Cultura

Teatro a Roma, Modern Accordion inaugura la stagione del Teatro di Documenti

Quando viene inaugurata la stagione artistica del Teatro di Documenti, che sorge nel vero cuore di Testaccio, e quando lo spettacolo ha la regia della brava e intelligente Marzia G. Lea Pacella, non posso mancare e mi reco con entusiasmo e...

Quando viene inaugurata la stagione artistica del Teatro di Documenti, che sorge nel vero cuore di Testaccio, e quando lo spettacolo ha la regia della brava e intelligente Marzia G. Lea Pacella, non posso mancare e mi reco con entusiasmo e certezze a teatro, in quanto sono sicuro che assisterò ad uno spettacolo interessante e pregevole. E così è stato infatti anche questa volta, nel mese di gennaio, per Modern Accordion, ovvero parole e musica con la fisarmonica, di e con Marco Lo Russo aka Rouge, con le coreografie di Francesco Milana, i ballerini Manuela Costantini, Marcello Letizia e Valerio Polverari e la ottima regia di Marzia Pacella. Marco Lo Russo è fisarmonicista, compositore, arrangiatore e molto altro, ed è stato definito dalla critica e dai colleghi un artista rappresentativo degli orientamenti più avanzati e aggiornati della cultura musicale del nostro tempo. La fisarmonica è uno strumento relativamente giovane, in quanto è nata a Vienna nei primi decenni del 900: vanta una tradizione musicale che, da ambienti colti, la vede protagonista nei più variegati linguaggi musicali; il suo nomadismo culturale la rende strumento eclettico e versatile, utilizzato sia per trascrizioni di letteratura da tasto, sia come compagnia di viaggi oltreoceano per altri linguaggi musicali, quali il tango e il jazz. L'affascinante recital di Marco Lo Russo è stato un esplicito percorso attraverso quei particolari tipi di composizione, che non si pongono come scopo primario la innovazione del linguaggio musicale, ma la rielaborazione dello stesso: ovvero non si tratta della ricerca verso il nuovo, bensì di una operazione sul linguaggio musicale, e quindi variazioni linguistiche. Partendo da suoni primordiali, lo spettatore viene condotto momento per momento a compiere un percorso fatto di struggenti melodie, che si fondono in un quadro di colori e sfumature ricchissime di emozioni. Il quadro viene composto via via, aggiungendo alle note iniziali nuove note che fanno passeggiare nella storia della umanità, da melodie etno a note più popolari, a note più sofisticate, per poi esplorare la moderna cultura musicale, con suoni freddi, per giungere infine alla esplosione di una musica improvvisata, ovvero quella jazz, in una sorta di ritorno alla musica come suono dell'anima. Uno spettacolo, una serata davvero interessanti e coinvolgenti, con un percorso musicale che parte dalla natura e giunge alla storia della umanità e della civiltà, proponendo una emozionante colonna sonora alla vita contenporanea.

Franco Vivona

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