Serrone, Il ricordo di Vincenzino Proietto durante la presentazione del libro di Ivan Nardone

La presentazione del libro "C'è rimasta la ragione" di Ivan Nardone offre lo spunto di confronto tra diverse realtà

Premiazione figlie di Vincenzino

La presentazione del libro "C'è rimasta la ragione" di Ivan Nardone offre lo spunto di confronto tra diverse realtà

Biblioteca gremita, a Serrone, per la presentazione del libro “C'è rimasta la ragione” di Ivan Nardone, un volume in cui l'autore ripercorre da protagonista, e in chiave narrativa, il sindacalismo italiano degli anni Ottanta che, con la pluriennale vertenza FIAT, madre di tutte le vertenze, ha toccato il punto più alto della partecipazione operaia e studentesca per la difesa dei diritti. “Una storia operaia, ma non solo: - come la descrive il saggista Vito Manduca - tante storie umane di donne, di uomini, di bambini che, nel loro insieme, fotografano l'Italia degli anni Ottanta. Un romanzo, certo, ma con la dignità di un saggio di alta Sociologia la cui analisi non trascura nessun ambito umano e sociale”.

L'iniziativa ha offerto lo spunto per un confronto su diversi temi legati al territorio. Ha iniziato Pina Terenzi, vice presidente nazionale di “Donne in campo – Cia”, ad illustrare l'importanza del ruolo della donna nell'agricoltura, oggi spesso protagonista della gestione di agriturismo e aziende agricole.

Il sindaco, Natale Nucheli, si è complimentato con l'autore per lo spaccato che riesce a fare di un territorio, quello della Ciociaria, che dopo essere passato dall'agricoltura all'industrializzazione è tornato, a causa della grave crisi economica ed ambientale, a rivalutare la terra. “Una rivalutazione – afferma Nucheli – che ha restituito centralità ad agricoltura e alimentazione, con l'Europa che sostiene e finanzia proprio questi settori. Oggi più che mai Serrone, dove le fabbriche non ci sono, anche grazie alla collaborazione con la Cia e con la Regione Lazio vuole dare una spinta forte all'agricoltura”.

Soddisfazione viene espressa dall'assessore alla cultura, Antonietta Damizia: “E' stato molto gratificante vedere la straordinaria partecipazione dei serronesi alla presentazione di un libro che ripercorre 20 anni di storia nazionale delle lotte operaie. Nelle prossime settimane ripeteremo iniziative culturali come questa che, insieme alla nostra biblioteca comunale, ci faranno incontrare autori che raccontano storie e ci fanno vivere le loro esperienze”.

L'occasione ha offerto lo spunto per vivere momenti molto toccanti nel ricordare Vincenzino Proietto, un cittadino che ha segnato la storia di Serrone portando avanti le lotte per l'affrancamento dei terreni, arrivando fino in Parlamento a spiegare l'importanza, per le realtà contadine, di avere un pezzo di terra e dando così un contributo fondamentale all'approvazione della legge 29, che ha tolto i terreni ai padroni e le ha consegnate per poche lire ai contadini, che oggi hanno abbandonato . Il sindaco Nucheli ha consegnato alle figlie di Vincenzino una pergamena dove, tra l'altro, si ricorda anche che fu "Fondatore, insieme ad altri contadini del nostro paese, del Frantoio sociale Scalambra e promotore per la costituzione del Consorzio provinciale degli olivicoltori, quale strumento per ottenere finanziamenti europei”.

La genuinità della politica di Vincenzino Proietto ( Marcone) è stata davvero tanta, perché da vice sindaco ai tempi di Candido Damizia, lui rappresentava Serrone per la definizione del nome da dare al vino Cesanese e si fece convincere da Betto Illuminati, sindaco di Piglio e così oggi, invece di chiamarsi Cesanese Scalambra o dello Scalambra, che sarebbe stato più logico, si chiama Cesanese del Piglio. Forse, questo è l’unico “peccato politico” che si può rimproverare a Vincenzino, il quale ha comunque voluto molto bene al Comune di Serrone, nessuno escluso.

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Giancarlo Flavi

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