Serrone, il presepe etnografico si anima con figure vere e si crea un'altra atmosfera

di Giancarlo Flavi Di colpo il Presepe Etnografico  a Grandezza Naturale  di Serrone si anima con l'aggiunta di scene vere  e così il sogno di un presepe mobile improvvisamente si avvera, grazie all’Associazione Culturale Gruppo Storico “...

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di Giancarlo Flavi

Di colpo il Presepe Etnografico a Grandezza Naturale di Serrone si anima con l'aggiunta di scene vere e così il sogno di un presepe mobile improvvisamente si avvera, grazie all’Associazione Culturale Gruppo Storico “ Quando il Papa era Re”.

Quello del 26 è stato un pomeriggio completamente diverso proprio grazie a questo gruppo, che dapprima ha sfilato lungo le vie del borgo con i bellissimi costumi storici da: soldato, il Popolo, il Brigante, il Signore, il maestro, il curato insomma, gruppi di cittadini che hanno dato vita ad una nuova messa in scena, facendo diventare il paese certamente più autentico andando così a colmare una piccola lacuna che aveva lasciato il presepe storico che ormai da circa 20 anni fa bella mostra nel borgo di Serrone che sta per compiere i suoi primi mille anni. Figure, particolari e pittoresche, che bene sono state inserite nell’altra parte del paese, senza intaccare la bellezza di quello esistente, ma creando qualche altra scena mozzafiato e dando vita ad una realtà storica che bene si è amalgamata all’interno del borgo. Così, la massaia che fa la pasta, le venditrici di fusaglie, la sarta vera e altre tipiche figure hanno certamente fatto la loro bellissima parte creando una nuova emozione, una nuova atmosfera, un nuovo modo di fare folklore e per metterla come affermava il Gregorovius parlando dell’attuale provincia di Frosinone: “Terra animata da colonne di ciociari in marcia verso Roma. C’erano file di carri trainati da buoi bianchi con alte corna. I campagnoli avevano un aspetto imponente con i loro capelli appuntiti, le sopraveste rosse e i sandali di pelle d’asino”. Gli abiti ciociari con lo stile di Enrico Abbate che ha descritto il costume ciociaro ai tempi del Papa Re. “ Gli uomini portano una giubba lunga color bleù, calzoni corti, le cioce con le stringhe avvolgono delle pezze bianche, 7un gilet di rosso scarlatto con bottoni dorati, un cappello di feltro e pan di zucchero:Le donne un abito, un grembiule con ricami, una panno bianco o rosso in testa che scende sulle spalle e all’esterno ed un busto colorato a completamento dell’abito”. Ecco questi personaggi hanno dapprima sfilato e poi si sono inseriti con i loro mestieri creando così un’altra atmosfera, che a nostro giudizio si potrebbe ripetere ogni mese, per creare un nuovo volano turistico. E non è mancato l’impegno del Sindaco a fare in modo che su questa versione si cresca per portare turismo in paese, invitando le cantine ad essere definitive e quindi essere aperte per tutto l’anno, poiché nel 2017 ci sarà anche l’esposizione delle miniature teatrali dello scenografo Santi Migneco, che resteranno per sempre perché donate al comune e vanno ad aggiungersi ai costumi di teatro donati dalla sarta teatrale Bice Minori, a cui dovrebbe essere intestata la mostra di costumi di Teatro.

Poi nella cantina di Zia Nennella, in piazzitella, la mostra di quadri della giovane pittrice autodidatta Emanuela Cadrini, con un pittura contemporanea e una nuova espressione che guarda verso un futurismo diverso e forse più impegnativo. I bellissimi ricami esposti della Signora Tilde hanno dato quel tocco di cultura in più. Per chiudere la polenta con le spuntature di maiale e un buon bicchiere di vino rosso Cesanese DOCG grazie alle donne dell’associazione Culturale “ Serrone”. Hanno fatto passare una giornata veramente da ricordare ma che potrebbe dare io là a nuove e più importanti iniziative turistiche di alto richiamo. E su questo le patacche le ciammelle serronesi e Vino Cesanese DOCG che deve puntare il paese al fine di creare un corto circuito turistico di ritorno, considerato che oggi abbiamo visto arrivare gente da Roma, Latina, Alatri e da altri paesi venuti per vedere queste nuove e belle iniziative, anche culturalmente da spiegare meglio alla gente e alla stampa prima e non dopo a cose fatte. E' chiaro comunque che il Presepe resta sempre aperto notte e giorno, il paese è visitabile sempre le cantine ospitano i visitatori che vogliono degustare alcune specialità locali, altrimenti ci sono i ristoranti deputati a questo: Bel Sito, Le dù casette, Il San Michele e Castello, per parlare del Borgo, altrimenti ci sono anche gli altri ristoranti a cominciare da San Quirico dov'è stato realizzato un artistico presepe raffigurante il paese e dove c'è il ristorante La Pace, oppure nella frazione La Forma con il ristoranti: La Conca, La Ciociara, Tak Tik e altre pizzerie per l'accoglimento dei turisti qualora arrivassero in massa.

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foto di G. Flavi (vietata la riproduzione per uso pubblico)

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