Roma, “tuo marito nel mio letto”al teatro Porta Portese

Regia Sebastiano Rizzo da un idea di Eugenio Tassitano  scritto da Eugenio Tassitano e Camilla Cuparo

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Regia Sebastiano Rizzo da un idea di Eugenio Tassitano scritto da Eugenio Tassitano e Camilla Cuparo

Monica e Cristina sono state compagne di scuola ma non si vedono da tempo. Così decidono di trascorrere una serata insieme, a cena, in compagnia dei rispettivi mariti: Enrico e Mario.

Le due donne, evidentemente molto fragili e insicure, sfoggiano capi firmati e un corpo ritoccato dalla chirurgia estetica mentre Enrico, impiegato al ministero, sotto precise direttive di Monica, finge di avere avuto una promozione per non esser da meno a Mario, Direttore di banca.

Le due donne, infatti, nonostante la lunghissima amicizia, nutrono una nei confronti dell’altra, un’invidia quasi puerile che le spinge, più volte, ad avere un comportamento decisamente immaturo.

I due uomini, d’altro canto, subiscono il carattere non facile e dominante delle mogli.

Nonostante la serata non vada nel migliore dei modi, Cristina – ossessionata dalla voglia di diventare madre e convinta che Mario non possa avere bambini- riesce a rivedere Enrico e ad avere con lui una relazione, convinta che, nonostante non abbia uno status degno del suo futuro figlio, almeno caratterialmente sia, invece, proprio l’uomo giusto. Allo stesso modo Mario, che non perde il suo lato da dominatore, riesce a rivedere Monica e iniziare con lei una relazione, convincendola che Enrico non le dia quanto meriti.

Nella menzogna generale, le cose sembrano poter andar bene fino a quando le donne si ritrovano nella stessa casa, per caso, una con il marito dell’altra.

Riusciranno, a questo punto, a mettere “fine” alle loro relazioni?

E quanto conta l’amicizia dopo un tradimento?

Quanto pesa, ai giorni d’oggi, la scelta di avere un figlio, per una donna?

E l’amore, quello vero, può davvero perdonare un tradimento?

Una commedia esilarante, con un finale che vi farà riflettere sull’urgenza di ridare senso ai VERI valori, in una società che sempre più ci spinge verso la precarietà dei sentimenti e la necessità ossessiva di APPARIRE.

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