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Frosinone, domeniche ecologiche frusinati disciplinati solo una quindicina di indisciplinati

I frusinati sembra che abbiamo ormai compreso come l'istituzione delle quattro domeniche ecologiche (ne sono in programma altre due: una il 9 febbraio febbraio e l'altra il 23 marzo),

I frusinati sembra che abbiamo ormai compreso come l'istituzione delle quattro domeniche ecologiche (ne sono in programma altre due: una il 9 febbraio febbraio e l'altra il 23 marzo), sia una misura assolutamente necessaria, anche se non sufficiente, per l'attenuazione della concentrazione delle polveri sottili e del pm10 nel capoluogo.

Invero, la situazione è talmente seria, per la città di Frosinone, che il piano regionale sulla qualità dell'aria obbliga solo il comune di Frosinone, a differenza di altre realtà municipali, a bloccare tassativamente il traffico per dieci ore continuative, senza permettere alcuna pausa. La giornata domenicale appena trascorsa, però, ha segnato la nota positiva della consapevolezza e della maturità dei frusinati, in ordine alle misure di prevenzione ambientale adottate, tanto è che le infrazioni contestate sono scese ad appena una quindicina, in buona parte emesse a carico di cittadini non residenti nel capoluogo, che hanno dichiarato di non essere a conoscenza dei divieti. I vigili urbani, che hanno sorvegliato soprattutto i varchi perimetrali, dietro indicazione del sindaco Nicola Ottaviani, hanno comunque permesso l'accesso degli automobilisti all'ospedale di via Fabi e per l'espletamento dei servizi di necessità relativi all'ingresso alle farmacie e alle postazioni di pubblica sicurezza.

"Dopo anni di sperimentazione, ha commentato il sindaco Nicola Ottaviani, appare indispensabile rivedere il piano regionale sulla qualità dell'aria, poiché la prevenzione e la salute pubblica sono certamente elementi prioritari, ma appare illogico obbligare il Comune di Frosinone a non permettere la circolazione neppure dei veicoli ad impatto ambientale zero, come gli automezzi elettrici. Una politica ambientale che abbia un minimo di raziocinio e che non si limiti solo al divieto formale deve promuovere l'acquisto e l'utilizzo di automezzi innovativi, che possano conciliare la mobilità urbana con la ecocompatibilità nel settore del trasporto pubblico e privato. Il miglioramento della qualità dell'aria deve essere inteso come un obiettivo ormai inderogabile e non già come semplice divieto di praticare le normali abitudini. Stiamo valutando, per il prossimo anno scolastico, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per il sabato, per tentare di avere due giorni di attenuazione continuativa della penetrazione veicolare all'interno del perimetro urbano. Ma se tutto ciò non dovesse trovare anche il conforto dell'abbattimento delle immissioni da parte dei comignoli e delle caldaie da riscaldamento potremmo rischiare di aver promosso sacrifici vani alla libertà di circolazione".
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