Roma, Presentato “ Autobus 63” viaggio sentimentale nella grande crisi Italiana: tra narrativa , politica e filosofia

Il Salotto d’autore di Sara Iannone ha presentato a Palazzo Ferrajoli il romanzo di Luigi Tivelli. Sono intervenuti Simona Izzo e Ricky Tognazzi, Publio Fiori, Corrado Calabrò, Antonio Marzano, Luca Barbareschi, Pino Pisicchio, Mario Ajello…

Platea ospiti

Il Salotto d’autore di Sara Iannone ha presentato a Palazzo Ferrajoli il romanzo di Luigi Tivelli. Sono intervenuti Simona Izzo e Ricky Tognazzi, Publio Fiori, Corrado Calabrò, Antonio Marzano, Luca Barbareschi, Pino Pisicchio, Mario Ajello…

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Rappresentanti istituzionali e politici, ma anche esponenti del mondo del cinema e della cultura hanno gremito la sala Pio IX di Palazzo Ferrajoli per la presentazione del libro “Autobus 63 – viaggio sentimentale nella grande crisi italiana” (ed. Giubilei Regnani) di Luigi Tivelli, giurista, politologo, già docente di Diritto, Consigliere parlamentare della Camera dei Deputati, Consigliere parlamentare della Presidenza del Consiglio e Capo di Gabinetto. Tutti amici ed estimatori che con la loro presenza hanno voluto testimoniare il proprio affetto all’autore.

“Ciò che rende speciale questa serata è che questo è il mio primo romanzo, perciò, nonostante abbia già pubblicato 29 saggi, mi sento leggermente emozionato…” ha detto Luigi Tivelli dopo il saluto di Sara Iannone, presidente dell’associazione culturale “L’Alba del Terzo Millennio” e ideatrice e fondatrice de “Il Salotto d’Autore” con il quale ha organizzato la presentazione.

A parlare dell’ultima opera di Tivelli sono intervenuti: Pino Pisicchio; Mario Ajello; Publio Fiori; Simona Izzo e Ricky Tognazzi.

Mario Ajello ha detto che il libro descrive la dimensione umana e civile di chi prende i mezzi pubblici, ma anche una dimensione filosofica perché in realtà è una riflessione amara su ciò che è diventata la politica, sulla sua incapacità di saper vedere e di saper risolvere i problemi dei cittadini.

Tivelli, che in quest’occasione ha vestito anche i panni del conduttore, ha introdotto Simona Izzo e Ricky Tognazzi che hanno testimoniato la loro stima e la loro amicizia per l’autore, ricordando di essere compagni di arenile a Sabaudia dove, grazie a Luigi Tivelli sono riusciti a organizzare un festival del cinema. Prima di leggere alcuni passi dell’opera incantando e catturando l’attenzione della platea, Tognazzi ha lodato il libro definendolo asciutto e divertente e sottolineando, insieme con Simona Izzo, il messaggio fiducioso e di speranza che regala al lettore.

Publio Fiori, “esponente della migliore politica” come lo ha definito lo stesso Tivelli, ha detto che leggendo il libro si è convinto che si tratti di una metafora in cui l’autore, attaccando i romani, mette sotto processo la cultura e la politica. “E nell’ultima parte – ha concluso Fiori - mostra chiaramente il suo obiettivo e attacca il parlamento e la stampa… attacco che condivido perché oggi, basta avere un po’ di esperienza per prevedere il titolo che farà ciascun giornale su una determinata notizia. Il libro è un’analisi della crisi economica e sociale che stiamo attraversando. E’ leggero e si legge piacevolmente, ma ha sfumature e analisi molto profonde”.

E l’esempio concreto delle parole di Fiori è arrivato subito dopo con il passo del libro letto da Simona Izzo che mette in risalto proprio le “buone” abitudini dei romani e il loro linguaggio “forbito”… la volgarità, la strafottenza e l’arroganza che troppo spesso li caratterizzano.

Un vero democristiano di sana cultura morotea. Così Tivelli, dopo averne elencato incarichi e pubblicazioni, ha presentato Giuseppe Pisicchio nel passargli la parola. “Un’amicizia che nasce nell’87 con una delle persone intellettualmente più stimolanti che abbia mai conosciuto”, ha detto Pisicchio elogiando la fatica di Tivelli e definendola un libro pedagogico, con una parte narrativa e una saggistica, un lavoro on the road in pieno stile americano e che mostra una dimensione cinematografica.

Luigi Tivelli ha spiegato che Guglielmo Negri, “l’ultimo grande romano che ho conosciuto e che mi ha trasmesso l’amore per Roma, e mio padre” sono le persone che hanno ispirato la figura di Tino, il protagonista del suo libro. Suo padre, ha raccontato Tivelli, che si chiamava proprio Tino, era il direttore dell’ufficio postale di Adria e ha segnato la formazione del piccolo Luigi già quando aveva soltanto undici anni, poiché lo portava ad assistere alla sedute del Consiglio comunale...

Dalla platea ha preso la parola anche Luca Barbareschi che ha voluto parlare della vicinanza e dell’aiuto di Tivelli durante la sua esperienza parlamentare ed esaltarne la personalità umana e le capacità intellettuali e culturali.

A conclusione l’intervento di Sara Iannone la quale dichiara che mai avrebbe consentito di terminare lo splendido dibattito con tanta amarezza e soprattutto con un’immagine delineata di Roma e dei romani così avvilente e non aderente alla realtà. La Iannone ha proseguito poi dicendo: “Roma è la più bella città del mondo, e il sole, appena svegli al mattino, ti mette subito di buon umore! Nonostante la città sia stata governata dalle peggiori classi politiche da sempre questi non sono riusciti e non riusciranno mai a trasformare la sua grande bellezza in una grande bruttezza!”.

Complimenti e dimostrazioni di stima anche da parte di Antonio Marzano e Corrado Calabrò oltre che da molti atri ospiti illustri.

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Tra gli altri sono intervenuti Lamberto Dini, Carlo Giovanardi, Bianca Maria Lucibelli, Ignazio Caramazza, Lia Viola Catalano, Gianni Ietto, Marisa Luchetta, Carlo Malinconico, Fabia Baldi, Antonio Moretta, Giuseppe Chiaravalloti, Antonio Possia, Giulietta Facco della Grada, Ernesto Carpentieri, Giuse Scala, Angelo Abbate, Liliana Orsino, Laura Azzali, Ernesto Carpintieri, Adele Mazzotta, Maria Teresa Stabile, Natalino Candido, Nadia Bengala, Lilian Ramos…

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