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Giovedì, 30 Maggio 2024
Cultura

Roma, Grande interesse culturale per l'attualità del libro del Prof Costa su “Turismo e Terrorismo Jihadista”

Presso il Palazzetto Mattei, lo storico edificio cinquecentesco all'interno della rigogliosa Villa Celimontana, il 14 giugno u.s., si è svolta la presentazione del Libro del Prof.  Nicolò Costa, Coordinatore del Corso di Laurea in Scienze del...

Presso il Palazzetto Mattei, lo storico edificio cinquecentesco all'interno della rigogliosa Villa Celimontana, il 14 giugno u.s., si è svolta la presentazione del Libro del Prof. Nicolò Costa, Coordinatore del Corso di Laurea in Scienze del Turismo presso l’Università di Roma Tor Vergata, dal quanto mai attuale titolo “Turismo e Terrorismo Jihadista”.

Il Seminario è stato ospitato all’interno della Sede della Società Geografica Italiana, fondata a Firenze nel 1867, con l'obiettivo di promuovere la cultura e le conoscenze geografiche, impegnandosi nell'attività di esplorazione delle terre di recente scoperta. Lo stesso Sant’Agostino soleva affermare che “il mondo è un libro e chi non viaggia ne legge una pagina soltanto”.

Il Presidente Filippo Bernardino, nel portare i saluti della Società Geografica Italiana, ha sottolineato la vocazione del turismo quale strumento di pace, oggi in bilico tra i valori liberali della mobilità ed il terrorismo jihadista. Ha moderato gli interventi Lilli Garrone, Giornalista del Corriere della Sera. Nel primo intervento del Convegno, Filippo Celata, consulente di politiche territoriali, ha evidenziato il concetto di “scala”, ossia di come il peso dei flussi turistici dipenda dalla scala dei fenomeni che influisce sulla qualità degli eventi. Il Prof. Luigi Troiani, dell’Università Lateranense, ha evidenziato che “Nella nostra società il peccato è la violazione di un tabù che non si può commettere, sia esso veniale, che mortale. Ove commesso esso comporta la pena del castigo. Pertanto si può anche uccidere in nome del castigo, cosa che avviene ancora in alcuni Stati americani in cui è in vigore la pena di morte, in quanto ritenuta giusta da una giuria. Ci si può pertanto approfittare di questo modo di pensare per fini politici perché siamo entrati nella sfera del potere”. Il libro cita testualmente “rapina, guerra e massacro furono alcuni dei sistemi con i quali Maometto portò l’Islam alla vittoria; gli stessi delitti sono stati compiuti anche dai cristiani e in misura minore perfino dai buddisti ed analoghe imprese vengono compiute nelle scritture ebraiche da Mosè e Giosuè. Ma almeno i fondatori del cristianesimo e del buddismo non avevano offerto ai loro seguaci il cattivo esempio”. Un contenuto molto simile a quello espresso nella Lectio Magistralis tenutasi il 12 settembre 2006 a Ratisbona dal Papa Benedetto XVI° - Joseph Ratzinger. Nel dialogo si afferma che Maometto ha introdotto solo "cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede", ... Lo stesso Ayatollah Khomeini, in un discorso ufficiale del 1980, affermò: “noi non veneriamo il nostro Paese ma Allah, per questo dico che il Pianeta terra bruci, che vada in fumo purché l’Islam ne esca trionfante”. Lo scopo ultimo è quello di ricostituire un Grande Califfato dei credenti che si allarghi sempre di più fino a realizzare questa grande evangelizzazione del globo comprendente tutti i fedeli credenti in Allah. Poiché non esiste, come nella religione cattolica, una netta separazione dei ruoli tra “dare A Dio ciò che è di Dio e dare a Cesare quello che è di Cesare, nell’islamismo è dunque la politica quella che deve fondare la vera religione. La violenza è pertanto dentro la logica che deve essere fatta valere nei confronti di colui che trasgredisce le regole, come avvenne per gli eretici e le streghe! Questo però non implica che l’Islam debba essere necessariamente violento od assassino, ma ci sono dei richiami tali da consentire questa possibile interpretazione. In conclusione tutti i più grandi disastri della storia umana sono venuti nel momento in cui l’essere umano ha ritenuto di essere Dio: ma noi siamo umani e godiamoci questa umanità. L’utopia in qualunque tipo di Stato quando vuole diventare realtà ci sta annunciando l’anticamera del disastro, come è accaduto per il nazismo, il comunismo ed il fascismo.

Ha preso quindi la parola l’Autore del libro il quale, Prof. Nicolò Costa nel motivare le ragioni della propria opera, ha approfondito diversi temi, sia sull’analisi dei consumi, specialmente turistici dell’occidente, che sulle origini del fondamentalismo islamico. L’analisi si è spostata poi sull’arroganza del neocolonialismo cinese e sull’abbandono dell’Europa al proprio destino da parte della grande potenza imperiale dello Zio Sam. La concezione arretrata delle dinamiche geopolitiche internazionali porta ancora oggi a pensare che gli USA siano una grande potenza amica del popolo europeo, quando invece gli americani, dopo aver abbandonato il Medio Oriente, hanno, di converso, da tempo stipulato alleanze con l’Arabia Saudita ed il Katar e non hanno minimamente mosso un dito nei confronti della nostra drammatica situazione da esodi biblici. A ciò si aggiunga anche la contrarietà dell’America ad un’eventuale alleanza dell’Europa con la Russia ed ai nuovi accordi sul commercio internazionale tra USA ed UE poco trasparenti e fortemente penalizzanti per le nostre economie in ambito comunitario.

Il Prof. Costa ha quindi esaminato la vacanza estiva ed i valori legati alle nostre abitudini ed alle tradizioni occidentali. A questo punto il saggista nell’interrogarsi sul perché vengano scelti proprio i luoghi dell’ospitalità commercializzata, del turismo culturale e della mobilità geografica, replica affermando che il nostro modo di vivere è minacciato dal terrorismo Jihadista che attacca il turismo per piegare l’economia delle vite mobili. Occorrerà convivere per decenni con i terroristi perché è in atto una rivoluzione islamica di “lunga durata”, dall’esito incerto per la sopravvivenza della civiltà occidentale? I nostri piaceri verranno denigrati come lussuria ed effeminatezza dai virili islamici che già adesso cercano di velare le donne anche nelle piscine o sui campi da sci occidentali, giusto per ricordarci che comandano loro sulle donne e su di noi ?

Al contrario, i piaceri ricreativi e turistici possono diventare uno strumento di incontro interculturale con gli islamici disponibili a riformare la loro tradizione di chiusura alla “società aperta” occidentale? L’Autore conclude affermando che anche i musulmani possono cambiare in funzione dei valori liberali veicolati dalle vite mobili, restando fedeli a loro stessi e contribuendo ad intensificare la pace attraverso i viaggi di piacere. La tradizione non è immobilità granitica ma è soltanto un’innovazione riuscita.

Giorgio De Rossi

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