Rock in Pontecorvo, la soddisfazione degli organizzatori

La musica si è confermata anche per questa quarta edizione la protagonista assoluta di Rock in Pontecorvo, il festival ciociaro di metà agosto patrocinato dall’amministrazione comunale e totalmente gratuito che si svolge a Pontecorvo. Ne sono state testimoni le tante persone che per tre giorni, 17-18-19 agosto, hanno invaso la suggestiva Loggetta di San Bartolomeo per percorrere un viaggio tra i meandri del rock, restando nel cuore della città, all’ombra della Cattedrale.

A condurre, sette band che giunte da ogni parte dell’Italia, come gli emiliani What a Funk?! e i romani Invaders – Iron Maiden tribute, con un’importante rappresentanza ciociara (Random Clockwork, Deaf Autumn, Thunderdogs, Hype), e anche da altri pianeti come gli alieni Sick n’ Beautiful, hanno cavalcato il palco e hanno offerto spettacoli unici. Per poi proseguire con la selezione musicale di Diggei Lucio. A illuminarli le luci della scenografia fiammeggiante del festival, nella Loggetta, luogo scelto per la posizione strategica, che è stato recuperato dai ragazzi dell’associazione culturale Rock in Pontecorvo: maniche rimboccate e armati di attrezzi negli anni hanno tirato a lucido le mura, rimosso le erbacce e ripulito scritte dando dato vita a un’opera di riqualificazione urbana.

 «Siamo molto soddisfatti di poter dire anche quest’anno che il rock non è morto, che come noi tantissimi giovani e non solo amano la musica dura, amano sentire ancora il suono delle chitarre e scatenarsi sotto al palco - assicurano gli organizzatori -. E guardando il loro entusiasmo e le mani al cielo capiamo di aver raggiunto l’obiettivo. Non vogliamo essere un evento di successo ma un punto di riferimento per chi come noi oggi ha pochi spazi per coltivare la propria passione. Un ringraziamento a quanti, sia nell’organizzazione che i tanti volontari, hanno deciso di unirsi a noi e a chi invece lo farà nel tempo. Abbiamo bisogno di forza per far sopravvivere il rock».

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Anche quest’anno, però, la musica non ha corso da sola. Durante i tre giorni del festival I più temerari si sono sfidati con la Rock escape rooms ideata da Escape Room Cassino e Time Out, i più creativi hanno preferito soffermarsi tra i quadri esposti di Martina Castrechini, dopo la collaborazione di due anni fa con In her shoes, nome d'arte Kleine Mars, e le armature dell'associazione Il Concilio della Fenice e per i più golosi street food, stuzzicheria, stand e buona birra . Ce ne era per tutti i gusti. «E speriamo ce ne sarà anche l’anno prossimo – concludono gli organizzatori - sempre lì, nel cuore di Pontecorvo, dove il Rock non smette di vivere».

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