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Domenica, 21 Aprile 2024
Cultura

Roma, le vacanze estive tra paure ed incertezze: lucida analisi del Prof. Nicolò Costa

Il Prof. Nicolò Costa, premiato il 3 luglio scorso a Serrone con il Premio “Rocca D’oro” alla Professionalità – ricevendo una pregevole scultura in Marmo -  ha pubblicato un interessante volumetto tascabile, in vendita presso tutte le edicole, dal...

Il Prof. Nicolò Costa, premiato il 3 luglio scorso a Serrone con il Premio “Rocca D’oro” alla Professionalità – ricevendo una pregevole scultura in Marmo - ha pubblicato un interessante volumetto tascabile, in vendita presso tutte le edicole, dal titolo “Elogio dell’Edonismo Vacanziero”. L’illustre accademico, affermato sociologo del turismo e dello sviluppo locale, nonché attuale Coordinatore del Corso di Laurea in Scienze del Turismo presso l’Università di Roma Tor Vergata, spiega con lucidità e chiarezza i valori liberali delle vacanze estive, attraverso una carrellata storica del fenomeno vacanziero, in bilico tra piacere, paure ed incertezze. La Francia e l’Inghilterra sono le nazioni che hanno contribuito - e tuttora contribuiscono insieme agli Usa - a sviluppare il maggior numero di innovazioni turistiche “in grado di consentire alla famiglia di ceto medio di sentirsi felice e finalmente libera di poter scegliere luoghi, beni e servizi e di divertirsi senza ricevere ordini e proibizioni da terroristi auto-esplodenti che mietono vittime in discoteche, bar, ristoranti, spiagge e voli”.

Storicamente, in Francia, gli “Ostelli della Gioventù”, unitamente ai voucher” per famiglie, sono state, durante gli anni Trenta del Novecento, le prime importanti iniziative di successo del “turismo sociale” volute dal sottosegretario al turismo Leo Lagransge: colui che ha consentito a tante famiglie delle città francesi di “vedere il mare”, scendendo fino alla Costa Azzurra ed ammirare uno splendido Lungomare con le palme, realizzato per soddisfare soprattutto le esigenze degli Inglesi. La fabbrica del piacere prosegue nel dopo guerra, sempre in Francia, con la creazione dei “Club Med” che offrono gratificanti e piacevoli settimane al mare durante le quali non solo la donna finalmente non lavora a casa per il marito ed i figli ed è servita e riverita dal ristorante alla camera, ma l’intera famiglia può praticare il dolce far niente oppure apprendere un nuovo sport. E’ ancora da sottolineare la stilista francese Coco Chanel, creatrice dell’abbronzatura come strumento di distinzione sociale nei confronti del bianco aristocratico, tipico tabù di classe. Ma una data segna lo “start up” del turismo marino: il 30 luglio 1946, giorno in cui su di un atollo del Sud Pacifico chiamato “Bikini” fu effettuato il primo test nucleare; diciotto giorni dopo l’Ing. Jules Renard brevettò con quel nome il costume da bagno a due pezzi da lui disegnato, facendolo presentare, durante una sfilata di moda parigina, da una bellissima indossatrice: il successo fu immediato, planetario e tuttora intramontabile. Anche l’Inghilterra ha contribuito allo sviluppo turistico, ma con finalità molto più pratiche ed utilitaristiche, considerando il “travel” uno strumento per conoscere e dominare il mondo. Il c.d. Bed & Breakfast, come forma di ospitalità incentrata sulla famiglia che offre una camera a pagamento, non ha una matrice turistica in quanto si diffuse con la colonizzazione dell’America per effetto della mancanza di alberghi nella “nuova frontiera”. Soltanto negli ultimi 20 anni il modello si è sviluppato anche in Italia, importato da Oltremanica, in occasione del Giubileo del 2000. Nel mondo moderno, sottolinea l’Autore, la vacanza è “l’inversione rituale della società”. Il turista “si allontana da tutto” e intraprende un viaggio di “breve durata” verso la meta del desiderio; poi vive un periodo di “media durata”, infine ritorna a casa ed al lavoro, al tempo di “lunga durata”: questo tragitto di esperienze costituisce un’inversione perché tra la partenza ed il ritorno c’è il capovolgimento nel ritmo di vita e nelle abitudini. La vacanza estiva, prosegue il Prof. Costa, appartiene ai riti secolari che celebrano il potere dell’economia: è la festa della società libera. Tuttavia la festa è sempre meno partecipata. I giovani disoccupati, dal 2008 ad oggi, non hanno le opportunità dei loro genitori. Guardano con nostalgia alle vacanze estive: non hanno i soldi per riempirle di consumi in quanto le politiche economiche li hanno penalizzati con un pesante precariato e sono costretti ad usare come risorse principali le mancette a svariato titolo ricevute. La mobilità sociale, che ha reso fantastiche le vacanze, è stata inceppata dai nuovi cultori dell’austerità e dall’ assenza di leader che, non solo in Italia, abbiano saputo generare “occupazione” e “opportunità”, in nome di una società sempre desiderosa di appagare piaceri.

Giorgio De Rossi

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