Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cultura

Roma,Con Ar.MaTeatro nella Capitale nasce una nuova interessante realtà culturale

Sono sempre molto felice di partecipare alla festa per la nascita di un nuovo teatro nella Capitale, ma sono ancora più felice quando, in uno spazio teatrale, che aveva funzionato egregiamente per alcuni anni,  terminano le attività, e dopo...

Sono sempre molto felice di partecipare alla festa per la nascita di un nuovo teatro nella Capitale, ma sono ancora più felice quando, in uno spazio teatrale, che aveva funzionato egregiamente per alcuni anni, terminano le attività, e dopo qualche tempo si genera una nuova realtà culturale! E' il caso del nuovo, nuovissimo Ar.MaTeatro, al quale rivolgo gli auguri più sinceri ed affettuosi per una stagione fortunata con un numero crescente di spettatori e di abbonati! Nasce quindi a Roma una nuova realtà culturale: l'Ar.MaTeatro. Uno spazio teatrale in zona Ottaviano che ha come obiettivo quello di diventare un luogo di aggregazione culturale, aperto a tante realtà che non gravitano nei grandi circuiti. A dirigerlo la regista Daria Veronese che dà il via a questa nuova avventura con un cartellone che ospiterà compagnie romane e non, nuova drammaturgia, commedie, un cartellone musicale, presentazione di libri, festival, laboratori teatrali e musicali. Il primo spettacolo in scena, dal 6 al 9 ottobre, è stato Schifosi, L'orchestra vuota, liberamente ispirato all'opera omnia di David Foster Wallace. Sul palco Luca Iervolino diretto da Rosario Sparno. Questi Schifosi sono personaggi torbidi, divertenti quanto autenticamente amorali che si confessano attraverso un originale, candido e violento linguaggio quotidiano e che raccontano la loro realtà. Una visione del mondo che, con sgomento, potremmo scoprire anche nostra. E' stata poi la volta del bravissimo Silvio Barbiero, un attore che ha fatto innamorare il pubblico e la critica al suo personaggio tanto da richiederlo a gran voce. Silvio Barbiero, dopo il successo del Roma Fringe Festival di Roma in cui è stato premiato come Miglior Attore nel 2014 e dopo le repliche in altri teatri della capitale, torna a Roma con Groppi d'amore nella scuraglia di Tiziano Scarpa. Uno spettacolo che la Compagnia Carichi Sospesi ha portato in scena dal 21 al 23 ottobre, all'Ar.Ma Teatro, il nuovissimo spazio teatrale diretto da Daria Veronese. In tournèe ormai dal 2011, l'attore padovano ha interpretato uno dei testi più poetici di Tiziano Scarpa. Unico attore sul un palco libero da elementi scenici, Silvio Barbiero dà vita ad uno spettacolo puntando tutto sulla parola. Groppi d'amore nella scuraglia, infatti, è un racconto in versi che, attraverso una lingua inventata, descrive un percorso di rinascita e di redenzione. Questo linguaggio fatto di parole stravaganti, bizzarre, onomatopeiche ed evocative, deforma il nostro immaginario e i corpi dei protagonisti divengono archetipi grotteschi di un mondo in sfacelo. Una storia ricca di ingredienti narrativi, che non manca di sorprendere per l'originalità delle soluzioni messe in atto. Lo spettatore si trova così immerso in una dimensione fatta di suoni antichi ma pur sempre riconoscibili, di immagini e musiche che creano un'atmosfera naïf, tracciata con pennellate severe e marcate. Immagini che richiamano l'immaginario di Bosch raccontando la storia di Scatorchio e del suo amore per Sirocchia in un paese sommerso dai rifiuti. I personaggi di cui si racconta compaiono sulla scena, grazie alle brillanti capacità attoriali di Barbiero: il sindaco, la vedova Capecchia, Sirocchia, il popolo e ancora, la storia del ripetitore, l'amore di Scatorchio per Sirocchia che gli preferisce il rivale Cicerchio, la discarica che fa fuggire tutti i cittadini. Un turbinio di immagini e personaggi inventati che fa tornare bambini e riassaporare quella curiosità gioiosa e inebriante di quando si ascoltava la favola più bella. Terzo spettacolo in cartellone : L'Italiota, storia semiseria dell'italiano medio, di e con Marco Cavallaro. Il bravissimo spumeggiante Cavallaro porta in scena dal 28 al 30 ottobre ad Ar.MaTeatro, L'Italiota, storia semiseria dell'italiano medio: Garibaldi fu ferito? E fu ferito veramente a una gamba? Siamo un popolo di poeti, navigatori e santi? Cosa si nasconde dietro la politica, la chiesa, il bel canto? Tra nord e sud ci sono le solite differenze o c'è altro? Siamo un popolo di arraffoni, ladri, corrotti o siamo generosi, ospitali e cortesi? Il calcio è l'unica nostra vera passione? Ripercorrere la nostra storia, per capire chi siamo e dove stiamo andando. Per cercare di dare un senso ad uno dei periodi tra i più bui culturalmente ed economicamente. Un modo per ridere di noi stessi e delle nostre debolezze. Un modo per scoprire che in fondo non siamo così peggiori di come ci vogliamo dipingere. Cavallaro affronta il suo essere patriottico sotto tutti i punti di vista, orgoglioso di essere nato e cresciuto nel paese più bello del mondo, ovviamente prendendosi in giro dall'inizio alla fine. W L'ITALI?OTA!!! ed Evviva Ar.MaTeatro ! Franco Vivona

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