Roma,Al Teatro Petrolini la Anna Karenina di Tolstoj

Nel panorama degli spettacoli teatrali della stagione estiva nella Capitale, merita una bella citazione l'interessante e coinvolgente adattamento per la scena della famosa opera Anna Karenina, di Lev Tolstoj,  curato da Antonella Antonelli e...

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Nel panorama degli spettacoli teatrali della stagione estiva nella Capitale, merita una bella citazione l'interessante e coinvolgente adattamento per la scena della famosa opera Anna Karenina, di Lev Tolstoj, curato da Antonella Antonelli e Margarita Smirnova nella Sala Fabrizi dell'accogliente Teatro Petrolini a Testaccio (direzione artistica di Paolo Gatti). Ne parlo volentieri, ésia perché lo spettacolo mi è piaciuto molto, sia perché spero vivamente che le autrici lo ripropongano, per un maggior numero di repliche, nell'ambito della prossima stagione invernale 2016-17. Pensate, nove eccellenti interpreti, la stessa Antonelli, insieme a Marco Ciotti, Erica Dumontel, Maria Teresa Grano, Giovanna Martini, Veronica Scali, Giulia Sturabotti, Matteo Santoro e Bruno Taraborelli, con le coreografie di Alessandra Cosimato, le luci di Ielizar Gatti e le foto di Silvano Ceccarelli, con la attenta, puntuale, geniale regia di Margarita Smirnova. E parlo di genialità con cognizione di causa, in quanto ho trovato geniale la disaggregazione di Anna Karenina in ben sei interpreti diverse, tutte elegantemente vestite con il loro splendido vestito da sera di colore rosso, presenti a turno sulla scena, nei vari frammenti di vita e di dramma, nei quali si sviluppa la ben nota vicenda sentimentale; così come due sono stati, a turno, gli interpreti della ben disegnata figura dell' Amante, mentre un solo interprete ha dato vita alla figura del Marito! Geniale anche la scena che, pur essendo costituita da semplici veli rossi, rendeva molto bene la casa del Marito e i luoghi di incontro di Anna con l'Amante; così come geniale mi è sembrata la scelta dei veli di colore bianco, rosso e nero, che partecipano attivamente alle singole scene e ai singoli frammenti, rappresentando l'Amore Domestico (colore bianco), l'Amore Trasgressivo (colore rosso) e il Tragico Epilogo (colore nero); così come geniali sono stati i movimenti coreografici con il sottofondo di musiche russe bene appropriate ai vari passaggi del dramma. Insomma, cari amici lettori, uno spettacolo studiato molto a fondo, in tutti gli aspetti e in tutti i dettagli, che merita di essere visto e apprezzato, e che quindi spero di poter vedere in cartellone nella prossima stagione teatrale! Franco Vivona

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