Roma, al Teatro Tordinona il dramma Vite Parallele

E’ stata  una grande emozione assistere al coinvolgente dramma proposto per tre sere consecutive al Teatro Tordinona dalla Produzione Spettacoli Teatrali  TeatroSenzaTempo: Vite parallele, con la drammaturgia e la regia del bravissimo Antonio...

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E’ stata una grande emozione assistere al coinvolgente dramma proposto per tre sere consecutive al Teatro Tordinona dalla Produzione Spettacoli Teatrali TeatroSenzaTempo: Vite parallele, con la drammaturgia e la regia del bravissimo Antonio Nobili, e con la interpretazione, davvero eccezionale e commovente di Alessio Chiodini (Valerio), Simone Guarany (Simone), Raffaella Camarda (Laura), Francesca Antonucci (Marta), Cristina Frioni (infermiera), Lucia Rossi (infermiera straniera), Marco Giustini (il medico), Francesco D’Ippolito e Andrea De Luca (inservienti). Uno spettacolo di teatro-sociale, molto ben costruito e molto istruttivo, centrato sul tema delle malattie terminali, un tema che periodicamente si presenta sui quotidiani e nei dibattiti televisivi, ovviamente con pareri discordi, e quasi sempre opposti, trascurando l’aspetto certamente più importante e determinante, ovvero l’aspetto “umano”, quello della singola “persona” che si viene a trovare in una situazione disperata e senza soluzione. Ho molto apprezzato, e condivido pienamente, le note di sala che sono state distribuite agli spettatori : "Tutti facciamo un viaggio, comincia il giorno della nostra nascita e prosegue per la durata della nostra vita, comunque la mettiate è un viaggio fantastico e sorprendente. Una scatola magica che contiene di tutto: i rimpianti, i rimorsi, le decisioni prese, quelle rimandate, le delusioni, gli amori, la fatica, in una piccola enorme parola è la Vita. Poi alla fine il Dolore. Ecco, il dolore, il capitolo finale è sempre quello, è diverso per ognuno di noi, ma dall'esito sempre uguale: la scatola si chiude, il viaggio finisce: è Inevitabile. Quello che si può evitare, invece, è perdere la dignità dell'essere umano ed è questo il tema che viene affrontato in questo spettacolo-lezione. Viene analizzato il caso di chi sceglie come e quando chiudere la sua scatola, quando finire il viaggio, quando andarsene,mentre ha ancora un senso la parola “essere umano”. Le scatole di cui si parla, non sono solo cifre, o matricole, bensì nomi e cognomi. Le loro vite, di giovani, di ragazzi, seppure a distanza, seppure ignorandosi l'un l'altra, procedevano parallele, spinte dallo stesso vento, quello che spinge le giovani anime ambiziose, che si incontrano... parallele, di nuovo, ma stavolta distese, orizzontali nel letto di un ospedale.” Nel dramma di Nobili il destino mette alla prova i protagonisti di questa storia intensa e sofferta, quella di una esistenza segnata dalla malattia degenerativa, la SLA: il destino incrocia la vita di due giovani che lottano con la vita e la morte, stringendo patti con l'una e con l'altra. Quale sarà l'istinto più forte, quello del viaggio qualsiasi cosa accada o la sua fine prematura? Un testo emozionante, un tema delicato. Un cast ed una regia che non hanno avuto paura di affrontare il dolore che purtroppo, segna tante realtà in Italia e in tutti i Paesi del Mondo. Il progetto Vite Parallele è sostenuto dal Patrocinio Morale di Viva la Vita Onlus – Associazione per la lotta alla Sclerosi Laterale Amiotrofica in Italia - alla quale è stato devoluto parte dell’incasso delle serate al Tordinona. Alla prima serata è stata presente anche la signora Erminia Manfredi, che ha anticipato la sua presenza con questa dichiarazione: "Ricordo quanto è stato importante il teatro nella formazione di Nino come attore, fin da giovane; assisto quindi con entusiasmo al lavoro di una compagnia di giovani attori che, ancor di più, mi rende felice, perché hanno voluto sostenere l'Associazione Viva la Vita Onlus, della quale sono Presidente Onorario. Per concludere questa nota, in attesa di ulteriori repliche di Vite parallele a Roma e in Regione, e dei prossimi progetti di Antonio Nobili e di TeatroSenzaTempo, ritengo utile e molto significativo riportare il pensiero di alcuni tra gli interpreti del dramma:

Alessio Chiodini: Valerio è un ragazzo di 25 anni, con una grande passione per la vela che lo ha portato a diventare un famoso youtuber, grazie a video spericolati che ritraggono sportivi del mare. Vive con la sua amata fidanzata Laura. Cosa importante: adora l’indipendenza che è riuscito a costruirsi, questo può far già intuire che tipo di reazione avrà quando capirà quello che il destino gli ha riservato.

Cristina Frioni: Esther ha scelto di essere un'infermiera, lei ha scelto la sua missione. Ha scelto di indossare spalle forti, ironia e qualche ricordo celato tra le rughe che la rendono paziente, ma anche diretta, incisiva...La sua storia si intravede ma non si manifesta, così come la malinconia che traspare dai suoi occhi, dai suoi gesti. Lei ha scelto di restare, non per sé...ma per tutte"le vite parallele che, prima o poi, si incontrano".

Simone Guarany : Simone è un giovane e brillante architetto. È fidanzato ormai da un paio di anni con Marta e tra i due c'è un amore vero, sincero e per niente banale. Simone, come tutti gli architetti è molto puntiglioso, questo lo porta inevitabilmente a vivere degli Stati d'ansia che lo portano a vivere "male" alcuni momenti del suo lavoro. Con la malattia, scoprirà che non c'è bisogno del l'ansia, la vita è energia pure, meraviglia e stupore. Deciderà quindi di godersela fino in fondo, a tutti i costi.

Raffaella Camarda: Laura è una ragazza di 25 anni, fortemente indipendente e con un forte senso di umanità. Convive con Valerio e si mostra apparentemente non convinta della scelta di vita lavorativa del suo fidanzato. In realtà è capace di comprendere e accettare le sue scelte seppur, a volte, non condividendole o non comprendendole fino in fondo. Il suo carattere, in realtà, forte e determinato infatti la porterà a restare accanto a Valerio consapevole di ciò che li attende.

Lucia Rossi : Zina fa parte del reparto ospedaliero è un'infermiera proveniente dall'est... all'inizio può apparire cinica e spietata, poi andando avanti si capisce che anche lei si porta dietro il suo fardello.."vivere immersa nella sofferenza vivere una vita parallela alla loro tutto questo mi turba profondamente" e tutto questo riapre in lei quella grossa ferita.

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