Cultura

Una giovane artista si racconta a cuore aperto sui social: la storia di Patrizia Baglione

La giovane donna racconta la sua infanzia, alcuni passi fondamentali della sua vita e il suo percorso fatto di alti e bassi ma soprattutto racconta i suoi sogni e quello che realizzato con le sue sole forze

Sui social, precisamente su Facebook in un gruppo chiamato #uniticontroilcoronavirus, si legge la storia di Patrizia Baglione, una giovane donna, artista, di Arpino. Una giovane donna che invita tutti a non rinunciare alle proprie aspirazioni, ad avere fiducia in se stessi anche quando sembra che il mondo giri al contrario rispetto a come si vorrebbe. Una giovane donna che si è messa in gioco toccando, forse, a volte il fondo. Una giovane donna che ha risalito la china e preso in mano la sua vita e che si racconta a cuore aperto. Una storia preziosa specialmente in un momento come quello che stiamo vivendo. Queste le sue parole e il suo racconto di vita:

"Sono nata il 22 gennaio 1994 ad Arpino provincia di Frosinone. Ero una bambina molto sensibile, empatica. All’età di 12 anni, venivo presa in giro a scuola per il mio aspetto, tutti mi dicevano "brutta", sono stata sbeffeggiata e isolata dall'intera classe. Mi rinchiusi nel mio mondo, per sfogarmi iniziai a comporre poesie. Entrai alle superiori e anche lì per i primi due anni non fu facile, poi cambiai, riuscii a farmi valere. Le poesie non le abbandonavo mai, erano tutto quello che avevo. Mi innamorai perdutamente di un ragazzo, un amore non tanto corrisposto, alti e bassi continui. Iniziai a soffrire di attacchi di panico a 19 anni. Più tardi ne conobbi un altro, ci innamorammo. L'anno successivo però, per un motivo stupidissimo, mi arriva uno schiaffo che mi lascia senza udito per due ore. Sono atti sporadici, ma ogni tanto arrivano schiaffi, tirate di capelli, umiliazioni. Non merito di essere amata, penso. Nel 2017 entro a lavorare in sartoria, un lavoretto come gli altri in precedenza, ma qui è pesante, mi pagano 2,50 euro l'ora. L'aria che respiro mi rimanda alle scuole medie, vengo trattata male, mi sembra di essere davvero tornata a essere quella ragazzina che veniva derisa dai compagni. È inverno, mi ammalo di pericardite, resto a casa per un mese, sono stanca, fisicamente e psicologicamente. Crollo. Mi viene la depressione. Brutti pensieri per la testa, un sorriso oramai spento. Pensavo fosse finita. Poi mi sono ricordata di quella bambina e dei suoi sogni. È il 2019, riunisco le mie poesie in una raccolta e pubblico il mio primo libro. Nella mia provincia è un successo, io non riesco nemmeno a crederci. Ritrovo un po’ di fiducia. Inizio a lavorare con i bambini, creando un piccolo laboratorio per loro. Inizio a dipingere. Faccio la mia personale, i miei quadri piacciono. Arriva il 2020 e con esso il mio secondo libro. Viene presentato su una nota radio nazionale. Si trova nei maggiori canali di ricerca e il mio cuore è colmo di gioia. A luglio ricevo un Premio alla Cultura. Ora, oltre agli studi, ho iniziato un percorso di arteterapia, voglio laurearmi, diplomarmi come Arteterapeuta e fare della mia vita una missione: SALVARE I SOGNI."

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