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Roma, al Museo di Trastevere "VILLA MATTEI CELIMONTANA da meta di viaggio a romitorio Trasformazioni d’uso e mutamenti di percezione di un sito urbano"

Rinomata e famosa, è stata frequentata da viaggiatori attenti alle novità artistiche e architettoniche che venivano alla ribalta nella città papale e ripercorsa in numerose testimonianze di viaggio. È Villa Mattei Celimontana, ‘uno delli più belli...

Rinomata e famosa, è stata frequentata da viaggiatori attenti alle novità artistiche e architettoniche che venivano alla ribalta nella città papale e ripercorsa in numerose testimonianze di viaggio. È Villa Mattei Celimontana, 'uno delli più belli giardini di Roma'.

L'attuale edificio è quanto rimane dell'originario giardino impiantato per volontà del nobiluomo romano Ciriaco Mattei sull'altura del Colle Celio tra gli anni Settanta del Cinquecento e il primo quindicennio del Seicento. Sebbene segnata da innumerevoli trasformazioni che ne hanno modificato completamente il volto, la Villa conserva tuttora l'estensione territoriale primigeniae, visitandola con attenzione, rivela ancora il suo originale genius loci.

Nel Seicento fu celebrata in quasi tutte le guide di Roma per la sua magnificenza e per le innovazioni introdottevi dal duca Girolamo Mattei. Nonostante il declino economico della famiglia, nel Settecento e nei primi anni dell'Ottocento, il giardino continuò a essere visitato soprattutto da scrittori e poeti che, pur rimarcandone lo stato di decadenza, ne esaltarono le qualità panoramiche e ne trassero suggestioni romantiche e mistiche - sia per la posizione isolata, sia per la storia passata e recente, quando la Villa era stata una "stazione" del rituale pellegrinaggio alle "Sette Chiese" e poi sede di comunità religiose.

Le vicende storiche della Villa verranno illustrate nell'incontro Villa Mattei Celimontana, da meta di viaggio a romitorio: trasformazioni d'uso e mutamenti di percezione di un sito urbano, che si svolgerà martedì 31 marzo, ore 16 e con ingresso gratuito, al Museo di Roma in Trastevere.

ALESSANDRO CREMONA, curatore storico dell'arte della Sovrintendenza, porrà l'accento sulle trasformazioni d'uso susseguitesi nei cinque secoli della sua storia: da vigna a giardino aristocratico, da questo a sede di istituzioni religiose e, infine, a parco pubblico.

Da ciò deriva anche il mutamento di percezione e delle aspettative di conoscitori e visitatori nei confronti della villa, all'interno di una parabola che vede il sito, in origine marginale e insignificante, conquistare in epoca tardorinascimentale e barocca una centralità di significati che ne fanno un polo attrattivo dell'interesse culturale, per poi tornare a un isolamento urbano e percettivo che ancor oggi lo caratterizza.

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