Roma, L'eterno ecocielo di Michele Cea

Per l'ancora recentissimo Festival del Nuovo Rinascimento di Milano, a cura di Davide Foschi, del Centro Leonardo da Vinci e del Metateismo (da Foschi fondato), 20 maggio/1 giugno 2016 (presso gli spazi dell'Ex Fornace sui Navigli), tra i numerosi...

Michele Cea Dispersione tribute mix

Per l'ancora recentissimo Festival del Nuovo Rinascimento di Milano, a cura di Davide Foschi, del Centro Leonardo da Vinci e del Metateismo (da Foschi fondato), 20 maggio/1 giugno 2016 (presso gli spazi dell'Ex Fornace sui Navigli), tra i numerosi eventi presentati, da segnalare ovviamente la mostra specifica degli artisti vari Metateisti, mostra praticamente itinerante più volte in primo piano e testimonianza costante da diversi anni nelle diverse performance del nuovo Movimento.

Decine di artisti contemporanei neorinascimentali(* link autori metateisti in fondo), esperimento riuscito di sintesi tra segno e simboli archetipici (appunto dal rinascimento) e la modernità virtuosa, idealmente da Leonardo da Vinci e la grande pittura primorinascimentale ( e ultimo "medievale") al contemporaneo, riformattando molte microicone e cifre artistiche della cultura italiana. Innesti anche provenienti dalle avanguardie storiche, certo Astrattismo in particolare e certo stesso futurismo in quel vettore aurorale ed " evoluzionario" ante litteram, non a caso proprio a Milano e Lombardia, fin dallo stesso Boccioni e certo anche cosiddetto secondo futurismo, finanche input dal secondo novecento.

In particolare, oltre naturalmente lo stesso Foschi, maximum espressione oggettiva e famosa di tale vero e proprio neoumanesimo dell'arte contemporanea, storicamente importante, anche per la pecularità tragica biografica dell'artista, il giovane Michele Cea, pramaturamente scomparso. Artista che - come sempre evidenzia lo stesso Foschi - va "memorizzato" e focalizzato per la già microstoria del movimento e per la stessa nascente storia dell'arte italiana del nostro tempo. Al giovane artista... anche dedicato un periodico Premio Michele Cea per Giovani Artisti. Non è necessario attendere che si svegli certa solita casta dell'arte prevalente in Italia o certa filologia o storicismo critico spesso retro per divulgare e segnalare certo indubbio talento di Cea, tra l'altro tra i fondatori stessi prima ora del Metateismo. Tra l'altro, come chiunque ha potuto constatare seguendo il recente Festival, già fior di critici, ad esempio Marco Marinacci e Massimiliano Porro, gia parecchio autorevoli e originalmente brillantissimi, puntualizzano chiaramente il nuovo umanesimo degli artisti visivi metateisti, anche in particolare proprio Michele Cea. Il nostro vuole essere, come neofuturisti, un bonus complementare specifico e strettamente contemporaneo. A parte sempre Foschi e qualcun altro degli artisti, con Michele Cea, come chiarissimo anche nella sua mostra evidenziata nel Festival, con tanto di peculiare potenziamento multimediale video, il talento "perduto" già esprimeva ed esprime dinamiche concettuali e globalmente iconiche specificatamente di matrice si astrattistiche e d'avanguardia, nello stesso tempo assai prossime alle più recenti avanguardie del secondo novecento. Tra postinformale e arte cinetica se non programmata e persino minimalista e iperrealista e situazionista (un lavoro sconcertante in particolare, il suo ultimo, lasciato e ri-scoperto come messaggio postumo). Nella mostra ultima una serie di lavori in tali modulazioni, tracciati ed elaborati in segni e combinatorie già con stile personalissimo e riconoscibile come DNA estetico dell'artista. Rispetto agli archetipi già postmoderni evocati, anche neocubisti per le opere danzanti tra espressioni pittoriche e installazioni o Ambient Art, colpisce una peculiare visionarietà, quel fare anima nova già consapevole nell'artista, l'archetipo parlante a livello critico e profondo psicologico spesso esplorato da certa critica d'arte stessa d'influenza junghiana dalla/dopo la scuola psicologica di Jung, von Franz e Hilmann stesso. (dal "testamentario" L'Uomo e i sui simboli di Jung stesso e autori vari alle analisi più recenti dello stesso italiano Carotenuto). Si accennava infine all'opera finale di Michele Cea, destinata al futuro, come firma finale. Una mimimalissima cornice, senza tela, un mero foglio con una vera e propria poesia totale o visiva ultraessenzialistica, lapidaria, aforistica, "Torno subito"!!!! Spesso i cosiddetti talenti o geni "benedetti dagli dei" (in quanto tali destinati - veri e propri Puer Aeternus), che caratterizzano dai Romantici (si pensi allo stesso J. Keats per la poesia) alla migliore pop cultura (si pensi a tante star o poeti rock scomparsi giovani) certa invero maledizione (discutibile sul piano umanistico pur come dire provocatoria e perturbante nell'Immaginario) degli Dei stessi, nei fatti, dell'arte squisitamente "moderna", salutano il Pianeta Terra, come Michele Cea, nelle loro opere ( o almeno diverse di esse), già colme, a ben vedere, di presagi in primo piano, con una sublime-azione, in questo caso l'opera "Torno Subito".... in questione ad esempio: micidiale inno alla vita nonostante il "game over" incombente. L'opera d'arte riesce davvero a sconfiggere se non il destino fatale, a vincere davvero la sfida universale stessa, catturando per sempre l'Azzurro dell'Eternità.

*Photo "Dispersione", opera di M. Cea *tribute mix RG di R. Guerra

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https://www.festivaldelnuovorinascimento.it/evento/programma-30-maggio-2016/

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