Roma, Maria Teresa Di Clemente da Cittadine straniere a Fantastiche Visioni

Con molto piacere riferisco di un secondo spettacolo presentato dalla bravissima autrice, attrice e regista Maria Teresa di Clemente, nel giro di poche settimane in due simpatici ed accoglienti teatri di Roma, l’Agorà e il Trastevere, entrambi nel...

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Con molto piacere riferisco di un secondo spettacolo presentato dalla bravissima autrice, attrice e regista Maria Teresa di Clemente, nel giro di poche settimane in due simpatici ed accoglienti teatri di Roma, l’Agorà e il Trastevere, entrambi nel cuore del caratteristico quartiere di Roma, appunto Trastevere. Nel primo caso, si tratta di “Cittadine straniere”, uno splendido spettacolo scritto con passione ed intensità da Maria Teresa Di Clemente, con la regia di Rosi Giordano e con la ottima interpretazione di Giulia Bornacin e della stessa Di Clemente al Teatro Agorà. “Cittadine Straniere” è stato rappresentato negli anni passati al “XXI Festival of images and words, On Diasporas and Retuns” di Toronto nel novembre del 2012, ed è stato tradotto e pubblicato in inglese in "Tales of Ancient Women: Of Love and Betrayal", con il titolo "Two Foreign Women" nel 2014. Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia Macro Ritmi, trae origine dal saggio “Grecia al femminile” curato dalla storica francese Nicole Loraux e affronta il delicato tema della identità, della prostituzione minorile e della negazione dei diritti per le donne e gli stranieri. La Loraux, attraverso un lavoro di ricerca storica e letteraria, è riuscita a ricomporre le singolari vite di otto donne greche, strappate dall’ombra e dal silenzio in cui la loro civiltà le relegava, restituendo, in tal modo, dignità a migliaia di spose, figlie e madri di cui come voleva Pericle, nessuno ha parlato “ la somma virtù per una donna perbene è che di lei si parli il meno possibile” Due vite, due donne, in particolare, hanno attratto lo sguardo e l’attenzione dell’autrice Di Clemente e della regista Rosi Giordano, ovvero, due straniere opposte per classe sociale, morale, vita, epoca, Melissa e Neera. Melissa (VI a.C., età arcaica) è la straniera moglie del Tiranno, estranea a se stessa, uccisa e profanata dal marito dopo morta. Neera (età classica, epoca in cui nasce la “Democrazia”) è la straniera prostituta, presente a se stessa, che riesce a riscattarsi fino a diventare moglie amata e madre. Dalle loro storie emergono le stratificazioni giunte a noi relative alla comune morale e alle sue perversioni e la negazione dei diritti civili per le donne, gli schiavi e gli stranieri: le problematiche che le riguardano sono ancora radicate e attive. E ci ricordano l’importanza del principio di eguaglianza e parità di trattamento valido per tutti i cittadini. Il pubblico segue il dramma con grande attenzione e intensa partecipazione, grazie alla coinvolgente interpretazione delle due eccellenti attrici ed alla perfetta regia che ha sottolineato i vari momenti dello spettacolo, dalla prima all’ultima scena. Il secondo spettacolo è in scena, fino a domenica 22 maggio al Teatro Trastevere, e si intitola Fantastiche Visioni, un interessante studio attorno a Nane Oca Rivelato e a Fantastica Visione, di Giuliano Scabia, con la drammaturgia, l’adattamento e la regia di Maria Teresa Di Clemente, con la ottima interpretazione di Domizia D’Amico, Francesco Orlando, Carmine Paraggio, Alberto Penna ed Alessia Pattumelli, anche assistente alla regia. Uno spettacolo vivace ed intenso, che si segue con piacere e con attenzione, e che nasce dalla ricerca di un teatro totale, al di là dei generi, sensibile alle problematiche sociali, visionario, evocativo e metaforico; dal cielo cala il Teatro vagante, con gli attori della Compagnia della Fantastica Visioneche tornano sulla Terra dopo aver visto e incontrato gli Dei; li vorrebbero raccontare, e invece raccontano un giallo che porta scompiglio nel mitico Pavano Antico, in quanto qualcuno ha rubato il sangue a cavallo Saetta. Molti si mettono alla ricerca, compreso l’autore della storia, perennemente all’inseguimento dei suoi personaggi, e personaggio egli stesso! Ma gli attori rappresentano o sono ? E che cosa ? Forse la doppiezza del Teatro ? Oppure della Mente? Oppure dei Personaggi? Oppure di Se Stessi? Probabilmente avrebbero voluto svelare e rilevare, ma non hanno avuto altro che visioni, Fantastiche Visioni ! bello, molto bello, uno spettacolo intenso e coinvolgente, di forte impatto con il pubblico presente in sala. Siamo sicuri che, per entrambi gli spettacoli citati in questa nota, le repliche continueranno a lungo a Roma e fuori Roma, sia nel periodo primaverile che in quello estivo, caratterizzato da numerosi festival teatrali all’aperto nel Lazio e nelle varie regioni della penisola. fv

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