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gramsci 2O17 cover  roberto guerra armando edit

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Roma, il futurista Roby Guerra ricorda Gramsci 78° (morto il 27 aprile 1937)

Roby Guerra, membro della scuola romana di filosofia politica e dell'avanguardia Netfuturismo di A. Saccoccio (Roma) ricorda l'anniversario della scomparsa di Antonio Gramsci: oggi ricorre, 27 aprile, infatti l'anniversario 88* (1937-2015)

Roby Guerra, membro della scuola romana di filosofia politica e dell'avanguardia Netfuturismo di A. Saccoccio (Roma) ricorda l'anniversario della scomparsa di Antonio Gramsci: oggi ricorre, 27 aprile, infatti l'anniversario 88* (1937-2015)

In pieno 70° 25 Aprile....della Festa della Liberazione e della Resistenza, nonchè centenario della prima guerra mondiale, forse in sordina, almeno pare, l'anniversario di Antonio Gramsci, scomparso esattamente il 27 aprile 1937, ovvero- Gramsci- l'uomo politico e intellettuale tutt'oggi piu significativo per la storia del progressismo italiano.

In Gramsci 2017... (Armando editore, Roma, 2014) abbiamo pubblicato una re-visione critica sul grande pensatore socialista (e comunista all'italiana per fortuna), rilanciandolo come figura ancora e memoria da reinventare per il nostro tempo, superando certa costante vulgata esegetica, dopo quella ideologica, che spesso storicizza anzitempo il grande leader italiano diversamente modernista e altri "negazionismi" alla rovescia. Non tanto e solo in chiave ormai banalmente politica, ma essenzailmente culturale e persino futuribile: dall'ebook di cui prima, ad esempio segnaliamo integrale- appena aggiornato- questo capitolo:

"GRAMSCI E I media Controcultura vuol dire anche "DireNo" quando la vox populi tradizionale e il mediapower - sua versione elettronica - spingono per il Sì. Molto schematicamente, perché la complessità - anche su questioni apparentemente insospettabili - gioca condizioni decisive. Facciamo un esempio davvero controcorrente, banalissimo, significante, in quanto sembra un copione ben conosciuto da tutti ormai remixatoda circa 20 anni; tenendo ben presente sullo sfondo figure quasi gestaltiche socioculturali quali Marshall McLuhan e soprattutto - per la variante "culturalistica" specifica - un certo Antonio Gramsci. Tale copione, ebbe pure un embrione clamoroso: quando un'intera generazione traviata da cattivi maestri giocava alla rivoluzione leninista in Italia, certa controcultura che la foraggiava all'epoca, cosiddetta, esigeva quasi il Sì unanime verso certa deriva estremista e illegale/criminale...

Un certo Berlinguer ebbe il coraggio controcorrente di edificare un bel muro culturale e politico-istituzionale, di pronunciare il No fatidico... esprimendo i veri valori del popolo e dei lavoratori non solo in tuta blu di quegli anni (e della democrazia). Ai giorni nostri, vedi questione epocale immigrati e certo terrorismo isislamico se i sondaggi hanno qualche significato extra-elettorale, il dato saliente degli ultimi tempi è un clamoroso spostamento dei consensi popolari in Italia, e nel Nord più significativo quantomeno sul piano simbolico industriale e produttivo, dall'ex sinistra alla cosiddetta Lega di Matteo Salvini, nonostante la news a quanto pare non efficace a sinistra dello stesso Metteo Renzi ecc.

Ed è un copione ripetuto: non tanto dalla gente exproletaria che ha voltato le spalle via via ai vari mix dell'ex PCI, post il grande Berlinguer (ovvio), ma da certa intellighenzia e-o alta (con ironia) manovalanza politicante d'estrazione spesso se non sempre tardoborghese schierata in certo pseudoprogressismo, nei diversi contenitori mediatici, Partito, stampa e TV che sia.

