Roma, Al Teatro Petrolini una splendida Signora delle Camelie

Al Teatro Petrolini, nel cuore del caratteristico quartiere romano di Testaccio, il cartellone della bella stagione (ben congegnata dai bravissimi Paolo Gatti e Margarita Smirnova)  ha proposto uno spettacolo veramente pregevole, coraggioso e...

Al Teatro Petrolini, nel cuore del caratteristico quartiere romano di Testaccio, il cartellone della bella stagione (ben congegnata dai bravissimi Paolo Gatti e Margarita Smirnova) ha proposto uno spettacolo veramente pregevole, coraggioso e ottimamente proposto al folto pubblico, presente e plaudente nelle quattro serate di programmazione, ovvero Amami quanto io t’amo, un verso universalmente conosciuto e comunicato con grande commozione da Marguerite Gautier, la Signora delle Camelie, considerata giustamente una delle più belle storie d’amore mai scritte nella letteratura passata e presente. Ricordo ai lettori che La signora delle camelie (o La signora dalle camelie o La dama delle camelie) è un celebre romanzo di Alexandre Dumas figlio, edito nel 1848; Il romanzo ha ispirato numerose versioni teatrali e cinematografiche, fra cui quelle del 1915, del 1917, del 1934, del 1953 e del 2005, e rappresenta inoltre la base per l'opera romantica La Traviata di Giuseppe Verdi. Il libro parla della difficile e infelice storia d'amore tra Margherita, la cortigiana più bella di Parigi, e Armando Duval. Ebbene, questo capolavoro è stato portato in scena al Petrolini dalla bravissima e coinvolgente attrice Paola Negrin, perfettamente diretta dal regista Roberto Belli, per la solida ed affermata compagnia Linea di Confine, di Roma. Una compagnia davvero eccellente, che dal 2004 ad oggi ha proposto sui palcoscenici di Roma e di tutta Italia, spettacoli molto interessanti e ben costruiti, da Tango a Liolà, da Salomè a Claudia la pazza, da Andy e Norman a Frankestein junior, da una particolare versione di Amleto a Provaci ancora Sam, da Una pura formalità a Il cappello di carta, e molto altro. Paola Negrin ha interpretato il difficile e delicato ruolo di Marguerite con grande professionalità, perfetta preparazione e indimenticabile coinvolgimento, totalmente recepito dal pubblico in sala, che ovviamente, al termine dello spettacolo, l’ha chiamata numerose volte al proscenio, applaudendola con molto calore e affetto. Il regista Roberto Belli ha fornito un elevato contributo alla elaborazione del testo e alla esemplare messa in scena, elevando al massimo livello la interpretazione della Negrin. Questo spettacolo fa capire come, anche e soprattutto nel mondo contemporaneo, non si riesca bene ad immaginare cosa l’amore dovrebbe essere, se fosse vero e convinto amore: rispetto, eguaglianza, libertà, cura, attenzione, dedizione, sacrifico, etc. Le cronache di oggi ci dicono quotidianamente, purtroppo, che le cose non stanno propriamente così …Ma vogliamo concludere questa nota, da una parte augurando alla Negrin e a Belli un elevato numero di repliche del riuscito spettacolo a Roma, e fuori Roma, in tutta Italia, in questa e nelle prossime stagioni teatrali, e dall’altra ricordare la famosa frase di Francis Scott Fitzgerald, che è riportata nel foglio di sala, e che è stata pronunciata più volte dal palcoscenico: “Si dovrebbe poter comprendere che le cose sono senza speranza, e tuttavia essere decisi a cambiarle”. Proprio così …

Franco Vivona

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