Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cultura

Roma, il ritorno di Don Milani e La scuola di Barbiana (Armando editore)

* Alida Giacomini – Gianluca Costanzi, L'UOMO DI BARBIANA.L'influenza di Don Milani nelle riforme della scuola (Armando editore, 2014) L'opera preveggente di Don Milani è davvero ancora illuminante. Le coscienze oggi sono appiattite – dice il...

* Alida Giacomini - Gianluca Costanzi, L'UOMO DI BARBIANA.L'influenza di Don Milani nelle riforme della scuola (Armando editore, 2014) L'opera preveggente di Don Milani è davvero ancora illuminante. Le coscienze oggi sono appiattite - dice il grande pedagogista - perché il modello culturale dominante opera sul tempo libero e sulla diffusione dei media, anziché sulla conoscenza e sullo studio. Nella ricorrenza del 91° anniversario della nascita di Don Milani, restano ancora disuguaglianze e difetti nel sistema scolastico italiano, ma la Scuola di Barbiana ha rappresentato e rappresenta, a tutt'oggi, un punto focale di riferimento culturale per i docenti, i legislatori e i pedagogisti, sia italiani che stranieri.

A 91 anni dalla nascita del grande pedagogista Don Milani, fondatore della cosiddetta "Scuola di Barbiana", si dà alle stampe un libro che ne ricorda il pensiero pedagogico e le grandi rivoluzioni apportate nel sistema scolastico italiano, fonte di ispirazione per docenti, legislatori, pedagogisti italiani e stranieri e per le riforme adottate nel campo nei decenni successivi. Gli autori cercano di capire cos'è rimasto oggi del pensiero di Don Milani, alla luce di fenomeni molto diffusi come la dispersione scolastica, il bullismo o il "mal di scuola"

*Alida Giacomini, Dirigente Scolastico, ha gestito vari Istituti in Provincia di Milano e Lodi.

Gianluca Costanzi, è laureato in Economia Aziendale presso l'Università "L.Bocconi".Ha seguito un Master biennale presso il Politecnico di Milano -MIP - ExecutiveMaster of Business Administration. Figlio del miglior umanesimo teologico o no, attentissimo alle dinamiche secolari al'epoca in progress del "modernismo", alle già aperture e novità del pensiero religioso e della Chiesa di Roma, dopo il Concilio Vaticano II e il Papa Buono, Giovanni XXIII, precursore a ben vedere delle ulteriori accelerazioni già verso e dal duemila (almeno virtualmente) degli stessi Wojtyla, Papa Ratzinger e oggi Papa Bergoglio: questo fu Don Milani e la sua visione, non solo teorica, della scuola e dell'apprendimento, ovvero della conoscenza nel novecento. E - come ritornello centrale - nel volume, un ennesimo progetto di vera modernizzazione conoscitiva per l'Italia, l'educazione, la scuola e i ... futuri adulti,, naufragata nel Reale, non tanto per chissà quale utopismo, ma per le solite costanti, passatismo mentale, burocrazia, dittatura quasi della Politica sulla Vita e la Cultura in Italia che spiegano parzialmente anche la crisi contemporanea nazionale. Naturalmente la sua visione, di forte matrice anche psicopedagogica, aperta e sorprendente forse per comunque un Sacerdote, ha ben attraversato e attraversa ogni dibattito e anche un poco le sempre anacronistiche riforme scolastiche nazionali e il campo stesso "scientifico" delle tematiche. Don Milani però puntava alla creatività, all'educazione come educere (estrarre le potenzialità dei ragazzi) non al conformismo robotizzato o ideologico, quasi darwiniana certa conflittualità. Fu pertanto un esperimento incompiuto, giustamente da riattualizzare e da riproproporre tra le più luminose matrici di cambiamento possibile anche per il nostro tempo. Pur distante per forza di storia, dalle grandi news attuali postinternet, Don Milani e la Scuola di Barbiana (all'estero ne hanno in certo modo tratto più "profitto" conoscitivo), centravano già per così dire l'hardware: e già antivirus verso e contro certi fenomeni, era della massima macchina per la scuola, proprio il Web, almeno potenziale per apprendimenti complessi, imprevedibili e sorprendenti e sinergici, multidisciplinari, incredibilmente invece diffusi. Bullismo, dispersione scolastica, mal di scuola, ci son sempre stati: quel che forse oggi sconcerta, è appunto lo iato tra massime potenzialità e lo stato delle cose: significa evidentemente- che prototipi dopo La Scuola di Barbiana sono state altre dinamiche poco lungimiranti, appunto finalizzate, al di là del Parolaio politichese e anche intellettualoide, non alla scuola e alla società della conoscenza, per il contributo di Don Milani, specificamente comunitaria e empatica, ma appunto confusionari valori regressivi e implosivi. Ha vinto non la scuola e l'educazione come laboratorio anche giocoso e affettivo, ma qualcosa d'altro... Pertanto salutare un semplice ma concreto ritorno a Don Milani e alla Scuola di Barbiana, perché no, sorta di Sylicon Valley italiana, per produrre non Macchine ... (s'intenda ovviamente il focus attinente, mica in discussione lo spirito libero delle capitali delle tecnologie d'avanguardia) ma Uomini. Roby Guerra https://www.armando.it/schedalibro/23036/L-uomo-di-Barbiana
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