Roma, Percorso sonoro tratto da La Peste di Camus all' Ospedale "Lazzaro Spallanzani"

Nell'ambito della celebrazione per gli ottanta anni dalla fondazione dell'INMI Ospedale "Lazzaro Spallanzani" di Roma è stato sviluppato un progetto multidisciplinare finalizzato alla presentazione in anteprima nazionale in forma di evento de LA...

Nell'ambito della celebrazione per gli ottanta anni dalla fondazione dell'INMI Ospedale "Lazzaro Spallanzani" di Roma è stato sviluppato un progetto multidisciplinare finalizzato alla presentazione in anteprima nazionale in forma di evento de LA PESTE di Albert Camus.

L'ascolto della lettura di frammenti del testo interpretate da Paolo Bonacelli, affiancato altri attori, musicisti e performer, nell'adattamento di Pina Catanzariti, sarà possibile in un viaggio per spettatori-visitatori in alcuni spazi dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive "Lazzaro Spallanzani", aperto di sera per questa via crucis laica, che verrà presentata nella notte che precede il Solstizio d'Estate, martedì 20 giugno ore 21:00.

Questo esperimento artistico si avvale della consulenza scientifica della Prof.ssa Valeria Pompejano, francesista dell'Università Roma Tre e Direttore centro Studi italo-francesi

Non uno spettacolo, non una mostra, ma un'originale possibilità di fruizione dell'opera che si dispiegherà in un itinerario tra i padiglioni dell'ospedale, attraverso i quali il pubblico sarà guidato da installazioni sonore, teatrali e artistiche, e dall'interpretazione di Paolo Bonacelli, trasmessa direttamente in apposite cuffie audio-guida.

La drammaturgia di La Peste di Camus diventa un testo-pretesto che permetterà allo spettatore (visitatore, studente, cittadino, ma anche paziente, operatore o utente dell'ospedale) di vivere una esperienza con un itinerario prestabilito in alcuni dei luoghi dell' Ospedale, consentendo nuove possibilità di utilizzo e percezione di spazi che preservano la loro funzione, ma che si arricchiscono di una nuova valenza significante.

"Da questo momento in poi si può dire che la peste fu cosa nostra, di tutti.Fino a qui, nonostante lo stupore e l'inquietudine suscitati da quei singolari avvenimenti, ciascuno aveva proseguito le sue occupazioni, come gli era stato possibile, al suo solito posto. E certamente questo doveva continuare; ma una volta chiuse le porte, tutti si accorsero di essere presi nel medesimo sacco e che bisognava cavarsela. In tal modo, ad esempio, un sentimento così individuale come la separazione da una persona cara diventò subito, sin dalle prime settimane, lo stesso di tutto un popolo, e, insieme con la paura, la principale sofferenza di quel lungo periodo d'esilio."

Ingresso Libero

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site www.teatromobile.eu Ospedale "Lazzaro Spallanzani" – Via Portuense, 292 Roma

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