Martedì, 19 Ottobre 2021
Cultura

Roma, Al Vittoriano interessante esposizione della artista Irene Petrafesa

Al Complesso del Vittoriano, dal 17 luglio al 7 settembre, un’esposizione racconta Irene Petrafesa : In mostra circa 40 opere – tra cui tele e lavori realizzati con tecniche miste, ossidi e materiali di risulta, oltre che a olio e pastelli – che...

Al Complesso del Vittoriano, dal 17 luglio al 7 settembre, un'esposizione racconta Irene Petrafesa : In mostra circa 40 opere - tra cui tele e lavori realizzati con tecniche miste, ossidi e materiali di risulta, oltre che a olio e pastelli - che rappresentano un interessante spaccato della feconda attività pittorica di quest'artista, affermatasi da tempo in maniera prorompente nel panorama italiano e internazionale. Dal 17 luglio (anteprima stampa e visita alla mostra mercoledì 16 luglio alle 18) il Complesso del Vittoriano ospita Irene Petrafesa con la personale dal titolo "TRA TERRA E MARE - Opere 2001-2014", in programma nella splendida cornice di Via di San Pietro in carcere fino al 7 settembre prossimo (orario 10.30 - 19.30; ingresso libero). L'esposizione - che è stata patrocinata dalla Regione Lazio, da Roma Capitale, dal Presidente del Consiglio regionale della Puglia, dalla Provincia di Bari, dalla Provincia di BAT (Barletta, Andria e Trani) e dal Comune di Andria - offre la possibilità al grande pubblico di ammirare da vicino i lavori di un'artista che ha raggiunto ormai da tempo un ruolo di primo piano nell'arte contemporanea italiana e internazionale ottenendo riconoscimenti significativi. Pittrice poliedrica e dalla spiccata sensibilità, Irene Petrafesa è cresciuta in un contesto familiare sensibile all'arte che ha notevolmente condizionato la sua successiva attività in un groviglio di percorsi emozionali scaturenti da un forte impulso alla creatività. Si tratta di tracciati che sono frutto di una ricerca interiore piuttosto emotiva e ricca di implicazioni sociali che trovano un retroterra autorevole in artisti come Pasolini, Moravia, Antonioni e Bertolucci, a buon diritto considerati dalla Petrafesa come suoi "padri spirituali". Abile tanto nella sperimentazione quanto nella tecnica, questa pittrice è dotata di un talento multiforme e non comune, prodigioso e assolutamente originale, capace di esplodere in un'arte che sa comunicare le sue più intime emozioni. "Materia, spazio, ricordo, istinto, immagini captate e sedimentate nella memoria - scrive la Petrafesa - vengono evocate nell'atto creativo". E, interessata come è a narrare non il reale immediato, ma l'anima della realtà, la dimensione più oscura della vita, la magia delle cose, spiega: "Non descrivo quel che accade ma cerco di collocare me stessa e l'osservatore nell'evento, tentando di coinvolgerlo emotivamente, creando un effetto estetico seducente che lo inviti a lasciarsi trasportare dai propri sensi". La mostra - curata da Claudio Strinati e Nicolina Bianchi - punta a raccontare la prorompente forza creativa di questa pittrice attraverso un'ampia raccolta di opere, circa 40, che sono il risultato degli ultimi quattordici anni di lavoro e rappresentano l'espressione più recente della sua preziosa produzione. Essenziali per una ottimale comprensione delle sue opere le fasi proposte all'interno del percorso espositivo: dal ciclo "Mediterraneo" a "Frammenti Metropolitani", da "Paesaggi industriali?ciminiere" passando per "What identity", "Profili" fino a "Respiri", "Passeggeri e "Sospeso", serie quest'ultima in cui, come spiega l'artista stessa "qualsiasi suono viene ovattato, attutito, qualsiasi movimento o immagine perdono di intensità, diventano fluidi ed è lì che io immagino possa anche avere origine la vita". Così accanto a opere che sono "istantanee" mentali capaci di trasudare poesia, "scatti" in cui a rubare il posto alla natura è "un orizzonte buio e fumoso, spesso opaco e rotto solo da fabbriche e gru" - come affermano critici di chiara fama che si sono interessati alla sua arte - si impongono all'attenzione dello spettatore quadri i cui protagonisti sono esseri che sembrerebbero vivere sospesi nel cosmo e trascorrere la propria esistenza tra terra e mare, tra essere umano e natura, e ancora creazioni pittoriche più attuali che vedono campeggiare sulla tela personaggi inediti, passeggeri ideali, "figure sospese - come scrive Nicolina Bianchi nel suo testo editoriale a catalogo - in un etere di intime simbologie, silenziose ma prepotentemente presenti nella mente e nell'animo di Irene". Si tratta, continua ancora la Bianchi nel suo testo, di "visioni