Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cultura

Roma,Al Teatro India una superlativa e indimenticabile Sirenetta

Al Teatro India, nell’ambito della interessante e stimolante stagione artistica della seconda sala del Teatro di Roma, è andato in scena per due sere La Sirenetta, uno stupendo spettacolo della Associazione culturale Eco di fondo, di Milano, con...

Al Teatro India, nell'ambito della interessante e stimolante stagione artistica della seconda sala del Teatro di Roma, è andato in scena per due sere La Sirenetta, uno stupendo spettacolo della Associazione culturale Eco di fondo, di Milano, con la regia di Giacomo Ferraù e con la collaborazione registica di Arturo Cirillo; drammaturgia a cura di Giacomo Ferraù e di Giulia Viana, con il contributo della Compagnia, con Riccardo Buffonini, Giacomo Ferraù, Libero Stelluti, e Giulia Viana (nella foto), con la voce della Strega del mare di Arturo Cirillo, le luci di Giuliano Almerighi, il coordinamento coreografico di Riccardo Olivier, il video a cura di Riccardo Calamandrei, e la organizzazione, nonché ufficio stampa, a cura della brava e simpatica Elisa Binda, per la produzione di Eco di fondo, in coproduzione con Campo teatrale. Ho voluto iniziare questa nota con i nomi di tutti gli artefici di questo meraviglioso spettacolo, in quanto tutti, nei loro ruoli, meritano i più calorosi e sinceri elogi. La Sirenetta racconta la storia di una adolescente che, per un gesto d'amore, rinuncia alla sua stessa essenza (ovvero la sua coda), nel disperato tentativo di essere accettata ed amata. Uno spettacolo che conduce per mano tutti gli spettatori a riflettere sull'amore, quello più difficile, quello verso se stessi e il corpo al quale si appartiene. La celebre fiaba di Andersen viene riletta come metafora dell'identità sessuale: "Siamo partiti dalle lettere di ragazzi adolescenti che hanno deciso di togliersi la vita perché non si sentivano accettati per la propria sessualità, e mai come in questo momento ci sembra doveroso interrogarsi e scontrarsi su domande delicatissime quali cosa è la famiglia oggi, la parità dei diritti, il bullismo, la discriminazione sessuale nelle scuole, e così via.". Questa semplice e lineare sinossi si sviluppa sul palcoscenico in maniera mirabile e molto originale: con un efficace gioco di luci e di ombre, di teli e di veli, che scorrono, si alzano e si abbassano, di voci registrate e di interazioni dal vivo, di video e di musiche, in presenza di molta acqua, uno degli ambienti naturali nel quale vive, si dibatte, soffre e si offre la Sirenetta, insieme a tutti gli altri protagonisti della vibrante vicenda, ovvero i genitori, i fratelli, gli amici, gli antagonisti e i nemici. La parabola della Sirenetta quale parabola della vita e delle vicende della Umanità passata, presente e futura. Una vera e propria ovazione, da parte del folto pubblico presente ad India, ha omaggiato i bravissimi artisti al termine della rappresentazione, con una decina di chiamate al proscenio, in una atmosfera di vera e sincera emozione e commozione, sia sul palcoscenico che sulle gradinate. Insomma, uno spettacolo davvero esemplare, al quale auguro di tutto cuore centinaia di repliche in tutte le regioni e in tutte le città italiane, insieme alle altre pregevoli produzioni della Compagnia, Orfeo ed Euridice, Le rotaie della memoria, Nato ieri, Coppa aperta, I Candidi, Sogni e O.Z.. Al momento posso concludere questa nota, rammentando due appuntamenti già previsti fuori dal Lazio: Giacomo Ferraù curerà una regia lirica, coadiuvato da Giulia Viana "Altri canti d'amor", che debutta il 15 luglio al Festival Internazionale della Valle d'Itria" (Martina Franca); e nel febbraio 2018 ospiti del teatro Elfo Puccini di Milano una personale che comprende, oltre a La Sirenetta, "Orfeo ed Euridice" e "O.Z. Storia di un'emigrazione".

Franco Vivona

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