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IlBrevettodellAnima-attori

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Roma, Teatro Agorà, Grande successo per Luciano Capponi e per Il Brevetto dell'Anima

Quando uno spettacolo, dopo una lunga serie di repliche nel periodo autunnale, torna nello stesso teatro – l’ospitale Teatro Agorà, nel cuore di Trastevere – per una ulteriore serie di repliche, tutte con successo rinnovato e con la sala sempre...

Quando uno spettacolo, dopo una lunga serie di repliche nel periodo autunnale, torna nello stesso teatro - l'ospitale Teatro Agorà, nel cuore di Trastevere - per una ulteriore serie di repliche, tutte con successo rinnovato e con la sala sempre strapiena, vuol dire che lo spettacolo, intitolato Il Brevetto dell'Anima, con l'autore, il regista, gli attori e tutto il complesso organizzativo, funziona a meraviglia. E questo fatto, chi scrive queste note, è stato confermato nelle serate a cavallo tra gennaio e febbraio. Si tratta di un originale, surreale ed interessante fantasy di autore, firmato e diretto dal bravo ed affermato Luciano Capponi, un fantasy ambientato nel MedioEvo, presentato dalla affiatata Compagnia I Birbi, con la ottima interpretazione di Nicolas Franik, Giulio Brando, Lollo Frizza, Valentina Scorsese, Penny Brown, Stefano D'Angelo e Bessy Bang. L'Autore e Regista Luciano Capponi presenta un vasto e qualificato curriculum sia nel mondo del teatro, che del cinema e della televisione, anche come musicista e compositore; la sua multiforme attività include realizzazioni teatrali, televisive, radiofoniche e colonne sonore per radio, televisione, teatro e cinema. Da notare che lo stile particolare, che caratterizza tutte le opere di Luciano Capponi, con i suoi messaggi anticonformisti e ante-litteram, sono stati anche oggetto di una Tesi di Laurea presso la Facoltà di Lettere di Roma, dal titolo "Luciano Capponi, un autore post-contemporaneo". E veniamo a Il Brevetto dell'Anima: siamo nel MedioEvo, forse storico, forse delle coscienze, a ciascuno è lasciata la propria interpretazione? Non lo sa il Re, non lo sa la Regina, vagamente forse lo sanno i cortigiani e Samuel, il figlio un po' sprovveduto del Re. Poi c'è Gioffa, una donna dai facili costumi, travestita da suora angelicata, che probabilmente mira al letto del figlio del Re. C'è un personaggio con le idee chiare: è Alan Bicco, il buffone di corte, ed è proprio lui che riesce a stravolgere gli equilibri vetusti e stantii della corte, consentendo al Re di morire in pace, e al figlio di succedergli al trono, con un nuovo cipiglio e con una nuova coscienza. Il tono e il sapore del finale di questa originale commedia/dramma/tragedia/farsa riflette molto bene la commistione di tutti questi generi. Si tratta quindi di un fantasy epocale, nella ripetizione umana ed ossessiva degli stereotipi, del luoghi comuni e delle sciocchezze di sempre, senza tempo, nonché delle ripetute ed immancabili violenze. Il Brevetto dell'Anima appare come l'esame finale, dopo aver superato altri brevetti, strettamente collegati alla inossidabile catena della idiozia umana; niente di mistico o di trascendentale, bensì la traccia, la indicazione della via della semplicità e del buon senso: virtù sempre estremamente rare , ieri, oggi e domani ! FV

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