Cultura

Roma, Rassegna teatrale di gennaio con Albertazzi, Evita Peron e Freud

Consueta rassegna teatrale romana di metà gennaio, passando da Albertazzi alla Belforte, con un "passaggio" anche da Freud ; per gli spettatori della Capitale anche il nuovo anno si apre con l'imbarazzo della scelta. Al Teatro Ghione Giorgio...

Consueta rassegna teatrale romana di metà gennaio, passando da Albertazzi alla Belforte, con un "passaggio" anche da Freud ; per gli spettatori della Capitale anche il nuovo anno si apre con l'imbarazzo della scelta. Al Teatro Ghione Giorgio Albertazzi con Il Mercante di Venezia : Un grande ritorno grazie a Ghione Produzioni che presenta Giorgio Albertazzi in Il Mercante di Venezia, di William Shakespeare con Franco Castellano, regia di Giancarlo Marinelli in scena dal 21 gennaio al 8 febbraio al Teatro Ghione. Dopo la trionfante tournée in tutta Italia, torna al Teatro Ghione, con un cast rinnovato, uno dei testi teatrali di Shakespeare più amati e discussi. Bassanio, nobile veneziano, innamorato di Porzia, desidera partecipare alla gara di corteggiamento che si svolgerà al castello di Belmonte. Tuttavia, per presentarsi degnamente all'innamorata, Bassanio ha bisogno di tremila ducati, che chiede al suo amico Antonio. Questi, non disponendo della somma, la chiede in prestito all'ebreo Shylock, il quale, ansioso di vendicarsi delle offese di Antonio, gliela concede a patto che gli venga restituita entro quaranta giorni e che l'uomo si obblighi, in caso di inadempienza, a lasciarsi togliere dal corpo una libbra di carne. Shylock, per me, è magnetico, irresistibile, perfettamente padrone di ogni avventura e sventura; tanto da rendersi conto, nel processo finale, che Porzia si è travestita da giureconsulto: è Shylock che decide di chinare il capo, di perdere tutto. Di tornare giovane dentro a Porzia. Sì; Shylock è l'uomo più bello e più giovane che io conosca. È Giorgio Albertazzi (afferma il bravo regista Giancarlo Marinelli).

Al Teatro Cometa off Sonia Belforte ricorda la mitica Evita : Uno spettacolo che mi è piaciuto molto, e che ho visto nel gradevole ed accogliente Cometa Off grazie all'invito della mia amica addetta stampa Monica Menna. Dopo il grande successo riscosso in Italia, Ecuador e Colombia sta girando vari teatri in Italia lo struggente ed appassionante recital "Evita y yo, Storia di due argentine", con protagonista assoluta la brava attrice e cantante italo/argentina Sonia Belforte. Lo spettacolo racconta parallelamente le vite della protagonista e di Evita Perón coniugando, con semplicità e naturalezza, grande e piccola storia. Evita e Sonia: entrambe argentine, entrambe emigrate, partite per realizzare lo stesso sogno, quello di diventare attrici. Luci e ombre, leggerezza e commozione vibrano sul palcoscenico, in un lavoro dall'energico e forte impatto emozionale. Lo spettacolo è arricchito dalle musiche eseguite da Alejandro Duca al pianoforte, Lautaro Acostaal violino e Miguel Angel Acosta alla chitarra che accompagnano la voce struggente e passionale di Sonia Belforte. Le canzoni, proposte dall'artista con grande intensità e partecipazione, ed i video con immagini d'epoca (a cura di Gianfranco Crua e Marco Pejrolo) rendono particolarmente suggestivo e coinvolgente lo spettacolo, che racconta la storia di Evita ma anche dell'Argentina. Nello spettacolo si tratteggia l'ascesa di una donna intensamente carismatica, dalla personalità controversa, che ha lasciato un segno indelebile nella storia d'Argentina. Evita, dopo un'infanzia povera, approda a Buenos Aires per realizzare il sogno di diventare attrice. L'incontro con Juan Perón la porterà ben oltre, a cambiare rotta e diventare la guida di un intero Paese. Diverrà quindi la paladina dei "descamisados", i poveri d'Argentina. Sarà lei a infondere nel cuore di milioni di indios e di bianchi il riconoscimento del loro valore e della dignità umana. Dignità che però i militari argentini, in un susseguirsi di golpe militari, calpesteranno, fino all'eccidio della "desaparición" negli anni '70. Uno spettacolo che vuole trasmettere speranza ed invitare a non restare immobili ma ad aspirare (e ricercare con tenacia) il "cambiamento". A guardare il mondo da una nuova angolazione, senza la paura di cambiare anche il modo di pensare. Un messaggio positivo, di fratellanza ed unità, contro le guerre, le divisioni, le discriminazioni. Sonia Belforte si è trasferita, giovanissima, da Buenos Aires in Italia ed ha all'attivo un ricco carnet di spettacoli teatrali, concerti, fiction, doppiaggi. Recita e canta con voce travolgente e inconfondibile conquistando letteralmente gli spettatori; rappresenta la nuova Argentina e si fa apprezzare per il suo straordinario talento. Collabora con Assemblea Teatro dal 2010 con cui ha realizzato "La bambina che raccontava i film" di Hernan Rivera Letelier (presentato al Festival delle Colline torinesi nel 2012),"Tango Adentro" di Sonia Belforte (2012), "El funeral de Neruda" di Luis Sepulveda e Renzo Sicco (portato in tournèe in Sudamerica nel 2013) e"Giorni Migliori", tratto da un testo di Laura Pariani (presentato al Festival delle Colline Torinesi 2014)

