Serrone, il bellissimo presepe etnografico a grandezza naturale come non l'avete mai visto

Il fotografo Claudio Pasquazzi è riuscito ad immortalare dei particolari stupendi

Quest’anno il presepe Entografico a Grandezza Naturale realizzato nel comune di Serrone è stato ampliato nel percorso e sono state riempite più piazzette tanto che le figure riprodotte sfiorano le 150 unità, e rappresentano tutti i mestieri più antichi di una volta  ma che adesso, purtroppo, stanno scomparendo.

L'occhio del fotografo Claudio Pasquazzi

Però, rivedere ogni anno questo presepe, che ingloba  il centro di tutto il borgo medievale cittadino,  ( ViaLe Umberto I, Piazza Plebiscito, Piazza Mons. Mario Proietto, Via Cavopur per un lungo tratto e Via Roma)  viene visto con una angolazione e una prospettiva diversa dal fotografo dello Stadio Olimpico della Lazio e della Roma, Claudio Pasquazzi, che ha fotografato particolari davvero inediti, che solamente l’occhio esperto, di un grandeprofessionista poteva esplorare  per farci vedere in primo piano la belleza raffinata di questo presepe, curata con la magia dello scenografo Santi Migneco e messo in opera dall’Associazione Culturale “Serrone” presieduta da Tonino Serafini in collaborazione di tutti gli altri volontari una cinquanti tra uomini e donne, che ogni anno rammendano vestiti e vestono i manichini, che rappresentano gli antichi mestieri.

Atmosfera unica e serena e degustazione di prodotti sfiziosi locali

Quindi entrando nel borgo di Serrone, si rivive un’atmosfera davvero unica, affascinante, romantica, piena di fascino e suggestività. Un presepe unico davvero, quasi magico per come è stato realizzato da tutti i volontari, che con passione e amore per il proprio paese si mettono a disposizione per molti giorni dell’anno in favore della comunità, al fine di richiamare turisti e  visitatori. Ci sono anche due cantine aperte, il negozio di artigianato, e numerose eccellenze enogastronomico locali e ciociare, come la “Ciammella Serronese”  oppure le specialità come l’olio  Superbo di Amerigo Quattrociocchi in vendita nella cantina di Zia Marina posta proprio all’arrivo in piazzitella. 

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Una gita a Serrone, di questo periodo, rinfranca lo spirito, riempie il corpo e l’anima di piccole e belle cose che fanno sempre piacere vedere e degustare.

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