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Frosinone, domenica ecologica: poche infrazioni. Il sindaco chiede alla Regione la modifica del piano sulla qualità dell’aria

La terza domenica ecologica, rispetto alle quattro programmate dalla Regione Lazio per il comune di Frosinone, ha registrato sostanziale rispetto da parte degli automobilisti delle disposizioni di limitazione alla circolazione stradale.

La terza domenica ecologica, rispetto alle quattro programmate dalla Regione Lazio per il comune di Frosinone, ha registrato sostanziale rispetto da parte degli automobilisti delle disposizioni di limitazione alla circolazione stradale.

La Polizia municipale con le proprie pattuglie ha presidiato i varchi nella fascia della perimetrazione urbana, permettendo l'ingresso solo per ragioni di stretta necessità, legate all'accesso alle farmacie o all'ospedale Spaziani.

Il risultato è sicuramente positivo, in quanto sono state elevate, in totale, appena 23 contravvenzioni al codice della strada. In un caso, è stata anche applicata la normativa che prevede l'obbligo del pagamento immediato della sanzione da parte del conducente, nel caso in cui risulti cittadino non comunitario, allo scopo di evitare il fermo tecnico del veicolo.

"La salute dei cittadini è sicuramente prioritaria - dichiara il sindaco Nicola Ottaviani - nell'ambito degli obblighi che gravano sugli enti locali ed i livelli del pm 10 e delle polveri sottili, purtroppo, impongono la limitazione della circolazione per quattro domeniche all'anno, come indicato dal piano regionale del Lazio sulla qualità dell'aria. Stiamo approntando con gli uffici comunali una richiesta di rivisitazione ed adattamento alla Regione Lazio del piano stesso, in quanto ci sono contraddizioni che hanno bisogno di essere riviste. Non comprendiamo, ad esempio, per quale motivo non sia possibile l'apertura di una finestra di tolleranza per la circolazione tra le 13 e le 15, anche per il comune di Frosinone, come avviene per altri comuni del basso Lazio, mentre vietare la circolazione anche ai veicoli ad impatto ambientale zero appare eccessivo. Del resto, il settanta per cento dell'incidenza dei fattori inquinanti ruota attorno alle immissioni delle caldaie civili ed industriali e, i comuni, su questa materia hanno una competenza molto limitata".

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