La questione degli immigrati e della sicurezza, , dei valori neoperiferici, paradossalmente riemersi nell'era tecnocratica (supposta...) anche in Italia, come noto sono sempre o quasi bollati dagli eredi pretesi della cultura pretesa di sinistra, e di Gramsci in particolare, di mera ignoranza e rozzezza dei promotori padani... se non peggio di xenofobia e razzismo poco velati.

Eppure via via, proprio grazie a tali temi i padani han quasi sottratto all'ex sinistra la base popolare! Ora, lasciando perdere certe accuse di razzismo alla news padana (certa intellighenzia tardo comunistica è spesso a rischio di certo neoantisemitismo, evidente... sulla questione islamico-palestinese) e sottolineando a scanso di facili equivoci la necessità futura di risposte più evolute ai problemi realissimi e condivisi dalla gente (anche più di quanto si ammette nei sondaggi, almeno nel Centro Nord) sollevati dalla protesta popolare... padana, proprio Gramsci (oltre a McLuhan) può spiegare il paradosso. Paradosso non riducibile a obsolete analisi del Novecento, quando il power non era impersonale come oggi, ipotesi errate ancora applicate che proiettano mere analogie del ventennio fascista sui tempi attuali, o alle analisi di massa raffinate ma certamente da aggiornare magari di un W. Reich o Adorno.

Insomma, certo Gramsci, poco conosciuto, avrebbe ben compreso il fenomeno: Gramsci lascia sui media e la società di massa (ai suoi tempi allo stato nascente) pagine non a caso quasi obliate..., invece ben più significative di molti suoi comandamenti ancor oggi recitati a pappagallo da certi esegeti e vulgata, giornalisti progressisti pretesi inclusi, persino da pronipoti di Don Sturzo...

Intanto Gramsci, fin da certe sue primordiali analisi del fascismo (e anche del Futurismo) visto-i già come fenomeni nuovi della nuovissima all'epoca società di massa, colse certa duplicità affascinante tipica della novità storica che riguardava anche proprio la classe dei lavoratori e degli operai:

insomma suggeriva terze vie inedite, oltre al falso bivio apocalittici/integrati, molti decenni prima di Eco e i semiotici, strumenti innovativi per decifrare la società di massa e strumenti flessibili, in primis riconoscendo almeno in linea di principio la necessità di ascoltare le nuove domande del popolo, interfaccia con il reale dinamico e mai statico, astratto, quindi la necessità di elaborare nuovi strumenti interpretativi per conservare l'avanguardia intellettuale al passo di corsa con le pulsioni nuove popolari e non con i dogmi del Partito, contro la gerentocrazia mentale, dialettica e conoscitiva.

A partire dagli anni Cinquanta, un certo McLuhan, con lungimiranza impressionante, prevedeva per effetto dei nuovi media elettronici e della rivoluzione mediatica conseguente il ritorno a certi valori culturali cosiddetti orali, periferici, anti-trans-nazionalistici..., sintetizzati nello spot celeberrimo, il mondo è "un villaggio elettronico e globale"! E interpretava la nuova cultura strettamente di massa come nuovo folklore industriale, come nuova cultura popolare! E la cultura pop prima e electro/techno oggi, tam tam del cibermondo e delle tribù postmoderne sono fatti, solarmente in divenire non stop.

Queste evocazioni culturali ci sembrano input urgenti per vedere in trasparenza certo trend culturale e politico diffuso attualmente in Italia. E forse, come lo stesso, quasi eccezione tra l'intellighenzia, eccellente e sempre eretico Massimo Cacciari ha almeno bisbigliato, a Starace assomiglia assai meno il ruspante e autentico leader padano attuale che magari quella diversamente mummia - di Laura Boldrini e il PD - ormai - di sinistra (pretesa!) distante sempre piu dai bisogni di quel popolo che non ascolta più. Nonostante tale ASCOLTO, riassumendo fosse l'ABC fondamentale per Gramsci, come antivirus conteo la degerezione del Partito e del Progresso sociale e del Futuro in Oligarchia, Dogma, Passatismo e Reazionarismo autentico!

(Roby Guerra) info https://www.literary.it/dati/literary/d/diedo/gramsci_2017_dopo_berlinguer.html
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