Roma, In scena al Teatro Testaccio la commedia Operatori

Skenexodia ha messo felicemente in scena,  nell’accogliente Teatro Testaccio-Sala Gabriella Ferri,  lo spettacolo intitolato Operatori, scritto da Fabio Mercanti, con la ottima regia di Luca Guerini e con la ben calibrata e coordinata...

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Skenexodia ha messo felicemente in scena, nell’accogliente Teatro Testaccio-Sala Gabriella Ferri, lo spettacolo intitolato Operatori, scritto da Fabio Mercanti, con la ottima regia di Luca Guerini e con la ben calibrata e coordinata interpretazione di Lisa Andreani, Daniele Borghi, Gianluca Ciotti, Marco Gilio, Matteo Ottaviani, Alessandro Paolini, Lorenzo Romagna, Valeria Tinti, e Francesca Vaccaro, tutti davvero molto bravi e molto brave. Come prima cosa, una breve spiegazione: il termine Skenexodia, con il quale abbiamo aperto questa nota, viene dal greco ''skenè'' ed ''exodus'' ed oltre a significare "uscita di scena" indica due parti del teatro greco: una propriamente dedicata agli attori ed una in uso al pubblico. La scelta di questo nome, che le prime volte appare difficile da pronunciare correttamente, è giustificata dal fatto che si intende indicare un teatro interattivo, nel quale il pubblico non è mero fruitore di uno spettacolo, né l'attore solo una "marionetta" del regista. Gli spettacoli, diversi di replica in replica proprio per questa natura , richiedono dunque un pubblico attivo e partecipe rispetto a ciò che viene rappresentato. Risulta quindi interessante capire chi è per Skenexodia l'attore, e quale sia il ruolo del regista in un allestimento. Non è un caso se questo gruppo richiama da anni attori professionisti dalla Sicilia al Piemonte, grazie ad un percorso innovativo di teatro di ricerca sperimentale sugli istinti primordiali (aggressività, nudità, paura e violenza) che permette di demolire tutte le sovrastrutture della società e ritagliarsi uno spazio sul palcoscenico, dove potersi esprimere liberamente senza pensare a censure, giudizi o condizionamenti di qualsiasi sorta. L'attore in questi spettacoli è dunque desideroso di mettersi in gioco completamente e di scoprire cose nuove su di sé, che magari non conosceva o che non aveva la forza di tirar fuori. Alla vigilia del dodicesimo anno di attività tutti i componenti del gruppo si dichiarano molto soddisfatti dei livelli raggiunti, ma, come sempre nella vita, le sfide e i traguardi da raggiungere sono sempre tanti, come suggerisce il motto “Non ce la farà mai”. E veniamo a questa esilarante commedia, Operatori, tratta dal romanzo omonimo - pubblicato da Youcanprint- di Fabio Mercanti, per la regia di Luca Guerini, altresì direttore artistico di Skenexodia, che produce lo spettacolo. “Operatori” affronta con evidente ironia temi attuali e scottanti, quali il precariato e la distanza (in)colmabile tra generazioni. Guido Conforti - uomo colto, impegnato e professionale – più che quarantenne e quasi cinquantenne, viene licenziato ed è costretto alla giovanile arte dell’invio curriculum e del sostenere colloqui. Trova lavoro in un call center, tra cuffie e telefoni, con colleghi più che ventenni e quasi trentenni, che non sanno come si costruisce un futuro, e cercano comunque di cavarsela. Un confronto generazionale, immerso nell’efficientismo e nel precariato contemporaneo che detta tempi, ritmi e relazioni, con interlocutori quasi trentenni – i waiters – a cui il presente sembra sfuggire di mano, mentre vorrebbero solo far funzionare il mondo che li circonda. “L’idea iniziale era quella di scrivere un romanzo sul call center, prendendo spunto dalla mia esperienza personale – racconta l’autore Fabio Mercanti - volevo creare un personaggio giovane, ironico e intelligente, che riflettesse sulla sua generazione, sul precariato e sul futuro. Poi ho cambiato idea. Ho pensato che questo tipo di riflessioni avrebbe avuto maggior valore se messo continuamente a confronto con qualcuno appartenente a un’altra generazione - a quella dei ragazzi “più che ventenni e quasi trentenni”. Gli interpreti davvero ottimi e molto affiatati e convincenti sono Lisa Andreani, Daniele Borghi, Gianluca Ciotti, Marco Gilio, Matteo Ottaviani, Alessandro Paolini, Lorenzo Romagna, Valeria Tinti e Francesca Vaccaro: essi portano alla ribalta i lavoratori dei call center: “i Jamal d’Italia, usciti non dagli slum di Bombay, bensì dalle aule delle università italiane. I brillanti ragazzi del thè con esperienze da camerieri e commessi, con tirocini in studi legali e aziende leader nel settore (qualunque esso sia). L’unico format a cui partecipano è quello dei colloqui, dei career days e della ricerca di lavoro quotidiano”. Lo spettacolo, già rappresentato a Pesaro, Morciano di Romagna e Ancona, dopo la felice e applaudita tappa romana al Teatro Testaccio, verrà proposto ad Urbino, Macerata Feltria, Gradara e Fossombrone. Sinceri complimenti a tutti, autore e regista, attori e attrici. fv

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