Isola del Liri, "Femmina" performance contro la violenza sulle donne

Sabato 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne, la CISL Frosinone propone, presso il Teatro Stabile di Isola del Liri, la performance di teatro-danza dal titolo  "FEMMINA", ideata e curata da Enza Venditti, come momento di sensibilizzazione e riflessione rispetto ad un tema quanto mai attuale. Si propone anche una lettura drammatizzata del famoso monologo di Franca Rame "LO STUPRO", che verrà interpretato dall'attrice Sara Paone. Danza e teatro in un connubio con un alto valore sociale e comunicativo.“

Interverrano il Sindaco di Isola del Liri, dott. Vincenzo Quadrini, e la segretaria organizzativa della Cisl di Frosinone, dott.ssa Alessandra Romano. 

"Femmina" vuole essere un grido silenzioso, ma lacerante, contro il femminicidio, fenomeno che purtroppo sempre in più larga misura coinvolge la nostra società. Un’opera nata come contributo creativo al cambiamento sociale, grazie a dei processi partecipativi, concreti e virtuali: il gesto di uno che diventa azione collettiva, movimento di opinione, critico e cosciente, contro la brutalità del femminicidio. Le sette allieve della scuola si succederanno in un movimento corale, che sfocerà in una danza a tratti emotiva a tratti fisica. Le danzatrici si muovono a schiera indicando ruoli di egemonia predefinita, con movimenti prepotenti, curvi e avvolgenti, pronte a impossessarsi della scena. Frequenti i transiti di ruolo e le inversioni da vittima a carnefice; i corpi manifestano cosa succede quando vengono violati dal controllo del potere o quando lo esercitano essi stessi. Situazioni capovolte che i personaggi sperimentano continuamente durante la performance. Alla danza si unirà la suggestione del teatro, attraverso l’intervento dell’attrice Sara Paone, che reciterà un monologo tratto da “Lo stupro” di Franca Rame; senza alcuna connotazione politica, la risonanza è nel fatto che tante, troppe donne di oggi, vivono lo stesso dramma, perché le brutalità descritte, le sensazioni provate dalla vittima sono le stesse, identiche, ancora adesso. Pur essendo infatti passato quasi mezzo secolo di storia, di progressi e di cambiamenti socio-culturali, poco o niente è cambiato.

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