Al Teatro Argot lo spettacolo Dall'alto di una fredda torre : Dopo il successo dello scorso anno con lo spettacolo Prima di andar via, da cui è stato anche tratto il film per la regia di Michele Placido presentato alla terza edizione del Torino Film Festival; il duo Francesco Frangipane (regia) - Filippo Gili (autore), torna a firmare un nuovo lavoro. In prima nazionale fino al 25 gennaio, al Teatro Argot Studio, debutta Dall'alto di una fredda torre per la produzione Progetto Goldstein in collaborazione con Argot Studio e Uffici Teatrali con Massimiliano Benvenuto, Ermanno De Biagi, Michela Martini, Aglaia Mora, Matteo Quinzi, Barbara Ronchi. Lo spettacolo è composto da quattordici quadri che vanno a comporre una tragedia. Sei personaggi: un padre e una madre, un figlio e una figlia, due medici. Una normalità familiare stravolta dalla malattia. Due genitori ignari del loro destino, due figli piegati dal peso di una scelta, due medici testimoni del dramma. Due ambienti ben definiti, una sala da pranzo e uno studio medico, separati da un non luogo dove i vari personaggi si affrontano/scontrano su grandi questioni morali ed esistenziali. il pubblico, non più semplice spettatore, che accerchia lo spazio scenico quasi a invaderlo, quasi a condividerlo con i personaggi in una comunione di emozioni e stati d'animo. La Compagnia proseguirà poi la tournée con Prima di andar via al Teatro Elfo Puccini di Milano, all'interno della rassegna Nuove Storie, dal 29 gennaio all'8 febbraio.

Teatro Antigone : Il sogno di Freud : In scena nel simpatico ed accogliente teatro a Testaccio, in via Amerigo Vespucci 42, l'interessante spettacolo Il sogno di Freud, con Fulvio Maura e Tiziano Storti. Siamo nella Vienna del 1938, occupata dai Nazisti. Il dottor Freud viene incalzato nel suo studio dai controlli tedeschi. Studio che, di lì a poco, Freud sarà costretto a lasciare. Ed è in questa cornice, storica ma anche personale, che avviene il dialogo senza tempo, tra un uomo che tenta con la sua mente di sondare gli abissi umani senza mai ricorrere al trascendente, Freud appunto, e un "misterioso visitatore" che sembra incarnare le ragioni della passione per dare un senso al mistero di cui è fatta la vita umana. Il sogno di Freud: quando la Storia e le vicissitudini personali di un uomo si incrociano aprendo uno squarcio su un viaggio che appartiene a tutti, un viaggio che mette a nudo mente e cuore.

Teatro dei Satiri : L'elasticone : L'Amore, il più nobile dei sentimenti, è il protagonista de L'elasticone - Prendi lascia, prendi lascia, una sorta di teatro canzone a più voci in scena al Teatro dei Satiri. Sul palco Sabrina Di Stefano, cantautrice romana, che ha voluto dire la sua sull'amore. Con lei, sotto ai riflettori. altre due attrici, Nadia Perciabosco e Laura De Marchi per dare vita ad un vero e proprio spettacolo-concerto ironico, spregiudicato, riflessivo, malizioso e veramente tragicomico, diretto da Marco Simeoli. Le relazioni. Chi di noi ne ha capito veramente qualcosa? - afferma il regista - Filosofi, psicologi, sociologi ne hanno fatto la base della loro scienza; l'argomento ha ispirato e motivato artisti, poeti, cantautori, musicisti, registi, danzatori, terapeuti; sono stati prodotti migliaia di libri, trattati, ma anche canzoni, poesie, racconti. Sabrina Di Stefano ha voluto dire la sua sull'argomento con questo spettacolo che analizza e sintetizza le relazioni sentimentali in quattro tappe fondamentali: conoscenza, relazione, crisi e capitolazione. Sul palco la stessa Sabrina Di Stefano "canta" le proprie emozioni,disturbata dalle attrici Nadia Perciabosco e Laura De Marchi, che, con i loro interventi ironici, comici e a volte taglienti, fanno da contraltare alla musica. Le tre artiste insieme esplorano le particolarità, i giochi, le strategie, le amarezze, i paradossi di un incontro, tema tanto conosciuto quanto sconosciuto, tanto scontato quanto nuovo.

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