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Roma, Loredana De Vita, per la scuola del futuro

Il quotidiano di un insegnante  spesso ripetitivo, e l'attuale condizione di confusione della scuola può far perdere facilmente di vista il ruolo fondamentale che ha ciascun docente nel compito di educare concretamente i propri studenti: educarli...

Il quotidiano di un insegnante  spesso ripetitivo, e l'attuale condizione di confusione della scuola può far perdere facilmente di vista il ruolo fondamentale che ha ciascun docente nel compito di educare concretamente i propri studenti: educarli alla vita. Questo libro non ha la pretesa di offire una soluzione, ma intende suggerire una riscoperta delle motivazioni alla base dell'insegnamento, nonostante le difficoltà e la diminuzione di valore attribuite alla "professione docente".

*Nota di R. Guerra- Oltre ai volumi sulla Famiglia e l'infanzia liberata e di post-filosofia pragmatica esistenziale, sempre per Armando editore, Loredana De Vita, ricercatrice sociale e insegnante, ha scritto proprio questa brillante analisi atipica e culturalmente scorretta, sulla Scuola, il fare scuola nel duemila, in una cifra di scrittura tra sociologia e letteratura, dialogica e danzante. Opera che, succintamente, esemplifica, anche da percorsi di cronaca live soggettivi, certa retroscuola e paleofilosofia psicopedagogica ancora imperante in Italia. Dove diavolo è finito in Italia un secolo di sguardi e pensieri diversi (per dirlo alla Wittgenstein...) dopo certa psicanalisi, lo stesso Piaget , la scuola di Palo Alto e magari quella tacitamente didattica 2.0, dopo la rivoluzione elettronica, leggi il metodo e il contrometodo dei grandi creativi della Sylicon Valley?

Magari le informations arrivano anche, qualcosa si innesta, ma sempre al massimo qualche vagone, senza cambiare mai la Locomotiva, figurarsi il binario e soprattutto il biglietto di viaggio: quasi sempre mai verso il Futuro, per "modellare" uomini e donne del nostro tempo, ma sempre , soprattutto nei fatti contemporanei, leggi crisi planetaria di varie nature, in paleocomportamentismi da automi che plagiano e generano homme machine tecnoidioti (ormai neppure più funzionali alla stessa Grande Macchina produttiva!), il presentismo senza avvenire uber alles! La De Vita, senza alcuna regressione a improponibili modelli classici ateniesi o pitagorici, pur ammalianti, semplicemente suggerisce un change di ritmi e tempi mentali: più utile magari un Bradbury nel XXI secolo come letteratura sociale che ancora i capelli di Manzoni o il cuore infranto di Giulietta... Da Manzoni a Marconi diceva lo stesso Piero Angela.. Ma in Italia la storia, già in sé lenta, va alla moviola... Anche nell'era del wireless, nulla di organico o programmatico socioculturale e didattico efficiente e creativo. soprattutto solo Insegnanti che trasmettono l'amore della conoscenza seminano casualmente orizzonti d'evoluzione s-oggettiva.

Info

http://www.armando.it/-giochiamo-che-ero-conversazione-con-chi-ama-la-scuola7910

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