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NO STORIA DI UN RIFIUTO

NO STORIA DI UN RIFIUTO

San Vito Romano, al Teatro Caesar in scena "No, storia di un rifiuto" di e con Giacomo Vallozza

I ragazzi del Consiglio Comunale di San Vito Romano, in collaborazione con il Comune,  in occasione de “Settanta anni dopo la seconda guerra mondiale nel territorio della Regione Lazio”, presentano la nuova produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo...

I ragazzi del Consiglio Comunale di San Vito Romano, in collaborazione con il Comune, in occasione de "Settanta anni dopo la seconda guerra mondiale nel territorio della Regione Lazio", presentano la nuova produzione del Teatro Stabile d'Abruzzo, uno spettacolo sulla memoria collettiva: venerdì 22 maggio presso il Teatro Caesar alle 10,30, "No, storia di un rifiuto" di e con Giacomo Vallozza, regia di Giancarlo Gentilucci, in collaborazione con Arti e Spettacolo di L'Aquila e Teatro del Paradosso di Loreto Aprutino.

""No, storia di un rifiuto -racconta l'autore- è una storia dimenticata che voglio raccontare vagando sulle tracce di mio padre, militare italiano internato nei lager tedeschi dal 14 settembre del '43 al 6 aprile del '45, quando fu liberato dalle truppe canadesi nell'ospedale di Füllen, famigerato campo della morte.

È uno spettacolo teso più a restituire immagini che sentenze; ripercorre la storia italiana, dal fascismo al dopoguerra, attraverso diari, filmati, oggetti, narrando fatti spesso ignorati o toccati marginalmente dai libri di testo. È infine la consapevolezza che l'altra resistenza, la resistenza senz'armi, di seicentomila soldati, può indicare agli italiani di oggi un modo per uscire dal buio morale e materiale in cui brancolano. Queste le parole del colonnello Pietro Testa, internato nel lager di Witzendorf, (lo stesso in cui furono deportati Gianrico Tedeschi e Giovanni Guareschi): "Dobbiamo restare con i piedi per terra: su questa terra che vedete, con il suo fango, con le sue buche, con le sue pietre; se vogliamo un fiorellino in questa desolazione dobbiamo piantarcelo con le nostre mani e coltivarlo con il nostro amore". Ingresso libero

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