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Sabato, 21 Maggio 2022
Cultura Ferentino

Scoperto un labirinto medievale nella chiesa di Sant’ Antonio Abate a Ferentino

La sensazionale scoperta è stata fatta dal ricercatore irpino Marco Di Donato

Sensazionale scoperta fatta dal ricercatore irpino Marco Di Donato nella Chiesa di Sant’Antonio Abate a Colle del Fico di Ferentino. La chiesa, già di per sé ricca di storia per la presenza di interessanti affreschi unici nel suo genere, fu edificata nella metà del XIII secolo da Pietro del Morrone – il futuro Papa Celestino V – e per circa 30 anni ne ospitò le sue spoglie dopo la morte avvenuta nel castello di Fumone (FR) nel 1294 in circostanze misteriose. Il corpo del Papa, ricordato dal Sommo Poeta nella Divina Commedia come colui che fece per viltade il gran rifiuto, rimase in questa chiesa fino al 1326 allorquando alcuni monaci celestiniani - travestiti da soldati -  lo portarono nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio a l’Aquila - fatta edificare dallo stesso Pietro del Morrone nel 1288 ed ove oggi tutt'ora riposa.

Papa Celestino V, nel corso del suo breve pontificato durato appena 4 mesi, fu molto attivo ed istituì il rito della Perdonanza che anticipò di sei anni il primo Giubileo della storia voluto dal suo successore, Papa Bonifacio VIII.

Ma tornando ai giorni nostri, il ricercatore avellinese Marco Di Donato - che da oltre 20 anni vive a Frosinone - ha scoperto inciso all’interno della chiesa ferentinate un labirinto medievale che riveste grande importanza dal punto di vista simbolico, storico e religioso.

Quello del labirinto, infatti, è un simbolo molto intenso e ricco di significato che rappresenta il percorso gerosolomitano o cammino di espiazione, che veniva idealmente compiuto dal pellegrino che non poteva recarsi fisicamente a Gerusalemme o che non poteva intraprendere un vero e proprio viaggio verso i luoghi di pellegrinaggio. Il labirinto, da non confondere con il dedalo ossia quello all’interno del quale ci si perde, ha un percorso unicursale ossia formato da una sola strada che si avvicina e allontana dal centro in un percorso di sofferenza ed espiazione durante il quale il pellegrino giunge al centro del labirinto - ove idealmente vi è Dio - solo dopo un lungo cammino. Una simbologia davvero particolare e ricca di profondo significato spirituale.

L'importanza della scoperta fatta dallo studioso Marco Di Donato sta nel fatto che in tutta Italia si contano davvero pochi labirinti incisi, presenti a Pontremoli (MS), Lucca (LU), Tossicia (TE), Sonnino (LT), Colli al Volturno (IS), Petrella Tifernina (CB) e Conversano (BA). Ed ora a questi si aggiunge quello di Ferentino (FR) che non era né noto né censito in alcuna pubblicazione. Infatti, a darne conferma sono Giancarlo Pavat uno dei massimi esperti in tema di labirinti a livello nazionale ed internazionale e don Angelo Conte parroco della Chiesa di Sant’Antonio Abate presente con Di Donato al momento della scoperta.

Sicuramente in Ciociaria quando si parla di labirinti, si pensa subito all’affresco del Cristo nel Labirinto di Alatri – che rappresenta un unicum nel panorama mondiale dell’arte figurativa – e che è stato datato verso la fine del XIII secolo. I committenti dell'opera ancora non sono noti sebbene più di qualche studioso ipotizzi possa trattarsi dei Cavalieri Templari storicamente presenti ad Alatri come testimoniato da numerosi simboli qui presenti come la croce patente di colore rosso posta all’ingresso della Chiesa di San Francesco - nel cui chiostro vi è l’opera - nonché altre simbologie riconducibili al passaggio dei Cavalieri Templari.

Ed un chiaro simbolo templare è presente anche nella Chiesa di Sant’Antonio Abate a Ferentino dove è stato scoperto il labirinto. Infatti, durante alcuni lavori di restauro è emerso - affrescato su di una colonna - un rarissimo “Valcento” ossia l'unico e solo scudo utilizzato dai Cavalieri Templari nei loro 200 anni di storia. Gli affreschi qui presenti sono stati attribuiti alla scuola del Cavallini e datati tra la fine del XIII e inizi del XIV secolo.

Tutti questi elementi, insieme all'importante ritrovamento fatto da Marco Di Donato, gettano le basi per nuovi studi e si aggiungono alla storia di questa chiesa che nel tempo sta restituendo traccia di un glorioso passato.

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