Roma,Serata incantevole alla Cappella Orsini con Shakespeare e Cervantes

Una serata davvero incantevole ed incantata, in uno spazio teatrale romano davvero poco utilizzato (che meriterebbe una maggiore utilizzazione e frequentazione) la artistica Cappella Orsini, che si trova al centro della accogliente piazza di...

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Una serata davvero incantevole ed incantata, in uno spazio teatrale romano davvero poco utilizzato (che meriterebbe una maggiore utilizzazione e frequentazione) la artistica Cappella Orsini, che si trova al centro della accogliente piazza di Grottapinta, a pochi passi da largo di Torre Argentina: in programma un intenso interessante reading, incentrato sul tema : Shakespeare & Cervantes: dopo 400 anni il mistero sale in scena. Bravissimi interpreti sono stati l’autore del testo Stefano Reali, accompagnato da Antonio Nobili, Marco Giustini, Lucia Rossi, con la partecipazione di Bruno Alessandro. Il punto di partenza di questo reading-spettacolo è stimolante e di grande spessore umano e culturale: ogni nazione europea ha avuto un proprio Poeta Nazionale, che ha esaltato la lingua e la cultura della sua terra di appartenenza; l’ Italia ha avuto Dante, la Germania Goethe, la Spagna Cervantes, e l’Inghilterra Shakespeare. La loro opera ha reso questi poeti degli Immortali. Ma quanto sappiamo di loro, come uomini? “Shakespeare e Cervantes, dopo 400 anni il mistero sale in Scena” vuole indagare la vita dei due poeti, cercando di svelare gli aspetti prettamente umani nascosti dietro la “genialità dell’artista”, la persona dietro il “personaggio”, e soprattutto l’uomo dietro la maschera, mettendo in luce una serie di sconvolgenti sorprese sui sei anni trascorsi da Cervantes in Italia, e su chi, negli stessi anni, si nascondeva dietro la scrittura delle commedie “Italiane” del Bardo. Un evento interessante, vibrante e molto applaudito, all’interno del quale è stata eseguita anche la lettura scenica de “La Volpe e il Leone”, un testo teatrale che racconta dell’ incontro virtuale, avvenuto nell’ottobre del 1571 nell’ospedale di Messina, tra Miguel de Cervantes e il letterato italiano Giovanni Florio. Un incontro che poteva fin da allora svelare un mistero sul quale i maggiori studiosi del mondo, dopo quattrocento anni, stanno finalmente facendo luce: chi ha scritto davvero i drammi di William Shakespeare? Una vera e propria “chicca teatrale” grazie ad un bellissimo testo scritto da Stefano Reali, basato sugli studi più recenti, italiani e stranieri, che si sono impegnati ad affrontare l’annosa ed infinita questione della paternità delle opere di Shakespeare. Spero vivamente che questo spettacolo torni in scena al più presto, a Roma e fuori Roma, nelle tante sale teatrali adatte ad una rappresentazione del genere. Complimenti a tutti , da Franco Vivona

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