consacrato essendo di pietra e che abbia un sepolcro di reliquie. Nella stessa cappella dello stesso altare si ha l'impegno di celebrarvi la messa in tutti i giorni di Domenica e di sabato, impegno che ogni tanto si adempie anche nell'altare della detta società esistente nella chiesa arcipretale di Santa Maria per il quale motivo si pagano sette scudi e mezzo all'Abate e ai chierici di S. Lucia il quale Abate pretende che possa essere nominato cappellano di detta chiesa e della cappella uno tra i chierici di Santa Lucia". La Chiesa fu dotata anche di una campana ora scomparsa !!!Nel 1826 il Preposto della Collegiata espose al Santo Padre che nella Chiesa di S. Rocco si venerava "una antichissima Imagine di Maria SS.ma detta della Valle tenuta in grandissima venerazione non solo dai abitanti, ma dai forestieri dei limitrofi paesi, che in devote processioni vi si portano nei sabati, e grazie ne ricevono dalla Augusta Regina. Vi si istituì anche un sodalizio di donne a mantenere viva la devozione". Nello stesso esposto si legge ancora che il Proposto desiderando richiamare la devozione "con farne celebrar la Festa col concorso del Popolo nella Domenica fra l'ottava della Natività di Maria SS.ma, e prevedendo che a maggiormente riuscirvi, e a mantenerla anco in futuro molto vi giova il Tesoro delle Indulgenze", pregò il Santo Padre di concedere la facoltà di poter conseguire l'indulgenza plenaria perpetua. La facoltà di fatto fu concessa dall'allora pontefice Leone XII ma solo per sette anni.

Nel 1924 molte persone offrirono denaro per il restauro della Chiesa, infatti nella relazione della visita pastorale del 1925, redatta da Don Pio Appetecchia, leggiamo che "la Chiesa di S. Rocco, per causa dell'intemperie e per i danni cagionati dal terremoto del 1915 era ridotta in uno stato deplorevole, tanto che si dovette chiudere. Con le offerte del popolo e specialmente dei Pigliesi residenti in America, si sta restaurando quasi a fundamentis e si spera riaprirla al culto nel prossimo Agosto.

In essa vi è la Cappella della Madonna della Valle dipinta sul muro. La medesima minaccia di sparire senza speranza di salvare la pittura per i muri cadenti. Sopra l'altare maggiore vi era la statua del Santo in terra cotta?". Nella medesima relazione leggiamo ancora che vi era una processione di S. Marco che partiva dalla Chiesa di S. Maria e arrivava alla Chiesa di S. Rocco dove si celebrava la S. Messa.

Giorgio Alessandro Pacetti

Relazione della Visita Pastorale del 1642 (traduzione in italiano)

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