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VII Biennale d’Arte Contemporanea Ad Anzio anche l’Accademia di Belle Arti di Frosinone

Il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone, Loredana Rea conferma "fare scultura per sfidare le consuetudini del pensiero"

L’Accademia di Belle Arti di Frosinone protagonista alla VII Biennale d’Arte Contemporanea, in programma da luglio a settembre ad Anzio, sul litorale romano. In particolare, per la sezione Scultura, sono impegnati in questi giorni gli allievi scultori Leonardo Antonucci, Matteo Marovino (Liceo Artistico Artemisia Gentileschi, di Carrara), Zhu Hengyi, Sara Terpino, Domenico Terriaca, Li Shilin e Yin Yu. Tutti seguiti dai docenti Luca Marovino e Alessandro Canu.

La presentazione dei lavori, in corso di realizzazione, si terrà sabato 20 luglio alle 19.

"Sebbene l’oggetto scultura a partire dai primi decenni del ‘900 abbia subito mutazioni radicali, che hanno spinto alcuni alla teorizzazione della sua sparizione, il concetto di scultura, sia pure dilatato fino all’eccesso sopravvive alle tensioni sperimentali e rimane esperienza fondante nei percorsi di studio proposti dagli istituti di alta formazione artistica. Rispettando l’indispensabile discontinuità delle ricerche e la spaesante molteplicità degli esiti formali, - ha commentato il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone, Loredana Rea - gli studenti delle accademie di accostano alle problematiche del fare scultura con l’obiettivo di coniugare tradizione e contemporaneità, per provare a riflettere la complessità del tempo presente e tracciare prospettive per il futuro. La scuola di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone da alcuni anni è impegnata a superare le dinamiche collegate esclusivamente alla dialettica docente/discente, creando esperienze costruttive di confronto con il territorio. Nascono così le collaborazioni, i workshop, i simposi, gli interventi site specific, le esposizioni, in cui insegnanti e allievi, uscendo dai laboratori lasciano un segno transitorio o duraturo nei luoghi della quotidianità. Suggerire la possibilità di una trasformazione estetica del tessuto urbano, troppo spesso usurato dalla banalizzazione, dall’indifferenza e dalla superficialità rappresenta allora una risorsa per una società che non può preoccuparsi solo di sviluppo economico, una società in cui l’arte può e deve sfidare le consuetudini del pensiero e la consapevolezza dell’agire".

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