Roma,La rassegna al femminile La Scena Sensibile al Teatro Argot Studio a Trastevere fino al 26 giugno

Prosegue con grande successo, e con la sala sempre esaurita, la storica rassegna romana di teatro e letteratura al femminile La scena sensibile, nata nel giugno del 1995 al Teatro Argot Studio di Roma (in via Natale del Grande) da una idea di...

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Prosegue con grande successo, e con la sala sempre esaurita, la storica rassegna romana di teatro e letteratura al femminile La scena sensibile, nata nel giugno del 1995 al Teatro Argot Studio di Roma (in via Natale del Grande) da una idea di Maurizio Panici e dell’attrice, autrice e drammaturga, Serena Grandicelli che ne cura da sempre la direzione artistica. Fin dalla prima edizione si è voluto ripercorrere il pensiero e il vissuto delle donne fin nelle più remote e profonde sensibilità. Ogni anno un filo rosso ne determina il tema di base vedendo coinvolte attrici autrici e registe, ma anche danzatrici, che aderiscono con entusiasmo a questa linea di approfondimento di una scrittura al femminile. Storie di donne coraggiose è il tema di fondo di questa XXII^ edizione, in cui si intrecciano i racconti di donne che trovano dentro di sé la forza e il coraggio di andare, a testa alta, incontro al loro destino, nonostante le avversità, dall'orrore per la guerra, al degrado sociale e ambientale. La interessante rassegna, che ha avuto inizio il 6 giugno, prosegue fino al 26 con il programma seguente: Tiziana Bergamaschi il 14 giugno presenta Le rinchiuse per cui ne cura l’allestimento insieme all'autrice e alle attrici prendendo in esame la vita delle badanti, come paradigma della condizione di straniamento dalla vita e dal diritto alla bellezza. Silvia Gallerano diretta da Alessandra Cutolo presenta il 15 giugno Celia, monologo che racconta la storia di una donna che fa la vita di strada a Roma e che si innamora di un suo cliente. Il 18 giugno sarà invece la volta di Ferocia progetto che porta in scena tre storie di femminicidio, in cui Betta Cianchini, affiancata da Lucia Bendìa, Elisabetta De Vito si raccontano acidamente e beffardamente. Nella Medea e il suo inconscio di e con Esnedy Milan Herrera, in scena il 21 giugno alle ore 21, per la regia di Serena Grandicelli; Medea è una modella e Giàsone il suo Press Agent e compagno di vita, che si muovono nel Regno dell'alta moda milanese. Un testo che vuole smascherare la crudeltà del mondo della moda, che costringe la donna ad inseguire dei canoni di bellezza imposti che non corrispondono al reale. Il 23 giugno alle ore 21 Trento Spettacoli presenta la co-produzione Nostra Italia del Miracolo in collaborazione con Arkadis. In scena Maura Pettoruso per la drammaturgia e regia di Giulio Costa. Lo spettacolo ripercorre la storia d’Italia dalla guerra alla Liberazione, dal boom economico agli anni di piombo, dalle televisioni commerciali alle piogge acide attraverso le parole della giornalista di costume e società Camilla Cederna. Chiude la rassegna il 24, 25 e 26 giugno, Elena Arvigo con I monologhi dell'atomica. Dai testi ripresi dai racconti di Kyoko Hayashi e Svetlana Aleksievich la Arvigo racconta tre storie diverse. Una donna, una bambina e un ragazzo, tutti e tre sono stati vittima di un destino che non avevano scelto, previsto. Cernobyl non ha ucciso solo gli operai che lavoravano in fabbrica ma ha ucciso, dentro, le mogli, i bambini e la speranza di una vita migliore. (fonte Ufficio Stampa Argot Studio, Giulia Taglienti)

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