Roma, Giardino dell'Istituto di cultura giapponese, aperte le prenotazioni per le visite di settembre

C'è un angolo di Roma, sopra il Museo di Arte Contemporanea, accanto alla facoltà di architettura a Valle Giulia e all'Accademia Britannica, che è unico nel suo genere: si tratta dell'Istituto di cultura giapponese, edificato nel 1962, che del suo...

C'è un angolo di Roma, sopra il Museo di Arte Contemporanea, accanto alla facoltà di architettura a Valle Giulia e all'Accademia Britannica, che è unico nel suo genere: si tratta dell'Istituto di cultura giapponese, edificato nel 1962, che del suo paese cerca di rappresentare ogni aspetto.

A partire dall'edificio in sé che si ispira alle costruzioni in legno delle case nobili del periodo Heian: pilastri sporgenti scuri, pareti bianche e le finestre a grate lunga gronda e all'interno e le classiche porte di carta.

Elemento immancabile: il giardino, che in questo caso è in stile se'en, ossia con laghetto al centro. La cultura giapponese dei giardini si differenzia da quella italiana soprattutto perchè questa viene lasciata libera di crescere in armonia con il resto degli elementi presenti e non disegnata e organizzata come accade nei classici “giardini all'italiana” di periodo soprattutto rinascimentale.

La ghiaia, le rocce, il tipo di piante hanno tutte un significato: nel giardino dell'Istituto ci sono 5 ciliegi che fioriscono tra aprile e maggio, diverse piante di ulivo, a testimoniare il legame con la cultura italiana, e un glicine, che si estende su di una struttura semplice adatta anche per la cerimonia del tè.

E' presente anche una lampada to-ro sulla riva del lago, la cui importanza è soprattutto scenica e viene valorizzata nell'eventualità di una nevicata.

Non c'è un punto perfetto per vedere il giardino; questi luoghi sono infatti creati in modo tale che da ogni punto li si guardi, ci sia qualcosa di bello da vedere.

Un punto particolare però c'è: da un lato del laghetto si nascondono le carpe, animale ricorrente nell'iconografica giapponese, che si proteggono in quel punto dai gabbiani romani, loro predatori.

Il laghetto si può visitare su prenotazione da effettuare telefonicamente; ora sono aperte quelle per le visite di settembre.

Le informazioni su orari e tempistiche si possono avere tramite il sito www.jfroma.it

Alice Vivona

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