Roma,Al Teatro Argot Studio la interessante rassegna di teatro al femminile, Scena Sensibile

Prosegue con grande successo la storica rassegna romana di teatro e letteratura al femminile,  La scena sensibile, nata nel giugno 1995 al Teatro Argot Studio di Roma da un’idea di Maurizio Panici e dell’attrice, autrice e drammaturga, Serena...

Prosegue con grande successo la storica rassegna romana di teatro e letteratura al femminile, La scena sensibile, nata nel giugno 1995 al Teatro Argot Studio di Roma da un’idea di Maurizio Panici e dell’attrice, autrice e drammaturga, Serena Grandicelli, che ne cura da sempre la direzione artistica, compresa questa del 2016 che terminerà il 26 giugno p.v. Fin dalla prima edizione si è voluto ripercorrere il pensiero e il vissuto delle donne fin nelle più remote e profonde sensibilità. Ogni anno un filo rosso ne determina il tema di base vedendo coinvolte attrici autrici e registe, ma anche danzatrici, che aderiscono con entusiasmo a questa linea di approfondimento di una scrittura al femminile. Storie di donne coraggiose è il tema di fondo di questa XXII^ edizione, in cui si intrecciano i racconti di donne che trovano dentro di sé la forza e il coraggio di andare, a testa alta, incontro al loro destino, nonostante le avversità, dall’orrore per la guerra, al degrado sociale e ambientale. La ventiduesima edizione de La Scena Sensibile si è aperta con il monologo Viola di mare, nel quale l’autrice e attrice Isabella Carloni, in abiti maschili, rivive l’incredibile storia di Pina, la donna che si traveste da uomo per amore. Poi la storia della metamorfosi della dott.ssa Fausta, interpretata da Livia Lupattelli, che in Tana libera tutti per centomila euro a nero accetta un massacrante lavoro da svolgere al computer in appena tre settimane. Sul palco dell’Argot Studio l’attrice Susy Suarez veste i panni di Cleo, una donna che avrà il coraggio di affrontare il suo inimmaginabile passato, fino alla rivelazione di un torbido segreto. Il 12 e 13 giugno è la volta del duo torinese Chiara Cardea / Silvia Mercuriati con A scatola chiusa | Andante cantabile con slancio una messa in scena tragicomica sullo stile inteso come ricerca del modo di stare al mondo. Le due protagoniste vivono da tempo in una scatola dimenandosi come “criceti”. Stimolate e ispirate dai loro idoli – Pasolini, Guccini, Montale, Maria Callas, etc..- trascorrono le giornate curando se stesse e disquisendo su questo fatidico modo di stare al mondo in un circolo vizioso che pare non avere fine. E’ uno spazio asfittico. L’asfissia sarà il motore che permette alle due di arrischiarsi ad uscire nel mondo. Tiziana Bergamaschi il 14 giugno presenterà Le rinchiuse per cui ne cura l’allestimento insieme all’autrice e alle attrici prendendo in esame la vita delle badanti, come paradigma della condizione di straniamento dalla vita e dal diritto alla bellezza. Silvia Gallerano diretta da Alessandra Cutolo il 15 e 16 giugno presenta Celia, monologo che racconta la storia di una donna che fa la vita di strada a Roma e che si innamora di un suo cliente. Il 18 giugno sarà invece la volta di Ferocia progetto che porta in scena tre storie di femminicidio, in cui Betta Cianchini, affiancata da Lucia Bendìa, Elisabetta De Vito si raccontano acidamente e beffardamente. Nella Medea e il suo inconscio di e con Esnedy Milan Herrera, in scena il 21 giugno alle ore 21, per la regia di Serena Grandicelli; Medea è una modella e Giàsone il suo Press Agent e compagno di vita, che si muovono nel Regno dell’alta moda milanese. Un testo che vuole smascherare la crudeltà del mondo della moda, che costringe la donna ad inseguire dei canoni di bellezza imposti che non corrispondono al reale. Chiude la rassegna il 24, 25 e 26 giugno, Elena Arvigo con I monologhi dell’atomica. Dai testi ripresi dai racconti di Kyoko Hayashi e Svetlana Aleksievich la Arvigo racconta tre storie diverse. Una donna, una bambina e un ragazzo, tutti e tre sono stati vittima di un destino che non avevano scelto, previsto. Cernobyl non ha ucciso solo gli operai che lavoravano in fabbrica ma ha ucciso, dentro, le mogli, i bambini e la speranza di una vita migliore. Al Teatro Argot Studio, in via Natale Del Grande, 27, 00153 Roma Trastevere.

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