poetiche che dialogano con i luoghi delle sue nostalgie, con i colori evanescenti delle sue atmosfere preferite, espressioni immediate e concrete dell'uomo alla incessante ricerca di una realtà di valori, di un mondo interiore ricco di rispetto, di fiducia, d'amore". Tra le ultime manifestazioni l'esposizione, a Roma, insieme ai Maestri internazionali del Group exibition art collection, dell'opera Muro, e ancora Rebirth/Rebuild, La bellezza e le radici Biennale di Arte Contemporanea, organizzata dall'Associazione Culturale Mente Contemporanea e a cura di Cosimo Strazzeri, che si snoderà dal 21 luglio presso gli spazi espositivi della Torre delle Saline Margherita di Savoia. Tra le mostre personali e itineranti che meglio sintetizzano il suo percorso creativo: Fossili, Realtà non conforme, Mediterraneo, Ciminiere suggestioni della memoria e l'attuale antologica presso il Complesso Monumentale del Vittoriano Tra terra e mare. Irene Petrafesa lavora prevalentemente con olio, ma non disdegna tecniche miste e pigmenti naturali su grandi tele. La sua è una pittura evocativa, un mezzo dell'agire in rapporto diretto con la rappresentazione mentale. L'artista è impegnata a mettere a nudo e trasmettere l'anima della realtà e la magia delle cose ed è sicuramente per questo motivo che il suo pennello dà spazio, piuttosto che alle persone, a ombre passeggere che fanno da quinta alla rappresentazione del vero soggetto dei suoi lavori: "il vuoto" inteso come aridità di sentimenti e smarrimento. "Irene Petrafesa rivolge il suo sguardo a quelli che chiama i paesaggi industriali per coglierne un'essenza profonda, un palpito di vita storico Torrione Angioino e frequentata dalle più qualificate firme dell'arte contemporanea, alla manifestazione Minimalia. Tra le ultime manifestazioni l'esposizione, a Roma, insieme ai Maestri internazionali del Group exibition art collection, dell'opera Muro, e ancora Rebirth/Rebuild, La bellezza e le radici Biennale di Arte Contemporanea, organizzata dall'Associazione Culturale Mente Contemporanea e a cura di Cosimo Strazzeri, che si snoderà dal 21 luglio presso gli spazi espositivi della Torre delle Saline Margherita di Savoia. Tra le mostre personali e itineranti che meglio sintetizzano il suo percorso creativo: Fossili, Realtà non conforme, Mediterraneo, Ciminiere suggestioni della memoria e l'attuale antologica presso il Complesso Monumentale del Vittoriano Tra terra e mare. Irene Petrafesa lavora prevalentemente con olio, ma non disdegna tecniche miste e pigmenti naturali su grandi tele. La sua è una pittura evocativa, un mezzo dell'agire in rapporto diretto con la rappresentazione mentale. L'artista è impegnata a mettere a nudo e trasmettere l'anima della realtà e la magia delle cose ed è sicuramente per questo motivo che il suo pennello dà spazio, piuttosto che alle persone, a ombre passeggere che fanno da quinta alla rappresentazione del vero soggetto dei suoi lavori: "il vuoto" inteso come aridità di sentimenti e smarrimento. "Irene Petrafesa rivolge il suo sguardo a quelli che chiama i paesaggi industriali per coglierne un'essenza profonda, un palpito di vita La mostra, a cura di Claudio Strinati e Nicolina Bianchi, è stata patrocinata dalla Regione Lazio, da Roma Capitale, dal Presidente del Consiglio regionale della Puglia, dalla Provincia di Bari, dalla Provincia di BAT (Barletta, Andria e Trani) e dal Comune di Andria. L'organizzazione generale dell'esposizione è firmata da Comunicare Organizzando in collaborazione con il periodico Segni d'Arte. Pubblicato da Edizioni SEGNI D'ARTE, il catalogo - al cui interno sono presenti contributi critici di Giusy Caroppo, Claudia Germano, Francesco Salamina, Maurizio Vitiello, Paolo Meneghetti, Vinicio Coppola, Mariangela Canale, Giuliana Schiavone, Francesca Mariotti e interviste a cura di Grazia Lamesta, Oscar Iarussi, Maria Grazia Rongo e Marina Ruggiero - è stato curato da Claudio Strinati e Nicolina Bianchi. Il testo editoriale è a cura di Nicolina Bianchi. Complesso del Vittoriano - (www.comunicareorganizzando.it) - Via di San Pietro in Carcere - Roma.Mostra personale: Mostra antologica di Irene Petrafesa. Presentazione alla stampa e visita guidata alla mostra: mercoledì 16 luglio 2014 alle ore 18.00 .Patrocini: Regione Lazio, Roma Capitale, Presidente del Consiglio regionale della Puglia, Provincia di Bari, Provincia di BAT (Barletta, Andria e Trani), Comune di Andria. La mostra, a ingresso libero, si protrarrà fino al 7 settembre 2014: orario: 10,30-19,30.

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