Roma, Fino al 27 luglio la mostra “Forma e vita di una città medievale. Leopoli-Cencelle”

Ancora pochi giorni per un viaggio nel tempo a svelare curiosità e ricostruire la storia di una città, Leopoli-Cencelle, che un Papa sognò, e poi costruì.

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Ancora pochi giorni per un viaggio nel tempo a svelare curiosità e ricostruire la storia di una città, Leopoli-Cencelle, che un Papa sognò, e poi costruì.

Fino al 27 luglio sarà infatti possibile ripercorrere le antiche suggestioni e il racconto di una ‘memoria ritrovata’ offerte dalla mostra “Forma e vita di una città medievale. Leopoli-Cencelle”, nella magnifica cornice dei Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali.

Cencelle, sito archeologico sul quale sorgeva un tempo Leopoli nata, secondo la leggenda, dal sogno di Leone IV che accolse la richiesta d’aiuto dei cittadini di Centumcellae (l’odierna Civitavecchia), in fuga dalle razzie dei Saraceni durante tutto il corso il IX secolo.

Il sito rappresenta una delle rare città di fondazione altomedievale in Italia, esemplare di “città scavata”: a parlare sono gli stessi reperti emersi dopo 20 anni di scavi, in una singolare corrispondenza tra ricerca archeologica e fonti documentarie.

Da Leopoli a Cencelle, la parabola di Civitavecchia si snoda lungo tre sezioni: da centro di tradizione classica – sede vescovile al momento del suo impianto – a realtà comunale stabile, fino alla riconversione in azienda agricola, legata all’economia di indotto della produzione di allume.

A turisti e curiosi si offre la possibilità, assai rara, rara di leggere archeologicamente la nascita e lo sviluppo di un sito urbano, accompagnati da guide d’eccezione: tra mito e verità riprodotta, saranno illustri protagonisti e ‘ritrovati’ commercianti dell’antica Leopoli/Cencelle a far strada attraverso l’esposizione di materiali, la ricostruzione di ambienti di vita e di attività artigianali, come le officine dei fabbri e dei vasai, la produzione delle campane, la macinazione dei cereali, i manufatti legati al gioco e alla cura del corpo.

In questa coinvolgente ‘messa un scena’ delle attività quotidiane e delle dinamiche produttive di quell’epoca si fondono straordinariamente rigore scientifico e fascino della scoperta di una realtà lontana, e ancora in gran parte da svelare.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, dalla Sapienza Università di Roma e dall’Università “G. d’Annunzio” Chieti - Pescara con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e il sostegno di Porti di Roma e del Lazio.

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