#CuoreFedePassione, i tre fattori alla base della filosofia Argos Volley

La grande festa della pallavolo è stata illuminata anche di spiritualità e morale, virtù che sono alla base dello sport

#CuoreFedePassione: domenica 20 maggio si sono celebrati questi tre fattori, alla base della filosofia Argos Volley e di tutto ciò che intorno vi ruota. La grande festa della pallavolo è stata illuminata, infatti, anche di spiritualità e morale, virtù che sono alla base dello sport. Ciò è avvenuto grazie alla presenza, alla manifestazione, di Sua Eccellenza Gerardo Antonazzo, che come suo solito, sa spendere meravigliose parole in favore degli ideali condivisi dalla religione e dalla sana disciplina sportiva. Un momento toccante per tutti i presenti così come quello dedicato alla famiglia Polsinelli, ai congiunti del giovane Luca, alpino sorano scomparso nel 2006 in un attentato terroristico a Kabul, cui è stata consegnata una targa da parte della società bianconera e per mano del suo patron, Gino Giannetti. Ed è proprio lui a ripercorrere a tutto tondo le tappe di questo evento, oramai lustro e tradizione del club lirense:

Le parole del patron Giannetti

“Questa è una immensa soddisfazione. Siamo riusciti a creare un’aggregazione importante a tutto tondo nel nostro territorio. Anche quest’anno ci ha fatto visita il nostro Vescovo. Questo è un gesto di accortezza e di interessamento importante, avvenuto, tra l'altro, nel giorno del suo compleanno. Per questo siamo stati veramente felici. Parecchi ragazzini e tantissime scuole, sia del nostro territorio che di quelli limitrofi, hanno partecipato con entusiasmo”. 

Il riconoscimento per la famiglia del maresciallo capo Luca Polsinelli

Questa è stata un’emozione forte; era una cosa a cui tenevo da tempo, poter omaggiare i genitori di un nostro conterraneo che è caduto nel momento più alto delle sue funzioni, è stato veramente qualcosa di importante. Ci siamo rinnovati i nostri auguri per una prossima e ulteriore presenza. Senz’altro sono rimasti contenti, ma noi, soprattutto, lo siamo ancora di più nel poter spendere quotidianamente il nome di Luca Polsinelli in tutte le scuole, in tutti i contesti e in tutte le parrocchie, perché è giusto così e perché ci fa onore”.

Giannetti conclude con un pensiero per tutti i suoi collaboratori

“Oggi c’è stata anche una tappa provinciale di Mini Volley, oltre il torneo delle parrocchie. I bambini si sono divertiti tantissimo. Per questo dobbiamo dire grazie a tutti gli organizzatori, al nostro staff al completo, quindi non soltanto a quello che si dedica quotidianamente alla Serie A, ma a tutti gli altri che si impegnano per tutto il resto e che sono i nostri veri gioielli. Da domani continueremo a pensare al prossimo allestimento del roster di Superlega”.

Il connubio tra sport e religione

Senza dubbio siamo ostinatamente convinti dell’idea che lo sport, quando lascia parlare anche la fede, possa arrivare alla vita delle persone in modo integrale e quindi a formare ed educare a 360 gradi. Lo sport è come una via maestra attraverso cui la fede e l’esperienza di Dio, il valore del corpo, dell’azione, dell’amicizia, del costruire insieme, dell’impegno, del sacrificio e delle regole, diventano molto più completi ed efficaci. Siccome la Chiesa si interessa della persona, serve la crescita della stessa per realizzare il suo destino in modo felice, ha bisogno di inserirsi nel mondo dei giovani per formare la loro vita in modo compiuto e realizzato”. 

Il pensiero di Mons. Gerardo a Luca Polsinelli e ai suoi genitori

“il messaggio che noi ancora raccogliamo per la famiglia è capire come attraverso il sacrificio della vita, Luca insegna a tutti noi la fedeltà e la responsabilità del proprio dovere, secondo le scelte di vita che ciascuno fa; è una questione di principio molto importante. Oggi viviamo anche la debolezza e la fragilità della dispersione, della frammentarietà, della provvisorietà e anche del precariato, non solo nel mondo del lavoro, ma anche nel mondo delle idee e della responsabilità. Invece il sacrificio di Luca, così come il sacrificio di tanti altri soldati e tanti altri eroi nei tanti settori della vita militare, ma anche sociale, ci insegna che il compimento del proprio dovere è una grande sfida che bisogna vincere. Non si può essere precari nella responsabilità. Sappiamo che questo costa sacrifici, ma la fedeltà, attraverso il sacrificio, ci rende maturi e ci stagiona con una stabilità straordinaria”.

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